Visco contro i falchi dei tassi: “Basta annunci su futuri rialzi”
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBruxelles - Si potrebbe dire che la pacchia è finita. La possibilità di fare debito e deficit senza limiti e senza sanzione chiude qui. Dal prossimo anno la Commissione Ue potrà di nuovo aprire la procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Ossia per i bilanci che superano il 3 per cento nel rapporto deficit-pil. E lo farà sulla base dei risultati e delle traiettorie assunte quest’anno. Presentando le linee guida dell’esecutivo europeo per le politiche di Bilancio, il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, hanno spiegato che proprio per questo motivo gli Stati membri devono iniziare da subito a limitare la spesa, ridurre gradualmente il debito e comprimere l’inflazione.
Bruxelles - Si potrebbe dire che la pacchia è finita. La possibilità di fare debito e deficit senza limiti e senza sanzione chiude qui. Dal prossimo anno la Commissione Ue potrà di nuovo aprire la procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Ossia per i bilanci che superano il 3 per cento nel rapporto deficit-pil. E lo farà sulla base dei risultati e delle traiettorie assunte quest’anno. Presentando le linee guida dell’esecutivo europeo per le politiche di Bilancio, il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, hanno spiegato che proprio per questo motivo gli Stati membri devono iniziare da subito a limitare la spesa, ridurre gradualmente il debito e comprimere l’inflazione.
L’aumento dei prezzi è infatti ora uno dei nemici da battere. La Bce sta costantemente alzando il tasso di sconto con questo obiettivo. Ma le divisioni non mancano. E ieri sono esplose in un evidente botta e risposta tra il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e la presidente della Bce, Christine Lagarde. «Non apprezzo dichiarazioni di miei colleghi — ha detto a chiare lettere Visco — circa futuri e prolungati aumenti dei tassi». La preoccupazione si concentra sul rischio che il denaro più caro possa bloccare una ripresa incerta e dipendente da fattori geopolitici (come la guerra) incontrollabili. La replica è stata secca usando una formula ormai celebre: “What ever it takes”. «So che le prime vittime dell’inflazione sono i meno privilegiati, i più vulnerabili, le donne». Per questo «faremo tutto quello che serve e ristabiliremo la stabilità dei prezzi».
Nel frattempo, il patto di Stabilità rientrerà pienamente in vigore dal prossimo primo gennaio e da qual momento si ritornerà alla gestione pre-pandemia. Ad eccezione, in realtà, per i Paesi con debito eccessivo. La Riforma del patto che dovrebbe essere approvata nei prossimi mesi prevede infatti che le procedure di rientro dall’eccessivo indebitamento saranno modificate. Con piani “personalizzati” per ogni singolo partner.
Quindi anche la procedura d’infrazione su questo terreno il prossimo anno non sarà prevista. Ma quella sul deficit sì. E potrebbe riguardare anche l’Italia. Già a maggio prossimo la Commissione stabilirà linee guida su misura per i 27. Con l’obiettivo di non arrivare all’inizio del 2024 in una situazione di difficoltà. E tenuto conto degli ultimi dati (la Nadef fissa il defict pil al 4,5%) difficilmente il nostro Paese non sarà interessato dalle indicazioni di Bruxelles.
Il Commissario agli Affari economici Gentiloni ha però precisato che non si potrà tornare alla «austerità» di un tempo. Sarebbe impensabile. Anche perché vanno ancora spesi i fondi — a cominciare dal Recovery — che dovrebbero garantire gli investimenti. Ma nello stesso tempo serve «prudenza» nella spesa corrente. Anche perché bisogna tenere presente che l’inflazione scenderà rispetto al 2022 ma resterà alta: alla fine del 2023 sarà del 6 per cento in Ue rispetto al 10 dell’anno scorso. Insomma, «il sentiero è stretto», ma la prudenza nei confronti del debito — ha insistito — «deve restare uno dei fattori delle nostre politiche economiche».