Silicon Valley Bank, le conseguenze del crac: cosa rischio, cosa devo sapere e cosa fare? Guida al risparmiatore
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaLA prima regola, nei momenti di grande tensione, è non prendere decisioni affrettate. Può sembrare banale, ma il miglior modo di difendere i propri risparmi – che siano investiti in azioni, obbligazioni o fondi d’investimento – è non agire sull’onda dell’emozione o di notizie ancora frammentarie.
Altrimenti il rischio più alto è di rendere concrete le perdite potenziali proprio nel momento del massimo ribasso. Questa crisi non fa eccezione: prima di capire la portata prospettica di questo nuovo “inciampo” dei mercati occorrerà tempo, meglio muoversi quando la polvere si è un po’ sedimentata (anche a costo di perderci qualche frazione di prezzo in più). Per ora, lo scenario più probabile è di un allentamento delle strette monetarie, perché il quadro della crescita economica è diventato più complesso.
Le banche sono a rischio? Convien…
LA prima regola, nei momenti di grande tensione, è non prendere decisioni affrettate. Può sembrare banale, ma il miglior modo di difendere i propri risparmi – che siano investiti in azioni, obbligazioni o fondi d’investimento – è non agire sull’onda dell’emozione o di notizie ancora frammentarie.
Altrimenti il rischio più alto è di rendere concrete le perdite potenziali proprio nel momento del massimo ribasso. Questa crisi non fa eccezione: prima di capire la portata prospettica di questo nuovo “inciampo” dei mercati occorrerà tempo, meglio muoversi quando la polvere si è un po’ sedimentata (anche a costo di perderci qualche frazione di prezzo in più). Per ora, lo scenario più probabile è di un allentamento delle strette monetarie, perché il quadro della crescita economica è diventato più complesso.
Le banche sono a rischio? Conviene muoversi subito?
La prudenza nelle scelte è la bussola migliore, soprattutto se il proprio orizzonte è in Europa: le banche hanno livelli di controlli molto forti – anzi la Bce è stata spesso accusata di essere eccessivamente occhiuta, ma in contesti come questi si rivela un vantaggio – e quindi è difficile che si realizzino casi analoghi a quelli americani. Questo non significa che i titoli bancari non ne risentano: in Borsa hanno oscillato molto, però è possibile che si tratti di reazioni emotive, con vendite amplificate anche dal fatto che, da settembre ad oggi, il comparto in Europa è salito del 20% in media.
Ma sulle azioni che ho in portafoglio rischio molto?
La risposta degli esperti è sempre di non farsi prendere dal panico. Di sicuro non c’è un problema specifico sui titoli hi tech (di cui Piazza Affari è peraltro poco fornita) per esempio Stmicroelectronics ha registrato perdite in linea con il mercato. Technoprobe, unica società italiana che al momento abbia dichiarato un’esposizione (per quanto «non rilevante» e pari a circa 10 milioni di euro di cassa disponibile a fine 2022) è andata anche meglio.
I titoli di Stato sono sicuri?
I Btp hanno registrato un forte apprezzamento in Borsa, pur essendo proprio i bond governativi una delle ragioni di maggior crisi per la Silicon Valley Bank (insieme alla corsa a ritirare i depositi, da parte della clientela).
Allora perché sono saliti, in Europa e negli Stati Uniti?
La ragione, anche se in apparenza è controintuitiva, è proprio legata a quella crisi: ora i mercati si aspettano che le banche centrali, soprattutto la Fed ma non solo, avranno la mano più leggera su tassi di interesse, rallentando il ritmo dei rialzi o anticipando la fine della stretta.
Ma se i Btp sono cresciuti di prezzo, perché è cresciuto lo spread?
Il differenziale di rendimento tra la Germania e l’Italia si è ampliato (a 192 punti base dai 183 punti della vigilia) perché nella corsa ai titoli di Stato è stato preferito maggiormente il Bund (e in particolare a due anni). Anche in questo caso è stato confermato lo scenario di sempre: il fly to quality, la corsa ai beni che danno maggiore sicurezza. Però per il risparmiatore italiano poco è cambiato, se non in positivo: il suo asset in Btp ha acquistato valore in queste ore.
Anche l’oro è salito, continuerà a farlo?
Il metallo giallo ha toccato i massimi da un mese, poco sopra i 1.900 dollari per oncia. Dall’agosto del 2020 ha quotazioni decisamente più sostenute rispetto agli anni precedenti, e anche in questa fase ha confermato di beneficiare della ricerca di porti sicuri (safe haven) nei momenti di turbolenza. Però attenzione: i tassi di interesse alti nuocciono tradizionalmente all’oro, che protegge dall’iper inflazione ma non offre rendimenti (se non attraverso Eft o azioni aurifere).
Alla fine, cosa succederà ai miei investimenti?
Lo scenario su cui stanno scommettendo gli operatori è che le banche centrali saranno più ragionevoli nel rialzare i tassi, proprio per non accelerare/aggravare contesti come quelli vissuti in queste ore dalle banche Usa di dimensioni minori e per non gelare troppo la crescita.
Se le aspettative si concretizzeranno, per il reddito fisso ci saranno solo vantaggi, in termini di quotazioni dei titoli già in circolazione.
In Borsa, con tassi più contenuti ci potrebbe essere il passaggio del testimone, dai titoli value a quelli growth, a più alto tasso di crescita. Sempre che nel frattempo non scatti una recessione accentuata: da questo punto di vista l’orizzonte è più confuso e difficile da valutare.
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