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Gli uomini curano il bilancio, le donne puliscono e cucinano. Così gli squilibri nella conciliazione vita-lavoro pesano su carriere e stipendi

I dati dell'indagine Inapp-Plus sulla ripartizione delle attività domestiche "confermano sostanzialmente lo storico stereotipo che vuole le donne protagoniste del focolare". La speranza sono le giovani generazioni, che ripartiscono meglio i carichi
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Il bilancio familiare è cosa degli uomini. Qualche passo avanti, fino a una sostanziale quasi-parità, c'è nel distribuire gli impegni quotidiani che accompagnano la crescita dei figli. Ma le donne restano legate a doppio filo alla cura del "focolare domestico". Tutto quello che riguarda "la cura della casa, o la custodia dei componenti familiari minori o anziani" mostra "una forte prevalenza dell'impegno femminile". E impatta direttamente sulla partecipazione al mercato del lavoro, "con conseguenze rilevanti in termini di qualità dell'occupazione, sviluppo di carriera, retribuzioni e generalmente inique per la popolazione femminile".

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A tracciare la suddivisione dei carichi tra le mura domestiche è il vasto rapporto Inapp-Plus che ha analizzato diverse dimensioni del rapporto tra italiani e lavoro. Tra i dati raccolti, spicca una tabella che indica la frequenza con c…

Il bilancio familiare è cosa degli uomini. Qualche passo avanti, fino a una sostanziale quasi-parità, c'è nel distribuire gli impegni quotidiani che accompagnano la crescita dei figli. Ma le donne restano legate a doppio filo alla cura del "focolare domestico". Tutto quello che riguarda "la cura della casa, o la custodia dei componenti familiari minori o anziani" mostra "una forte prevalenza dell'impegno femminile". E impatta direttamente sulla partecipazione al mercato del lavoro, "con conseguenze rilevanti in termini di qualità dell'occupazione, sviluppo di carriera, retribuzioni e generalmente inique per la popolazione femminile".

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A tracciare la suddivisione dei carichi tra le mura domestiche è il vasto rapporto Inapp-Plus che ha analizzato diverse dimensioni del rapporto tra italiani e lavoro. Tra i dati raccolti, spicca una tabella che indica la frequenza con cui vengono svolte le attività per genere. Se si prendono le risposte "abitualmente" alla domanda su quanto frequentemente si svolga una mansione, l'unica voce per la quale spiccano gli uomini è "Gestire aspetti amministrativi e finanziari correnti". Per il resto è un monocolore femminile, con i distacchi maggiori alle voci "pulire e riordinare" e "cucinare". L'Inapp commenta che "le analisi confermano il peso che i carichi di cura svolgono nella determinazione degli squilibri che storicamente caratterizzano i ruoli di genere nel mercato del lavoro. In particolare - si legge nel rapporto - le informazioni relative alla frequenza con cui vengono svolte le attività sia di cura della casa che di cura e custodia dei componenti familiari minori o anziani mostrano una forte prevalenza dell'impegno femminile".

La cura dei figli

Se si guarda al dettaglio della cura dei figli, "i dati confermano una generale preponderanza del coinvolgimento delle donne nello svolgimento delle attività relative alla preparazione, all'accudimento e all'addormentamento dei figli, laddove il 55% delle madri dichiara di farlo abitualmente a fronte del 53,2% dei padri. Tale differenziale si mantiene costante anche rispetto alle attività di accompagnamento dei figli a scuola o a fare sport o altre attività (57,4% per le donne e 55,3% per gli uomini) mentre risulta più ampio nel caso del sostegno all'attività scolastica, laddove le donne sono il 55,9% e gli uomini il 51,8%". Le madri sono protagonisti, ma almeno per questa voce c'è una "tendenza alla riduzione delle differenze di genere nella gestione della cura, in termini di maggiore coinvolgimento dei padri".

Il sostegno ad anziani ed ammalati

Non si può dire altrettanto di altri aspetti dell'organizzazione della famiglia. "Per quanto riguarda la cura e il sostegno a parenti o amici, anziani o ammalati, nella classe di età 40-49 anni, si rileva una netta prevalenza dell'impegno femminile, con il 30,9% delle donne che dichiara di occuparsi abitualmente di tale attività a fronte del 15,6% degli uomini".

Pulire e cucinare

Come si diceva, un appalto quasi esclusivo è assegnato alle donne se si tratta di pulire e cucinare: "Il 79,7% delle donne dichiara di occuparsi abitualmente della cucina dei pasti, a fronte di una percentuale che nel caso degli uomini si dimezza, attestandosi su un valore pari a 36,3%. Uno scarto analogo è rinvenibile anche nel caso delle attività domestiche di pulizia e riordino, con il 72,3% di donne che dichiara di occuparsi abitualmente di tali attività a fronte del 28,4% degli uomini. Sebbene alcune differenze rispetto a questo paradigma siano rilevabili in termini di compartecipazione tra uomini e donne per la cura dei figli, le attività riferite al cucinare, alla pulizia e al riordino della casa restano pertanto un'abituale prerogativa femminile che persiste anche a parità di condizione occupazionale. Dunque, se da un lato è possibile confermare una tendenza a consolidare una nuova cultura della paternità (D'Amato 2021; Marchesini 2021), è evidente come tale attitudine non si estenda anche all'ambito della gestione delle cosiddette faccende domestiche, confermando sostanzialmente lo storico stereotipo che vuole le donne protagoniste del focolare", dicono i ricercatori Francesca Bergamante e Emiliano Mandrone che hanno curato il rapporto.

I giovani, la speranza

La speranza è data dalle giovani generazioni. Se si spacchettano le risposte per fasce d'età, infatti, "pur restando costanti le differenze che vedono un maggior impegno da parte delle donne, nelle corti di età più giovani sembra manifestarsi una tendenza a una maggiore condivisione dei carichi di cura. Nel caso delle persone con età 25-29 anni, si rileva un più generale equilibrio nell'impegno tra uomini e donne, con differenziali di genere più ridotti per ciascuna attività considerata. Si può affermare, pertanto, come al crescere dell'età diminuisca il grado di condivisione tra donne e uomini, sia riferito alla cura di persone che a quella della casa e degli aspetti amministrativi e finanziari. Tali differenze anche in questo caso risultano amplificate in riferimento alle attività domestiche, con un sovraccarico per le donne in particolare per le classi di età maggiori: il differenziale di genere riferito, ad esempio, all'attività abituale del cucinare è pari a oltre 51 punti percentuali per la classe di età 50-64 anni".