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Elettricità: tariffe in calo del 20%, ma senza gli aiuti del governo le bollette saliranno

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Il calo delle quotazioni del gas favorisce la discesa della spesa per famiglie e imprese. L'ex senatore leghista Paolo Arrigoni alla presidenza del Gse, società pubblica controllata dal ministero dell'Economia, guidato dal compagno di partito Giancarlo Giorgetti
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Milano - Dopo il gas naturale, anche le tariffe per i consumi dell’elettricità potrebbero subire a fine mese un drastico ridimensionamento, con un calo che potrebbe anche essere superiore al 20%. Ma non è detto che questo significhi un calo complessivo delle bollette. Anzi, per famiglie e piccole imprese potremmo essere a un passo da un nuovo aumento della spesa energetica complessiva. E non di poco conto. Perché i possibili risparmi potrebbero essere vanificati dalla fine degli aiuti del governo, che dalla primavera scorsa è intervenuto sterilizzando una parte delle voci della bolletta. Con il primo di aprile si esauriscono i fondi grazie ai quali i consumatori non hanno pagato parte dell’Iva e gli incentivi alle rinnovabili.

Milano - Dopo il gas naturale, anche le tariffe per i consumi dell’elettricità potrebbero subire a fine mese un drastico ridimensionamento, con un calo che potrebbe anche essere superiore al 20%. Ma non è detto che questo significhi un calo complessivo delle bollette. Anzi, per famiglie e piccole imprese potremmo essere a un passo da un nuovo aumento della spesa energetica complessiva. E non di poco conto. Perché i possibili risparmi potrebbero essere vanificati dalla fine degli aiuti del governo, che dalla primavera scorsa è intervenuto sterilizzando una parte delle voci della bolletta. Con il primo di aprile si esauriscono i fondi grazie ai quali i consumatori non hanno pagato parte dell’Iva e gli incentivi alle rinnovabili.

Tutto questo nel giorno in cui il ministro dell’Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti ha nominato l’ex senatore Paolo Arrigoni a presidente del Gse, la società controllata al 100% dal Tesoro a cui fanno capo i controlli degli oltre 15 miliardi destinati proprio a promuovere le rinnovabili. Arrigoni per la Lega è anche il responsabile Energia: una nomina che, appena ufficializzata, è subito diventato un caso politico.

Tornando alle bollette, va detto che la palese contraddizione tra tariffe in calo e bollette che crescono ha, ovviamente, una sua spiegazione. Partiamo dalla notizia positiva, annunciata giusto ieri dal presidente dell’Arera, l’ex Authority per l’Energia. A margine di un convegno, Stefano Besseghini ha anticipato quanto accadrà a partire dal primo aprile, con le tariffe per l’elettricità che per i prossimi tre mesi dovrebbero scendere attorno a un meno 20%, se non di più. Questo succede grazie al calo del prezzo del gas, il combustibile più utilizzato per la produzione nelle centrali elettriche. «La discesa delle tariffe - ha spiegato Besseghini - sarà significativa, almeno corrispondente, se non superiore, a quella fissata a dicembre», quando il calo fu del 19,5%. Mentre «non ci dovrebbero essere grandi variazione per le tariffe del gas».

Il presidente dell’Authority ha poi aggiunto che si tratta di previsioni, visto che i conti definitivi verranno fatti soltanto fra tre settimane. Ma la tendenza dei prezzi sul mercato internazionale è inequivocabile, visto che la quotazione del gas è di poco superiore ai 43 euro al megawattora, contro i 60 euro di due mesi fa e lontanissimi dal 340 euro, record storico dell’agosto scorso.

Questo, come detto, vale per le tariffe della luce. Diverso il discorso per il gas naturale, per il quale non si prevedono grandi cambiamenti. Il motivo è molto semplice. A partire da quest’anno, le tariffe del metano vengono aggiornate ogni mese, mentre quelle dell’elettricità sono rimaste legare alla revisione periodica trimestrale.

Il che significa che famiglie e piccole imprese hanno già beneficiato del calo delle quotazioni sui mercati, come si vede dai cali della bolletta nei mesi di gennaio (-34%) e febbraio (-13%). Mentre l’ultimo aggiornamento per l’elettricità risale agli ultimi giorni del 2022, quel meno 19,5% a cui ha fatto riferimento il presidente di Arera Besseghini. Ma che veniva subito l’aumento monstre del 59%, riferite alle bollette del trimestre compreso tra ottobre e dicembre scorso.