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Bce, Lagarde alle banche: "E' nel loro interesse rinegoziare i mutui variabili con le famiglie"

(ansa)
La presidente conferma il rialzo di 50 punti base a marzo, poi si vedrà in base ai dati. Indicizzare le pensioni all'inflazione? "Non ci ha aiutato". Codacons: ecco quanto sono rincarati i finanziamenti per comprare casa, si supera il +3mila euro
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MILANO - "Sono convinta che molte banche siano pronte a rinegoziare" i mutui variabili contratti dai loro clienti e che ora stanno presentando un conto salato, vista la stretta monetaria in atto per contrastare l'inflazione, "in modo da alleggerire il carico sulle famiglie nel corso del tempo. E' nel loro interesse farlo, perché sanno che quando l'inflazione sarà sotto controllo i tassi scenderanno. E non vogliono che il loro bilancio sia gravato di crediti deteriorati". Così Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, in un'intervista al quotidiano spagnolo El Correo, rilanciata sul sito di Francoforte, interviene su uno degli aspetti più sensibili della fase di rialzo dei tassi.

MILANO - "Sono convinta che molte banche siano pronte a rinegoziare" i mutui variabili contratti dai loro clienti e che ora stanno presentando un conto salato, vista la stretta monetaria in atto per contrastare l'inflazione, "in modo da alleggerire il carico sulle famiglie nel corso del tempo. E' nel loro interesse farlo, perché sanno che quando l'inflazione sarà sotto controllo i tassi scenderanno. E non vogliono che il loro bilancio sia gravato di crediti deteriorati". Così Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, in un'intervista al quotidiano spagnolo El Correo, rilanciata sul sito di Francoforte, interviene su uno degli aspetti più sensibili della fase di rialzo dei tassi.

Rialzi che, secondo un calcolo del Codacons, hanno portato un variabile a costare oggi 3.624 euro all'anno in più rispetto al 2021, mentre chi accende oggi un finanziamento a tasso fisso si ritrova a spendere fino a +3.144 euro annui rispetto a due anni fa. D'altra parte - per un mutuo variabile trentennale da 150mila euro - si è passati da un tasso dello 0,48% di settembre 2021 (442 euro di rata al mese) a un tasso del 3,16% con rata da 627 euro. Nel caso di un fisso, invece, la rata è salita di 150 euro nel raffronto sul 2021 con un tasso dall'1,04 al 3,15%.

Il 'problema' dei variabili riguarda una fetta minoritaria dei mutuatari, ma comunque consistente. Secondo l'ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, a settembre 2022 era agganciato all'Euribor il 40% dello stock di mutui esistente. Un valore, quest'ultimo, che alla fine dell'anno era di 426 miliardi di euro.

Verso un altro rialzo da 50 punti

Per quel che riguarda il prosieguo delle strette, "è molto probabile che aumenteremo i tassi di interesse di 50 punti base" nella riunione del 16 marzo, ribadisce la presidente Lagarde. "Era una decisione che avevamo indicato nell'ultima riunione e tutti i numeri visti nei giorni scorsi stanno confermando che questo aumento è molto, molto probaile". Per il futuro, Lagarde non si sbilancia: "Dipendiamo dai dati, molti governatori delle banche centrali stanno diffondendo le loro opinioni e analisi personali, come presidente della Bce io devo focalizzarmi" sui dati.

 

Contro l'inflazione aiuti mirati

Ribadendo quanto scandito la scorsa settimana, Lagarde ha ricordato che "è ancora troppo presto per dichiarare la vittoria sull'inflazione". Per la presidente dell'Eurotower "stiamo facendo dei progressi", ma "'c'è ancora molto da fare". "So che le persone stanno soffrendo per l'inflazione - aggiunge - specie quelle più vulnerabili e esposte come i pensionati a basso redddito. Alla Bce crediamo che le misure dei governi dovrebbero essere mirate a questo tipo di persone" per poi essere riviste quando "i prezzi dell'energia scenderanno e quelli degli alimentari si stabilizzeranno".

Interrogata sull'indicizzazione per legge delle pensioni all'inflazione, Lagarde è negativa: "Indicizzare (le pensioni, ndr) all'inflazione non ci ha aiutato nel passato e ha generalmente contribuito ad alimentare l'inflazione che è poi finita fuori controllo". Parlando al gruppo editoriale spagnolo Vocento spiega: "Non credo sia una buona idea tornare indietro" su questo tema.