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Calderone: “Basta Reddito ai single. Il nuovo sussidio aiuterà le famiglie”

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Per chi non ha figli trattamento ridotto da settembre. La ministra del Lavoro: "Chi può deve lavorare presto. Per alcuni bastano 3-4 settimane di formazione. Stop all'assistenza permanente che ci è costata 25 miliardi in tre anni"
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ROMA - "L'occupabile non avrà un sussidio, ma una politica attiva definita anche da un'indennità di partecipazione. La vecchia logica del Reddito di cittadinanza non c'è più. E la nuova non è punitiva, non è questo l'obiettivo del governo. Anzi le famiglie numerose in difficoltà riceveranno un sostegno più alto dell'attuale perché i minori vanno protetti". Marina Calderone, ministra del Lavoro, dice che non sa ancora se il nuovo Reddito si chiamerà Mia, Misura di inclusione attiva. "Vorremmo che il nome fosse identificativo di un progetto. Più che il contenitore, mi interessa il contenuto".

Ministra, il contenuto del nuovo Reddito consentirà di risparmiare 2-3 miliardi sugli 8 attuali di spesa? La platea sarà tagliata di un terzo?
"Difficile quantificare la platea ora. Non è statica, se lo fosse ricadremmo in una logica di assistenza permanent…

ROMA - "L'occupabile non avrà un sussidio, ma una politica attiva definita anche da un'indennità di partecipazione. La vecchia logica del Reddito di cittadinanza non c'è più. E la nuova non è punitiva, non è questo l'obiettivo del governo. Anzi le famiglie numerose in difficoltà riceveranno un sostegno più alto dell'attuale perché i minori vanno protetti". Marina Calderone, ministra del Lavoro, dice che non sa ancora se il nuovo Reddito si chiamerà Mia, Misura di inclusione attiva. "Vorremmo che il nome fosse identificativo di un progetto. Più che il contenitore, mi interessa il contenuto".

Ministra, il contenuto del nuovo Reddito consentirà di risparmiare 2-3 miliardi sugli 8 attuali di spesa? La platea sarà tagliata di un terzo?
"Difficile quantificare la platea ora. Non è statica, se lo fosse ricadremmo in una logica di assistenza permanente che ci è costata 25 miliardi in tre anni, senza diminuire la povertà né aumentare l'occupazione. Chi può lavorare deve essere messo in condizione di farlo e uscire quanto prima dalla misura. In questo senso non parlerei di risparmio, ma di platea molto più mobile. I numeri circolati in questi giorni appartengono a una bozza di lavoro superata: 12 articoli non sono una riforma".

Il requisito d'accesso misurato dall'Isee scenderà a 7.200 euro? E che fine fa la quota per l'affitto e la pensione di cittadinanza?
"Sicuramente per le famiglie numerose l'Isee terrà conto anche dell'apporto fornito dall'Assegno unico per i figli, in modo tale da ricevere più di ora. Così andiamo a correggere una delle storture del Reddito, segnalate anche dalla Commissione Saraceno: uno strumento che dava troppo al singolo e troppo poco ai nuclei con figli. Secondo questa logica, l'aiuto per l'affitto andrà a chi ne ha davvero bisogno, come le famiglie con figli e gli over 60. La pensione di cittadinanza sarà inglobata nella nuova misura".

La definizione di occupabile - non disabile, senza figli minori, né over 60 - non le sembra limitante?
"Al contrario, ci permetterà di capire chi è davvero nel bisogno. La relazione tecnica alla manovra individua 404 mila occupabili, ma ben 300 mila - il 75% - sono singoli. Questa platea va messa subito in grado di attivarsi. E lo faremo intervenendo sul punto debole del Reddito: la presa in carico. Ben 600 mila persone che ricevono il sussidio non sono mai passate per un Centro per l'impiego".

Come farete a invertire la tendenza?
"Grazie alla nuova Piattaforma digitale a cui stiamo lavorando per renderla operativa quanto prima. Chi richiede il nuovo sussidio dovrà necessariamente iscriversi e sottoscrivere il Patto di attivazione digitale: il primo passaggio non l'ultimo per ottenere il sostegno economico. In quel momento avviene la presa in carico. Poi il sistema, in automatico, invia il soggetto al Centro per l'impiego oppure all'assistenza sociale dei Comuni e del Terzo Settore. Ma i vasi sono comunicanti e le destinazioni invertibili: un giovane padre di famiglia con figli piccoli potrà essere avviato al lavoro, dopo un periodo di sostegno, e un single non in grado di lavorare indirizzato all'assistenza"

Molti ministri ci hanno provato a costruire piattaforme, nessuno è riuscito a far dialogare i dati delle Regioni con quelli delle amministrazioni centrali. Perché ora dovrebbe essere diverso?
"Siamo a buon punto, una Piattaforma già oggi esiste: va potenziata e allargata. E poi resa fruibile a tutti: al ministero, all'Inps, all'Anpal, alle Regioni, ai Comuni, ai Centri per l'impiego, alle Agenzie private del lavoro accreditate. Agli Ispettori del Lavoro e alle forze dell'ordine per i controlli che saranno intensificati. Presto avremo anche una versione per smartphone".

Servirà pure a incrociare domanda e offerta di lavoro?
"Siamo tra i Paesi con più cellulari in rapporto alla popolazione. Non vedo un problema di digital divide. E poi ci sono sempre i Centri per l'impiego e i Caf che potranno aiutare chi non è in grado, come hanno fatto con lo Spid".

Come farete a far comunicare alle imprese i posti vacanti?
"Le imprese hanno tutto l'interesse a fidarsi del sistema pubblico perché non riescono a trovare lavoratori: la Piattaforma sarà un'importante opportunità per loro. Il mismatch in Italia è impressionante. Eppure abbiamo molti disoccupati, Neet, percettori di Reddito. Qualcosa non funziona".

Chi prende il Reddito oggi è anche più difficile da ricollocare per la bassa scolarizzazione e competenza. Lo dicono i dati Anpal su Gol, il programma del Pnrr da 4,4 miliardi.
"L'algoritmo di occupabilità di Gol - quello che incasella chi non ha un'occupazione in quattro profili, dal più vicino al più lontano dal mercato del lavoro - non è del tutto corretto. Andrà ritarato per tenere conto non solo delle esperienze lavorative passate, ma anche delle aspettative di carriera e degli skills professionali. Un beneficiario di Reddito, con determinate caratteristiche e con 160 ore di formazione mirata e orientata alle esigenze delle imprese, dopo 3-4 settimane può uscire dal sussidio".

Vi confronterete con le parti sociali e il Terzo settore prima del varo della riforma?
"Una misura di inclusione attiva deve certo essere condivisa anche con gli attori sociali e soprattutto con le Regioni, titolari delle politiche attive, e i Comuni. E anche Anpal avrà un ruolo: al momento non pensiamo di riassorbire l'Agenzia all'interno del ministero".