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La Ue chiude la stagione delle deroghe sui conti pubblici. Dal 2024 tornano i paletti sul deficit

Il commissario Gentiloni (ansa)
L'annuncio del vicepresidente della Commissione Dombrovskis e del commissario Gentiloni. Dal prossimo anno si potranno riaprire le procedure per disavanzi eccessivi, sulla base dei dati 2023
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Si potrebbe dire che la pacchia è finita. La possibilità di fare debito e deficit senza limiti e senza sanzione si chiude. Dal prossimo anno la Commissione potrà di nuovo aprire la procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Ossia per i bilanci che superano il 3 per cento nel rapporto deficit-pil. E lo farà sulla base dei risultati di quest’anno. Presentando le linee guida dell’esecutivo europeo per le politiche di Bilancio, il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, hanno spiegato che proprio per questo motivo gli Stati membri devono iniziare da subito a limitare la spesa e a ridurre gradualmente il debito.

Si potrebbe dire che la pacchia è finita. La possibilità di fare debito e deficit senza limiti e senza sanzione si chiude. Dal prossimo anno la Commissione potrà di nuovo aprire la procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Ossia per i bilanci che superano il 3 per cento nel rapporto deficit-pil. E lo farà sulla base dei risultati di quest’anno. Presentando le linee guida dell’esecutivo europeo per le politiche di Bilancio, il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, hanno spiegato che proprio per questo motivo gli Stati membri devono iniziare da subito a limitare la spesa e a ridurre gradualmente il debito.

Il patto di Stabilità rientra pienamente in vigore dal prossimo primo gennaio e da qual momento si ritornerà alla gestione prepandemia. Ad eccezione, in realtà, per i Paesi con debito eccessivo. La Riforma del patto che dovrebbe essere approvata nei prossimi mesi prevede infatti che le procedure di rientro dall’eccessivo indebitamento saranno modificate. Con piani “personalizzati” per ogni singolo partner. Quindi anche la procedura d’infrazione su questo terreno il prossimo anno non sarà prevista. Ma quella sul deficit sì. E potrebbe riguardare anche l’Italia. Per questo già a maggio prossimo la Commissione stabilirà linee guida su misura per i 27. Con l’obiettivo di non arrivare all’inizio del 2024 in una situazione di difficoltà. E tenuto conto degli ultimi dati (la Nadef fissa il defict pil al 4,5%) difficilmente il nostro Paese non sarà interessato dalle indicazioni di Bruxelles. Da maggio, insomma, il quadro delle politiche bilancio potrebbe subire un sensibile ritocco.  

"Gli Stati membri – si legge in una  nota - dovrebbero tenerne conto nell'esecuzione dei loro bilanci per il 2023 e nella preparazione dei loro programmi di stabilità e convergenza questa primavera e dei documenti programmatici di bilancio per il 2024 questo autunno". "Le raccomandazioni fiscali specifiche per Paese per il 2024, che presenteremo a maggio, - ha spiegato Gentiloni - conterranno un requisito quantitativo e una guida qualitativa sugli investimenti e sulle misure energetiche. In linea con i nostri orientamenti di riforma del Patto di stabilità e le raccomandazioni saranno formulate sulla base della spesa primaria netta".

Il Commissario agli Affari economici ha precisato che non si potrà tornare alla “austerità” di un tempo. Sarebbe impensabile. Anche perché vanno ancora spesi i fondi – a cominciare dal Recovery – che dovrebbero garantire gli investimenti. Ma nello stesso tempo serve “prudenza” nella spesa corrente.  Anche perché bisogna tenere presente che l’inflazione scenderà rispetto al 2022 ma resterà alta: alla fine del 2023 sarà del 6 per cento in Ue rispetto al 10 dell’anno scorso. Insomma, “il sentiero è stretto” ma la prudenza nei confronti del debito – ha insistito - deve restare uno dei fattori delle nostre politiche economiche".