✕

Manageritalia, balzo delle donne dirigenti. Crescono del 13,5%

Claudia Parzani è la prima presidente donna di Borsa Italiana. Le donne manager sono aumentate del 13,5% nel 2021 (ansa)
Un aumento che fa salire il peso delle più giovani, le under 35 diventano il 39%. Milano la provincia con la quota maggiore, seguita da Roma e Torino
2 minuti di lettura

ROMA - Un balzo del 13,5 per cento contro un aumento molto più modesto per gli uomini del 3,6 per cento: le donne dirigenti guidano la crescita nel 2021, un trend che prosegue anche nel 2022, guardando ai primi dati che per il momento si limitano al terziario. Manageritalia annuncia con una certa soddisfazione che stavolta a trainare la crescita sono proprio le donne, "un doppio segnale positivo per il nostro Paese, perché evidenzia come le imprese e gli imprenditori abbiano capito che per competere ci vuole più managerialità e che questa può e deve essere anche femminile", afferma il presidente dell'organizzazione, Mario Mantovani. "Più donne al lavoro e più donne ai vertici sono uno degli ingredienti per crescere", aggiunge Luisa Quarta, coordinatrice Gruppo Donne Manageritalia.

ROMA - Un balzo del 13,5 per cento contro un aumento molto più modesto per gli uomini del 3,6 per cento: le donne dirigenti guidano la crescita nel 2021, un trend che prosegue anche nel 2022, guardando ai primi dati che per il momento si limitano al terziario. Manageritalia annuncia con una certa soddisfazione che stavolta a trainare la crescita sono proprio le donne, "un doppio segnale positivo per il nostro Paese, perché evidenzia come le imprese e gli imprenditori abbiano capito che per competere ci vuole più managerialità e che questa può e deve essere anche femminile", afferma il presidente dell'organizzazione, Mario Mantovani. "Più donne al lavoro e più donne ai vertici sono uno degli ingredienti per crescere", aggiunge Luisa Quarta, coordinatrice Gruppo Donne Manageritalia.

La crescita delle donne manager non arriva all'improvviso: sono cresciute del 77 per cento dal 2008 al 2021 e adesso una manager su cinque nel privato è donna. Meglio il terziario, con una quota del 24,7 per cento, dell'industria, che si ferma al 15,1 per cento. Visto che si tratta di una crescita al femminile relativamente recente, la quota delle under 35 è particolarmente significativa, il 39 per cento. Il ricambio generazionale vede molte donne che sostituiscono uomini in fasce di età elevate. E infatti la quota femminile si declina con l'età: la più alta per le dirigenti si trova nella fascia delle giovanissime, lì c'è già stato il sorpasso. Mentre nella fascia 25-29 c'è ormai un testa a testa, con il 51,8% dei maschi e il 48,2% delle femmine. Il rapporto peggiore tra i due sessi nella fascia 60-64: 87% uomini e 13% donne.

Se la provincia con il numero maggiore di dirigenti donne è Milano, seguita da Roma e Torino, il Mezzogiorno però si prende la sua rivincita se si guarda ai dati regionali. Infatti è la Sicilia la Regione con la percentuale più elevata di donne in posizioni dirigenziali, seguita da Lazio, Calabria e Molise. La Lombardia arriva solo al quinto posto. La buona posizione del Sud si conferma guardando poi alle province per quote percentuali: a Enna le donne prevalgono, con una quota del 56,6 per cento.

La crescita media annua è del 5,4 per cento, e risente soprattutto della spinta del settore terziario, ha registrato un maggiore aumento dei dirigenti privati (+9%) rispetto all’Industria (+1%). Terziario che, guardando indietro al 2015, è stato l’unico a crescere nella componente manageriale negli ultimi sette anni (+17%), a fronte del calo dell’industria (-1%). A crescere di più sono comparti quali Istruzione, Servizi alle imprese e Servizi di informazione e comunicazione. Il terziario privato è anche il settore che conta una maggiore presenza femminile; basti pensare che nella Sanità e assistenza sociale le donne dirigenti (50,8%) superano i colleghi e sono il 42,2% nell’Istruzione, il 29% ni servizi di Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese e il 27,4% nelle altre attività di servizi.