La manovra si è inceppata. Solo 6 decreti attuativi su 116
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Il contatore scorre lentamente. Di fatto si è inceppato: segna 6 su 116. Un bel problema per il governo perché i numeri si riferiscono ai provvedimenti attuativi previsti dalla legge di bilancio. E se il contatore non accelera, le norme restano sulla carta. Non prendono la forma degli aiuti destinati alle famiglie e alle imprese. Come la Carta risparmio spesa, la card per l’acquisto di beni di prima necessità destinata ai redditi bassi, fino a 15 mila euro. I buoni spesa, gestiti dai Comuni, tarderanno ad arrivare: il decreto ministeriale doveva essere pronto entro il 2 marzo e invece è ancora in lavorazione.
ROMA - Il contatore scorre lentamente. Di fatto si è inceppato: segna 6 su 116. Un bel problema per il governo perché i numeri si riferiscono ai provvedimenti attuativi previsti dalla legge di bilancio. E se il contatore non accelera, le norme restano sulla carta. Non prendono la forma degli aiuti destinati alle famiglie e alle imprese. Come la Carta risparmio spesa, la card per l’acquisto di beni di prima necessità destinata ai redditi bassi, fino a 15 mila euro. I buoni spesa, gestiti dai Comuni, tarderanno ad arrivare: il decreto ministeriale doveva essere pronto entro il 2 marzo e invece è ancora in lavorazione.
Ma intanto il ritardo c’è ed è stato registrato nelle tabelle del monitoraggio condotto dal Servizio per il controllo parlamentare della Camera: all’appello mancano 110 provvedimenti attuativi sui 116 suddivisi tra 86 decreti ministeriali, quindici decreti della presidente del Consiglio e altrettanti provvedimenti direttoriali. Dei 116 atti previsti, sono sessanta quelli che scadono nel 2023, mentre per gli altri 56 non è stato fissato un termine per l’adozione. Al 20 febbraio ne risultano scaduti già una trentina; in generale il passo è lento, appena sei provvedimenti in quasi due mesi. E nelle ultime settimane il quadro non è cambiato.
Intanto, però, anche l’Ufficio per il programma di governo, di stanza a Palazzo Chigi, ha preso atto delle difficoltà in corso. Tra l’altro i decreti legati alla manovra sono solo una parte del problema perché i provvedimenti attuativi che ancora non sono stati adottati dall’esecutivo ammontano in tutto a 504, con un fardello pesante ereditato dal recente passato: ben 235 decreti sono stati programmati dal governo Draghi, 68 dal Conte II e, andando ancora indietro, diciannove sono relativi a disposizioni approvate dall’esecutivo gialloverde. Altri 43 si riferiscono addirittura ai governi Letta, Renzi e Gentiloni.
Tornando alla manovra. Il decreto per la Carta cultura Giovani e quella del Merito, che hanno sostituito il bonus 18app, non c’è. Fonti di maggioranza replicano che c’è tempo perché le Carte entreranno in vigore l’anno prossimo, ma nella relazione della Camera è indicato tra quelli che dovevano essere pronti entro il 2 marzo. Manca anche il Dpcm per la stabilizzazione del personale dei Comuni impegnato nella ricostruzione post sisma. Dovranno aspettare anche le vetrerie di Murano: il decreto con gli aiuti doveva essere firmato entro fine gennaio. Ma la firma, alla fine, è arrivata solo due giorni fa.