Nucleare, Enel rilancia le centrali di quarta generazione con la startup Newcleo
di Luca Pagni , di Luca PagniROMA - A volte ritornano. Anche se sarebbe più corretto dire che certi amori non finiscono mai. È il caso del gruppo Enel: in passato è stato all'avanguardia negli investimenti nell'energia nucleare in Europa. Salvo poi fermare i reattori dopo l'incidente a Chernobyl e in seguito al doppio referendum con il quale gli italiani hanno preso posizione per volater le spalle alla produzione di elettricità attraverso i reattori alimentati a uranio.
Ma, in realtà, Enel non ha mai abbandonato del tutto gli investimenti nel nucleare. Anzi, è rimasta protagonista del settore in altri paesi dell'Unione europea, dalla Spagna alla Slovacchia. E persino in Italia…
ROMA - A volte ritornano. Anche se sarebbe più corretto dire che certi amori non finiscono mai. È il caso del gruppo Enel: in passato è stato all'avanguardia negli investimenti nell'energia nucleare in Europa. Salvo poi fermare i reattori dopo l'incidente a Chernobyl e in seguito al doppio referendum con il quale gli italiani hanno preso posizione per volater le spalle alla produzione di elettricità attraverso i reattori alimentati a uranio.
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Ma, in realtà, Enel non ha mai abbandonato del tutto gli investimenti nel nucleare. Anzi, è rimasta protagonista del settore in altri paesi dell'Unione europea, dalla Spagna alla Slovacchia. E persino in Italia ha continuato a sviluppare ambiti di ricerca, per esempio collaborando con l'Enea.
Quindi, non si può parlare proprio di ripensamento, dopo il comunicato con cui Enel ha annunciato di aver chiuso un accordo di cooperazione con la società Newcleo per un progetto sul nucleare di quarta generazione che si basa in particolare sul riciclaggio di uranio da riutilizzare come fonte di energia e, al tempo stesso, limitare il problema delle scorie.
Non è l'unica particolarità dell'accordo. Newcleo è una startup fondata dall'ex fisico del Cern, Stefano Buono, che nel 2022 ha fondato AAA, società di diritto francese poi quotata al Nasdaq nel 2015 specializzata in medicina nucleare, nonché in prodotti diagnostici e in terapie nell’oncologia, nella cardiologia e nella neurologia. Solo che due anni dopo ne ha ceduto il controllo a Novartis per 3,9 miliardi, permettendosi così il lusso di investire in start up innovative come Newcleo. Buono così racconta la tecnologia che ha convinto Enel a collaborare: "Fast Reactor di Newcleo è il passo necessario nell'industria nucleare per consentire il riciclaggio multiplo dell'uranio già estratto e una massiccia riduzione delle scorie nucleari. Inoltre, l'uso del piombo apre la possibilità a un funzionamento più sicuro ed economico del reattore".
Per Enel, come detto, si può parlare in un certo senso di un ritorno sul luogo del delitto. Perché oltre alla chiusure delle sue centrali in Italia, 15 anni fa ha abbandonato anche il progetto che la vedeva partecipare - con una quota del 12,5% - alla costruzione di una centrale di seconda generazione sulla costa francese, a Flamanville, in Normandia. Un cantiere che ha subito innumerevoli vicissitudini: basti pensare che doveva essere inaugurata nel 2012 e pochi mesi fa il colosso di stato Edf ha rinviato per l'ennesima volta l'inaugurazione, ora spostata nella seconda metà del 2023.
Ma allo stesso tempo. Enel non ha mai smesso di dare lavoro a ingegneri nucleari, come ha ricordato ieri l'amministratore delegato Francesco Starace: "Il gruppo attualmente dispone di una capacità nucleare di oltre 3,3 GW in Spagna, oltre a detenere una partecipazione di circa il 33% nella società slovacca Slovenské Elektrárne che ha recentemente collegato alla rete il primo dei due generatori a turbina dell'unità 3 della centrale nucleare di Mochovce, la seconda centrale nucleare di nuova costruzione ad essere collegata alla rete europea in 15 anni".
Un annuncio che, guarda caso, arriva a ridosso della missione Eni a Boston, dopo la società oil&gas ha una jont venture per un progetto innovativo legato però alla fusione nucleare (quella di Enel tratta di fissione nucleare). Ma anche dopo le dichiarazioni del governo di centrodestra che ha parlato di un nuovo voto del Parlamento per riprendere la produzione "atomica" anche in Italia.