✕

Bollette, perché le indecisioni del governo e la Cina potrebbero portare a nuovi aumenti

A due settimane dalla scadenza degli sconti coperti dall'ultima legge di Bilancio, l'esecutivo non ha ancora deciso per la proroga. Mentre la ripresa economica in Asia dirotta i carichi di Gnl verso la Cina
3 minuti di lettura

ROMA - Altro che calo del 20 per cento. Le bollette dell'elettricità e del gas potrebbero andare incontro a clamorosi aumenti dal primo aprile, azzerando i risparmi degli ultimi due mesi per famiglie e piccole imprese.

A determinare la nuova corsa delle bollette concorrono una serie di fattori. Alcuni di carattere esterno, come la crisi del mercato francese del Gnl (il gas naturale liquefatto che viaggia via nave) o la ripresa economica in Cina, che hanno portato a una ripresa delle quotazioni del metano. Altri di carattere interno, come l'indecisione del governo Meloni che a due settimane dalla scadenza non ha ancora deciso se rinnovare o meno gli "sconti" ai consumatori, sterilizzando di una serie di voci in bollette come avvenuto con l'ultima legge di bilancio.

ROMA - Altro che calo del 20 per cento. Le bollette dell'elettricità e del gas potrebbero andare incontro a clamorosi aumenti dal primo aprile, azzerando i risparmi degli ultimi due mesi per famiglie e piccole imprese.

A determinare la nuova corsa delle bollette concorrono una serie di fattori. Alcuni di carattere esterno, come la crisi del mercato francese del Gnl (il gas naturale liquefatto che viaggia via nave) o la ripresa economica in Cina, che hanno portato a una ripresa delle quotazioni del metano. Altri di carattere interno, come l'indecisione del governo Meloni che a due settimane dalla scadenza non ha ancora deciso se rinnovare o meno gli "sconti" ai consumatori, sterilizzando di una serie di voci in bollette come avvenuto con l'ultima legge di bilancio.

Ma vediamo nel dettaglio cosa potrebbe accadere, le ragioni che potrebbero determinarlo e le conseguenze per i bilanci di famiglie e imprese.

Le nuove tariffe dell'Arera

Tra le fine di marzo e i primi giorni di aprile scattano le revisioni per le tariffe di elettricità e gas da parte dell'Arera, l'ex Authority per l'energia. Per la luce si dovrà stabilire il costo della materia prima per il prossimo trimestre, quindi fino alla fine di giugno. Per il gas, la revisione è di un solo mese ed è calcolata a ritroso: in pratica, verrà stabilità la tariffa per il mese di marzo.

Fino a pochi giorni fa, come ha dichiarato lo stesso presidente dell'Authority Stefano Besseghini, i costi della materia prima avrebbero potuto determinare un calo della 20% per la bolletta della luce, mentre per i costi del gas potrebbero rimanere invariati, dopo i sostanziosi ribasso dei mesi di gennaio e febbraio. Tutto ciò grazie al dietrofront delle quotazioni del gas sui mercati delle materie prime da inizio anno e fino ai primi giorni di marzo.

I miliardi di interventi del governo sono in scadenza

Tutto questo dando per scontato un nuovo intervento da parte del governo a sostegno di imprese e famiglie: a partire dalla primavera l'esecutivo guidato da Mario Draghi prima e poi da Giorgia Meloni sono intervenuti azzerando gli oneri di sistema per l'elettricità (in pratica gli incentivi alle energie rinnovabili) e una parte dell'Iva. Gusto per dare una misura degli interventi, solo con l'ultima manovra del governo di centrodestra sono stati necessari 21 miliardi, che coprono una parte delle spese per le bollette fino al prossimo 31 marzo.

Ma a due settimane dalla scadenza, il governo non ha ancora preso una decisione sul rinnovo o meno degli sconti: nei giorni scorsi si è parlato genericamente di un "bonus" per le famiglie in base ai consumi per favorire l'efficienza energetica e ridurre le emissioni, ma soltanto a partire dal mese di luglio. Nonché di un credito di imposta per le imprese, per quanto non ben specificato. Mentre verrebbe confermato lo sconto per le famiglie meno abbienti.

Se così fosse, questo significa che si tornerebbe a pagare l'Iva nella sua interezza, oltre agli oneri di sistema. In pratica, sarebbe vanificato il calo delle tariffe elettriche annunciato dal presidente dell'Authority: al contrario si andrebbe verso un aumento del 15-20%. Lo stesso protrebbe avvenire per il gas, in misura leggermente più limitata.

Francia e Cina potrebbero far risalire le quotazioni

Sempre che nelle prossime due settimane non salgano ulteriormente le quotazioni del metano sui mercati. La scorsa settimana si è conclusa con una inversione di tendenza e i prezzi sono saliti sulla Borsa specializzata Ttf di Amsterdam, punto di riferimento per tutta Europa, del 25% in due giorni. Lo hanno determinato lo sciopero in Francia contro la riforma delle pensioni che ha paralizzato l'attività in tre terminali per la rigassificazione del Gnl e la ripresa della domanda di gas in Cina.

In entrambi i casi, gli investitori scommettono sull'aumento della domanda da parte dell'Europa che negli ultimi mesi avevano goduto di un inverno particolarmente mite, mantenendo gli stoccaggi pieni ben oltre il 50% e limitando il ricorso al Gnl (che ha comunque contribuito per buona parte alla sostituzione del gas russo).

Ora la Francia potrebbe andare in difficoltà, avendo una media di riempimento degli stoccaggi tra le più basse dei paesi della Ue (non oltre il 30%). Mentre la ripresa economica in Asia e in Cina in particolare potrebbe attrarre molto più carichi di Gnl rispetto ai mesi scorsi. Infine, ci si avvicina alla nuova stagione di riempimento degli stoccaggi, quando tradizionalmente i prezzi del gas tornano a salire in Europa.

In questo contesto, le indecisioni del governo potrebbero costare care. Soprattutto ai bilanci di imprese e famiglie.