Stellantis, rinnovo del contratto per il 2023-2024: aumento da 207 euro
di Diego Longhin , di Diego LonghinCon la firma di oggi, si consolida ulteriormente il contratto che è applicato in Italia dal 2012. "Entrambe le parti hanno dimostrato un uguale impegno - commenta Giuseppe Manca, responsabile Risorse Umane per Stellantis Italia - per raggiungere l'intesa nello spirito delle relazioni sindacali basate sulla partecipazione che hanno già contraddistinto i tre precedenti quadrienni di applicazione del Ccsl. Con il contesto nazionale e internazionale che stiamo vivendo, ricco di difficoltà e di sfide, abbiamo trovato insieme le soluzioni che potranno proteggere in modo adeguato gli interessi dei lavoratori e dell'azienda sul fronte della competitività delle realtà italiane". Secondo l'azienda l'accordo ha anche l'obiettivo comune di migliorare le performance del sistema industriale delle imprese.
Sul fronte sindacale, tutti soddisfatti. "E' il primo contratto di questa portata per la difesa del potere di acquisto dei salari. Tutela i lavoratori dentro la transizione automotive e fa da apripista per i prossimi rinnovi", dicono il segretario generale della Fim, Roberto Benaglia e del segretario nazionale Ferdinando Uliano. "A soli due mesi dalla scadenza siamo riusciti il contratto garantendo una tempestiva tutela salariale ai lavoratori e la doverosa continuità ad un sistema di relazioni industriali che è nato come contratto Fiat e che in questi anni ha protetto i lavoratori dell'industria dell'auto anche nei momenti più difficili", aggiungono Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile del settore automotive. “L’impianto del Ccsl nato 13 anni fa con l’accordo di Pomigliano si avvia con questo rinnovo al raggiungimento della maggiore età. Si smentiscono palesemente tutti gli uccellacci del malaugurio che avevano pronosticato la sua morte fin dalla nascita”, sottolinea infine il segretario generale Fismic Confsal, Roberto Di Maulo. "Il confronto si è tenuto su due tavoli per volontà delle aziende, ed interrotto dalle stesse perché l'obiettivo non era quello di individuare un nuovo sistema condiviso di relazioni sindacali - dice invece Simone Marinelli, coordinatore auto della Fiom-Cgil - Riguardo al salario, nel momento in cui le aziende registrano profitti record, l’accordo firmato oggi riconosce aumenti biennali della paga base, del premio e il riconoscimento dell’una tantum, come richiesto dalla Fiom nelle piattaforme votate dai lavoratori. L'obiettivo della Fiom era la realizzazione di un nuovo contratto, con i cambiamenti richiesti dai lavoratori: aumentare il salario in paga base sulla base dell’inflazione, stabilire un nuovo sistema premiante, migliorare le condizioni di lavoro, garantire investimenti e occupazione, affermare un ruolo democratico e partecipativo dei lavoratori attraverso il voto sugli accordi e la centralità del ruolo dei delegati. È una ferita aperta quella di Stellantis, CNHI, Iveco e Ferrari nel nostro Paese perché siamo ad un momento cruciale di cambiamento del settore e invece di unire le lavoratrici e i lavoratori si continua a percorrere la strada della divisione".