“Subito altri 80 mila ingressi”. Il pressing degli agricoltori spinge FdI
di Antonio Fraschilla , di Antonio FraschillaROMA - Palazzo Chigi vuole varare un nuovo decreto flussi al più presto. Anche come semplice scorrimento della graduatoria di quello in corso che si chiuderà il prossimo 27 marzo con il click day: un decreto che già coinvolge 82.700 lavoratori stranieri. I numeri del decreto bis? Su questo fronte Fratelli d’Italia e Lega, i principali azionisti della maggioranza, devono trovare una intesa: ma una parte di Fratelli d’Italia spinge quasi per raddoppiare i numeri entro il 2023, quindi con un secondo decreto da altri 60-80 mila lavoratori stranieri almeno.
A spingere il partito di Giorgia Meloni è soprattutto il comparto dell’agricoltura. Non a caso nei giorni scorsi ad anticipare un aumento dell’arrivo di stranieri in Italia per il lavoro nei campi è stato il ministro competete al ramo, Francesco Lollobrigida.
ROMA - Palazzo Chigi vuole varare un nuovo decreto flussi al più presto. Anche come semplice scorrimento della graduatoria di quello in corso che si chiuderà il prossimo 27 marzo con il click day: un decreto che già coinvolge 82.700 lavoratori stranieri. I numeri del decreto bis? Su questo fronte Fratelli d’Italia e Lega, i principali azionisti della maggioranza, devono trovare una intesa: ma una parte di Fratelli d’Italia spinge quasi per raddoppiare i numeri entro il 2023, quindi con un secondo decreto da altri 60-80 mila lavoratori stranieri almeno.
A spingere il partito di Giorgia Meloni è soprattutto il comparto dell’agricoltura. Non a caso nei giorni scorsi ad anticipare un aumento dell’arrivo di stranieri in Italia per il lavoro nei campi è stato il ministro competete al ramo, Francesco Lollobrigida.
In particolare il pressing su Palazzo Chigi arriva dalla Coldiretti guidata da Ettore Prandini, che è molto vicino a Lollobrigida e quindi al cerchio magico della Meloni. Gli agricoltori puntano a ottenere 40 mila ingressi regolari per lavoro dal click day del 27 marzo, in base al decreto flussi varato dal governo Draghi. Ma, conti alla mano, ne servono altrettanti ed entro l’estate per garantire il comparto. Per snellire le procedure il suggerimento arrivato dalla Coldiretti a Palazzo Chigi è quello di non prevedere procedure nuove, ma semplicemente scorrere la “graduatoria” del click day del 27 marzo perché «sicuramente ci saranno migliaia di domande che non troveranno spazio».
Su questa piattaforma si sta muovendo il governo, anche se nel dettaglio il decreto-bis va discusso con i ministri del Lavoro e degli Interni, Marina Elvira Calderone e Matteo Pianteodosi. Quest’ultimo in quota Lega. Ed è proprio con il partito di Salvini che andrà trovata una mediazione. Ma i numeri e il meccanismo del possibile decreto-bis partono entrambi dalla piattaforma proposta da Coldiretti. Proprio l’influente associazione degli agricoltori ieri ha reso noto uno studio sui dati del prossimo clic day che dimostra come «in Italia un prodotto agricolo su quattro viene raccolto da mani straniere, con 358mila lavoratori regolari provenienti da ben 164 Paesi diversi che sono impegnati nei campi e nelle stalle, fornendo più del 30 per cento del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore».
Spiega lo studio Coldiretti: «I lavoratori stranieri occupati in agricoltura sono per la maggior parte provenienti da Romania, Marocco, India e Albania. Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese». Comunque il pressing al governo non arriva solo dal comparto agricolo ma anche da quello turistico. Ieri Assohotel-Confesercenti dell’Emilia Romagna ha stimato «una carenza di almeno 10 mila lavoratori nelle imprese alberghiere regionali» in vista della prossima stagione estiva.