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Cristina Tajani (Anpal Servizi): "Con il nuovo Reddito si vuole fare cassa. Colpiti donne e single"

L'ex presidente e ad di Anpal Servizi: "Sono stata sostituita per scelta politica. L’agenzia non riesce a trovare stabilità"
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ROMA - Cristina Tajani parla nel giorno del suo addio come presidente e ad di Anpal Servizi.

Presidente, cos'è successo?
"Dopo otto mesi, senza una spiegazione del ministero del Lavoro nonostante reiterate richieste, sono stata sostituita. Una scelta politica, perché l'Agenzia non è soggetta a spoils system e l'incarico scadeva tra due anni". Al suo posto da ieri c'è Massimo Temussi, già consigliere della ministra Marina Calderone.

Come se lo spiega?
"In nessun modo, anche perché non ci sono nuovi atti di indirizzo formali che possano indicare la futura strategia riservata ad Anpal Servizi. Un peccato perché l'Agenzia può essere una grande risorsa. Uno dei pochi soggetti in house presenti su tutto il territorio, con la metà dei mille dipendenti nei Centri per l'impiego regionali e il resto a Roma".

Vede un collegamento con l'imminente riforma del Reddito di cittadinanza?
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ROMA - Cristina Tajani parla nel giorno del suo addio come presidente e ad di Anpal Servizi.

Presidente, cos'è successo?
"Dopo otto mesi, senza una spiegazione del ministero del Lavoro nonostante reiterate richieste, sono stata sostituita. Una scelta politica, perché l'Agenzia non è soggetta a spoils system e l'incarico scadeva tra due anni". Al suo posto da ieri c'è Massimo Temussi, già consigliere della ministra Marina Calderone.

Come se lo spiega?
"In nessun modo, anche perché non ci sono nuovi atti di indirizzo formali che possano indicare la futura strategia riservata ad Anpal Servizi. Un peccato perché l'Agenzia può essere una grande risorsa. Uno dei pochi soggetti in house presenti su tutto il territorio, con la metà dei mille dipendenti nei Centri per l'impiego regionali e il resto a Roma".

Vede un collegamento con l'imminente riforma del Reddito di cittadinanza?
"So solo che, dopo un anno di commissariamento in seguito all'uscita di Mimmo Parisi e i miei otto mesi, l'Agenzia non trova stabilità. E questo non giova alle politiche attive di cui il Paese ha bisogno. Una mossa rischiosa".

Cosa ne pensa della riforma?
"L'obiettivo principale mi sembra fare cassa tagliando 2-3 miliardi. L'obiettivo di collegare con più forza il sussidio alle politiche attive mi trova d'accordo. Ma ricordo che c'è già Gol per questo: il governo vuole rivedere anche questo programma del Pnrr? Poi ci sono elementi che non condivido".

Quali ad esempio?
"Limitare la compatibilità del reddito da lavoro con il sussidio. Per un periodo di tempo congruo - un anno, ad esempio - i due redditi devono essere compatibili, per evitare l'effetto di spiazzamento che porta a preferire il sussidio. Il tetto dei tremila euro è troppo contenuto, compatibile solo con i voucher. L'Isee a 7.200 euro troppo basso, punitivo".

Definizione di occupabili: senza figli minori, disabili, over 60.
"Troppo vaga. Disincentiva il percorso formativo soprattutto delle donne con figli piccoli, per definizione non occupabili: le lascia nella marginalità e nella dipendenza dal sussidio. Mentre i single, per il solo fatto di essere soli, sono ritenuti occupabili. Quando l'esperienza sociale dimostra che si tratta spesso di uomini ai margini, con storie socio-sanitarie difficili".

La piattaforma e la App faranno la rivoluzione?
"Ben venga la tecnologia. Spero non nasconda il tentativo di far aumentare il numero delle prese in carico, imponendo l'iscrizione a un sito. La presa in carico è un momento fondamentale per valutare i bisogni di chi chiede aiuto".