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Il crac Silicon Valley contagia i mercati. Il salvataggio fallito

(afp)
La banca delle start up americane era stata avvisata dello tsunami in arrivo da Moody’s. Ma il piano d’emergenza è scattato troppo tardi. Primi allarmi in India e Gb. Elon MUsk: "La compro io"
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NEW YORK - Caso isolato, o punta di un iceberg che minaccia di affondare l'economia globale? È la domanda che rovina il weekend di tutti gli operatori, in attesa di vedere se domani alla riapertura dei mercati il contagio per la chiusura della Silicon Valley Bank si diffonderà ad altri istituti e altri continenti. Al momento la risposta prevalente è che le caratteristiche specifiche di Svb dovrebbero farne un caso isolato tra le banche, senza generare un catastrofico effetto domino, ma questo non esclude altri fallimenti o problemi simili in vari settori.

Per capire bisogna partire dalle origini della crisi. Prima del Covid, alla fine del 2019, i depositi presso la Svb erano triplicati, da 62 a 189 miliardi di dollari, grazie all'esplosione delle start up tecnologiche. La banca aveva investito larga parte di questi fondi in obbligazioni del Tesoro, che fruttavano in media l'1,79%. Quando nel marzo scorso la Federal Reserve aveva iniziato ad alzare i t…

NEW YORK - Caso isolato, o punta di un iceberg che minaccia di affondare l'economia globale? È la domanda che rovina il weekend di tutti gli operatori, in attesa di vedere se domani alla riapertura dei mercati il contagio per la chiusura della Silicon Valley Bank si diffonderà ad altri istituti e altri continenti. Al momento la risposta prevalente è che le caratteristiche specifiche di Svb dovrebbero farne un caso isolato tra le banche, senza generare un catastrofico effetto domino, ma questo non esclude altri fallimenti o problemi simili in vari settori.

Per capire bisogna partire dalle origini della crisi. Prima del Covid, alla fine del 2019, i depositi presso la Svb erano triplicati, da 62 a 189 miliardi di dollari, grazie all'esplosione delle start up tecnologiche. La banca aveva investito larga parte di questi fondi in obbligazioni del Tesoro, che fruttavano in media l'1,79%. Quando nel marzo scorso la Federal Reserve aveva iniziato ad alzare i tassi per frenare l'inflazione, aveva provocato due effetti molto negativi: primo, il valore dei bond nel portafoglio di Svb era sceso, creando significative perdite sulla carta; secondo, le compagnie tecnologiche e le start up che costituivano il grosso della sua clientela si erano trovate in difficoltà, iniziando i prelievi. La settimana scorsa l'agenzia Moody's aveva chiamato la banca per avvertirla che stava per abbassare il suo rating, a causa di questi problemi. Il ceo Greg Becker era corso a New York per incontrare i consiglieri a Goldman Sachs e definire un piano di salvataggio. La soluzione individuata prevedeva la vendita di obbligazioni per circa 21 miliardi di dollari, da reinvestire subito in bond che grazie all'aumento del costo del denaro fruttavano di più, sopra il 4%. Questa operazione avrebbe generato una perdita di 1,8 miliardi, che doveva essere ripianata emettendo nuove azioni per 2,25 miliardi, con la compagnia di private equity General Atlantic già impegnata a comprarne 500 milioni. Il salvataggio però non è stato gestito bene, si è sparsa la voce del buco, le compagnie di venture capital hanno consigliato ai clienti di ritirare i fondi e nella sola giornata di giovedì la banca ha dovuto fronteggiare richieste per 42 miliardi.

Questo spiega perché si tratta di un caso molto specifico. Detto ciò, le condizioni esterne che hanno contribuito a crearlo valgono per tanti altri settori e perciò alimentano le preoccupazioni.

Il primo problema è che l'amministrazione Trump aveva alleggerito le regole di sicurezza imposte alle banche dopo la crisi del 2008, in particolare per quelle regionali o con asset sotto i 700 miliardi. Questo ha creato le condizioni per un potenziale comportamento irresponsabile da parte di altri istituti, e spiega ad esempio il calo in borsa di First Republic.
Il secondo è che la Fed sta mettendo sotto pressione molti settori. Goldman Sachs calcola che nell'edilizia commerciale sono in circolazione 60 miliardi di prestiti a tasso fisso che andranno rifinanziati a breve a condizioni più costose, e 140 miliardi di mutui a tasso variabile che maturano nei prossimi due anni. Il Columbia Property Trust di Pimco ha appena fatto un default da 1,7 miliardi, e la borsa sta punendo i titoli delle REIT di compagnie come Vornado, Boston Properties e Alexandria Real Estate.

Il terzo problema è cosa fare con ciò che resta di Svb. La Federal Deposit Insurance Corporation che ne ha preso il controllo cerca acquirenti, ma non manca chi chiede al governo Usa di gestire il salvataggio per evitare già domani un effetto domino, incluse aziende come Rippling che non sanno come fare i pagamenti. Il primo a farsi avanti è stato Elon Musk: "Sono aperto all'idea che Twitter acquisti la banca", ha detto (naturalmente su Twitter). Che sia una boutade o un'intenzione seria non è chiaro, ma anche l'acquisto di Twitter da parte del patron di Tesla all'inizio sembrava impossibile.
 

Il quarto problema sono le reazioni negative già in corso a livello globale, con la Bank of England che chiede lo stato di insolvenza per Svb Uk, o l'India che teme per gli investimenti nelle sue imprese come Flipkart, Ola, Zomato, o start up tipo Bluestone e PayTM. Per non parlare poi delle pressioni sulle criptovalute come USDC, Pax Dollar o Dai. Per la resa dei conti, e capire l'entità del danno, bisognerà aspettare domani.