Assegno unico, in arrivo sul c/c gli arretrati di gennaio per l'adeguamento all'inflazione
a cura della redazione EconomiaI beneficiari dell'assegno unico stanno ricevendo in questi giorni alcuni bonifici "straordinari". Sono arrivati a inizio mese, e non intorno alla metà del periodo come avviene di solito. E possono esser di importo più basso di quel che si è abituati a incassare. La motivazione? Si tratta degli adeguamenti all'inflazione e alle nuove maggiorazioni previste per quest'anno, maturati a gennaio e che non erano stati precedentemente accreditati.
Il recupero dell'adeguamento di gennaio
Nel primo mese del 2023, infatti, in attesa di consolidare i dati sui prezzi e di recepire le novità definite dalla Manovra, l'assegno unico per i figli era stato pagato in continuità con il 2022. Ora invece arrivano i conguagli, di gennaio appunto.
Una maggiorazione, che riguarda tutti, è quella che riguarda l'inflazione. Fissato il tasso dell'8,1% per il 2022, a questo si sono adeguati sia le soglie Isee che danno diritto ad …
I beneficiari dell'assegno unico stanno ricevendo in questi giorni alcuni bonifici "straordinari". Sono arrivati a inizio mese, e non intorno alla metà del periodo come avviene di solito. E possono esser di importo più basso di quel che si è abituati a incassare. La motivazione? Si tratta degli adeguamenti all'inflazione e alle nuove maggiorazioni previste per quest'anno, maturati a gennaio e che non erano stati precedentemente accreditati.
Il recupero dell'adeguamento di gennaio
Nel primo mese del 2023, infatti, in attesa di consolidare i dati sui prezzi e di recepire le novità definite dalla Manovra, l'assegno unico per i figli era stato pagato in continuità con il 2022. Ora invece arrivano i conguagli, di gennaio appunto.
Una maggiorazione, che riguarda tutti, è quella che riguarda l'inflazione. Fissato il tasso dell'8,1% per il 2022, a questo si sono adeguati sia le soglie Isee che danno diritto ad un assegno più pesante rispetto al minimo, sia l'importo stesso dell'assegno. Quest'anno, dunque, il minimo è diventato 54,1 euro per figlio minorenne e la soglia di Isee alla quale scatta l'assegno minimo è salita a 43.240 euro. Parimenti è salito anche l'importo massimo incassabile: si è passati da 175 a 189,2 euro a figlio. E la soglia entro la quale arriva il bonus massimo è salita da 15mila a 16.215 euro di Isee.
Oltre all'adeguamento ai prezzi, con il 2023 sono arrivate altre novità. La legge di Bilancio, infatti, ha introdotto anche altre maggiorazioni per specifiche tipologie di nuclei familiari, al di là di quella orizzontale legata al costo della vita. Si tratta di un incremento del 50% degli importi versati per ciascun figlio di età inferiore a un anno; per ciascun figlio tra uno e tre anni appartenente a nuclei con tre o più figli e con Isee non superiore a 40mila euro. E' stata anche portata a 150 euro (+50%) la maggiorazione forfettaria per i nuclei con quattro o più figli. Sono state poi messe a regime le disposizioni particolari per i figli con disabilità, che la norma originaria limitava all’anno 2022.
L'aggiornamento dell'Isee per incassare gli arretrati
Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello che riguarda le maggiorazioni dovute in base alla fascia Isee. Entro la fine di febbraio era necessario rinnovare il proprio Isee (attraverso la presentazione di una Dsu) per prendere l'assegno pieno - in base alla propria fascia reddituale - e non soltanto la cifra minima. Chi avesse bucato quella scadenza, pur avendo i requisiti reddituali e patrimoniali che lo abilitano a una maggiorazione, dall'assegno di marzo incasserà solo il minimo possibile. Se presenterà la Dsu entro il 30 giugno, però, potrà recuperare le maggiorazioni arretrate da marzo a quel punto. Se sforerà anche la data del 30 giugno, invece, riceverà gli assegni ricalcolati in base al proprio Isee solo successivamente alla presentazione della Dsu, perdendo così gli arretrati.
Asssegno per la maternità rivalutato per il 2023
L'Inps ha inoltre recepito, attraverso una circolare, l'adeguamento all'inflazione dell'assegno di maternità per il 2023: sostegno che è versato dai Comuni alle madri, anche adottive o in affidamento preadottivo. Un beneficio che, in assenza di altre indennità di maternità, viene pagato per cinque mesi dall'Inps in caso di un Isee inferiore a una determinata soglia definita a cadenza annuale. Per il 2023, tenendo conto dei prezzi, l'assegno di maternità è stato rivalutato, in base all'Istat, del +8,1% ed è pari, nel suo importo pieno, a 1.917,30 euro, erogati in cinque rate mensili di 383,46 euro massimo. Il requisito Isee per ottenere l'assegno in misura intera è di 19.185,13 euro, ha fissato l'Inps.
Il nuovo portale Inps
Tra le novità dell'Istituto, sicuramente notata dai beneficiari delle prestazioni che lo frequentano, una riorganizzazione dei contenuti del portale. Ci sono ora le sezioni: Pensioni e Previdenza; Lavoro; Sostegni, Sussidi e Indennità; Imprese e Liberi professionisti. Come ha sottolineato il presidente Pasquale Tridico in occasione del recente lancio, sono state introdotte tecnologie "come il machine learning e l'intelligenza artificiale per adattare l’offerta e la navigazione al comportamento unico di ogni utente".