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Riforma Irpef, subito le tre aliquote. Ma il governo punta alla flat tax per tutti

(reuters)
Nelle slide del governo la tassa piatta è indicata come "obiettivo di legislatura". Nel piano anche il taglio alle detrazioni con la forfettizzazione per scaglioni di reddito. L'Ires si sdoppia, razionalizzazione per l'Iva
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ROMA - Obiettivo flat tax. Per tutti. Sono le slide che riassumono i contenuti della delega fiscale a indicare la direzione della destra al governo sul tema delle tasse. Uno dei pilastri principali è proprio la riforma dell'Irpef, con "la flat tax per tutti" indicata come "un obiettivo di legislatura"; un traguardo che sarà preceduto, nel breve periodo, dal taglio delle aliquote, che passeranno da quattro a tre, e dall'estensione della flat tax incrementale ai dipendenti. 


L'altra grande novità è la revisione delle tax expenditures, la giungla di detrazioni e deduzioni che oggi conta più di 600 voci,…

ROMA - Obiettivo flat tax. Per tutti. Sono le slide che riassumono i contenuti della delega fiscale a indicare la direzione della destra al governo sul tema delle tasse. Uno dei pilastri principali è proprio la riforma dell'Irpef, con "la flat tax per tutti" indicata come "un obiettivo di legislatura"; un traguardo che sarà preceduto, nel breve periodo, dal taglio delle aliquote, che passeranno da quattro a tre, e dall'estensione della flat tax incrementale ai dipendenti. 


L'altra grande novità è la revisione delle tax expenditures, la giungla di detrazioni e deduzioni che oggi conta più di 600 voci, con un peso per la spesa pubblica di 165 miliardi. L'ipotesi allo studio, si legge nel documento del ministero dell'Economia, è una "forfettizzazione per scaglioni di reddito": un tetto che, come anticipato da Repubblica, permetterà ai redditi medio-bassi di usufruire di una percentuale maggiore di agevolazioni rispetto ai redditi più alti. 

Ires, si cambia. La nuova imposta a due aliquote

Il primo gennaio del 2024 entrerà in vigore la global minimum tax, l'imposta globale minima, al 15%, per le multinazionali. Da qui, spiega l'esecutivo, l'esigenza di allineare le regole nazionali al contesto internazionale e cambiare quindi pelle all'Ires. Avrà due aliquote. Accanto a quella ordinaria, al 24%, l'altra sarà ridotta per la quota di reddito destinata, nei due anni successivi, a investimenti qualificati o ad assunzioni. Il principio: chi più assume e investe, meno paga.

Iva, razionalizzazione delle aliquote

Il piano del governo - si legge nelle slide - prevede una "razionalizzazione del numero e delle aliquote Iva" e un "superamento" dell'Irap, sostituita da una "sovraimposta con base imponibile corrispondente a quella dell'Ires". Per quanto riguarda l'Iva, si punta ad accorpare beni e servizi simili, come gli alimentari, in una sola aliquota. In più, come ha riferito Leo, c'è anche l'ipotesi di azzerare l'Iva per alcuni beni di prima necessità, come il pane e il latte, ma l'operazione è legata all'incognita delle risorse. 

Rimodulazione per le accise

Per le accise il governo indica una "rimodulazione" sui prodotti energetici "promuovendo l'utilizzo di quelli ottenuti da risorse rinnovabili" e una "revisione del sistema di tassazione in materia di accisa sul gas naturale e sull'energia elettrica collegando il predetto valore ai quantitativi dei prodotti effettivamente ceduti e fatturati (anziché sullo storico)".

Cedolare secca non solo per le case

Il piano dell'esecutivo ipotizza anche un'estensione della cedolare secca, attualmente prevista per le sole abitazioni, anche per gli altri tipi di immobili.

La riscossione

Nel magazzino dell'Agenzia delle Entrate ci sono 174 milioni di cartelle (30% notificate prima del 2010, un altro 30% tra il 2011 e il 2015, che fanno riferimento a 20 milioni di contribuenti). Un accumulo monstre, con un valore pari a più di mille miliardi. Ogni 100 euro riscossi, scrive il Mef, 9,2 sono costi a carico dello Stato. La delega punta a semplificare il processo di riscossione, con il progressivo superamento del ruolo, ma anche con un accesso semplificato a forme di rateizzazione lunghe, a 120 rate.

Cambia l'accertamento. Sanzioni penali più soft per l'omesso versamento

Le sanzioni penali per gli omessi versamenti, non reiterati, saranno ammorbidite. "Non ci sarà una depenalizzazione, ma una rimodulazione delle sanzioni", spiegano fonti di governo. Più in generale, l'esecutivo vuole mettere mano al procedimento accertativo perché, come scrive nelle slide, "l'evasione fiscale è sempre stata contrastata attraverso misure repressive, poco efficaci e sostanzialmente mai incisive". La strada è massimizzare i livelli di adempimento spontaneo. Due strade: per i piccoli contribuenti è previsto il concordato preventivo biennale; in pratica un patto con lo Stato, per due anni: si paga quanto pattuito in cambio dello stop ad accertamenti e sanzioni. Per i grandi, invece, il rafforzamento della cooperative compliance, con la riduzione dei tempi per l'accertamento e la riduzione delle soglie per l'entrata nel regime. 

I tempi

Il disegno di legge delega è atteso la settimana prossima sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il governo conta di incassare il via libera del Parlamento entro maggio per poi avviare il lavoro sui decreti delegati: l'adozione dei provvedimenti che tradurranno i principi della delega in norme puntuali sulle diverse materie si concluderà entro 24 mesi. Un arco temporale importante, che mette in evidenza il tratto di una riforma ad ampio respiro, chiamata anche a recuperare le risorse necessarie per finanziare i diversi interventi.