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Crisi di Svb, cosa può succedere ai risparmiatori? Il caso Piazza Affari: perché fa peggio delle altre

(afp)
La differenza di regole con tra Europa e Usa e le rassicurazioni dell'Abi: "Da noi limiti più stringenti"
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Dall'Eurogruppo agli analisti, molti si sono affrettati in queste ore in cui il crollo di Svb ha sconvolto i mercati finanziari a porre una distinzione tra quel che accade negli Usa e le possibili ripercussioni per i risparmiatori del Vecchio continente, anche in Italia.

Perché Piazza Affari fa peggio delle altre?

Senza dubbio oggi in molti hanno guardato con preoccupazione alle notizie e ai grafici di Piazza Affari, che hanno segnalato un pesante ribasso mentre Wall Street riusciva tutto sommato a tenere meglio, nonostante sia l'epicentro del problema. "La Borsa di Milano oggi va peggio delle altre a causa del peso molto alto dei titoli finanziari - spiega all'agenzia LaPresse Fausto Artoni, cofondatore e presidente di IMPact Sgr, società di asset management, specializzata in strategie di listed impact investing - Quindi, così come sino a giovedì la Borsa di Milano aveva l'indice migliore d'Europa, in questi ultimi giorni Piazza …

Dall'Eurogruppo agli analisti, molti si sono affrettati in queste ore in cui il crollo di Svb ha sconvolto i mercati finanziari a porre una distinzione tra quel che accade negli Usa e le possibili ripercussioni per i risparmiatori del Vecchio continente, anche in Italia.

Perché Piazza Affari fa peggio delle altre?

Senza dubbio oggi in molti hanno guardato con preoccupazione alle notizie e ai grafici di Piazza Affari, che hanno segnalato un pesante ribasso mentre Wall Street riusciva tutto sommato a tenere meglio, nonostante sia l'epicentro del problema. "La Borsa di Milano oggi va peggio delle altre a causa del peso molto alto dei titoli finanziari - spiega all'agenzia LaPresse Fausto Artoni, cofondatore e presidente di IMPact Sgr, società di asset management, specializzata in strategie di listed impact investing - Quindi, così come sino a giovedì la Borsa di Milano aveva l'indice migliore d'Europa, in questi ultimi giorni Piazza Affari è il peggiore. Il peso di banche e assicurazioni e asset management è più elevato che in Germania e in Francia. E se va sotto pressione questo settore Piazza Affari ne risente di più".

Cosa devono fare i risparmiatori?

Un impatto per i risparmiatori, dunque, potrebbe derivare dalle perdite sul proprio portafoglio azionario: Davide Serra, ceo e fondatore di Algebris, intervistato da Repubblica ha suggerito un supplemento di attenzione per gli investitori tricolori: "Devono controllare i propri portafogli e assicurarsi che non vi siano all’interno titoli di banche regionali americane. Se hanno banche europee e italiane non c’è da preoccuparsi, i casi Popolare di Lodi, di Vicenza o di Bari sono ormai alle spalle".

Ci sono rischi per le banche europee?

La tesi di Serra così come di molti altri osservatori è dunque che le banche europee non soffrano lo stesso stress. Anche il numero uno dell'Abi, Antonio Patuelli, in un intervento su Qn del fine settimana lo ha rimarcato: "Nell'Unione Europea, in particolare nell'Unione bancaria (che è la più avanza cooperazione rafforzata), la situazione appare assai più tranquilla, innanzitutto per la maggiore severità e prudenza delle Autorità di Vigilanza che anche molto di recente hanno sottolineato il consistente rafforzamento medio della solidità delle banche". "L'Unione Europea, la BCE e, in essa, l'autorevole Banca d'Italia, hanno fatto e fanno bene a stimolare il mondo bancario europeo a ogni lungimiranza e prudenza, perché occorre sempre prevenire i rischi e difendersi da essi anche con la generale consapevolezza delle banche, degli Organi di Vigilanza e delle Istituzioni europee e nazionali".

Le regole sono diverse?

Come più analisti sottolineano, a fare la differenza è l'applicazione delle regole di Basilea 3 su liquidità, concentrazione dei rischi e patrimonio. Severa in Europa, mentre Trump ha esentato una buona fetta delle banche regionali. Lo stesso Serra ha ricordato: "In Europa le banche con più di 10 miliardi di totale attivo sono sottoposte alle regole di Basilea 3 su liquidità, concentrazione dei rischi e patrimonio. Per intenderci non possono fare ciò che ha fatto Svb, cioé raccogliere quasi 200 miliardi di depositi a breve e investirli a lunga scadenza per guadagnarci di più". Invece negli Usa "nel maggio 2018 Trump alzò da 50 a 250 miliardi di attivo il tetto per le banche considerate troppo grandi per fallire, tornando indietro rispetto al Dodd Frank Act emanato dopo la grande crisi finanziaria del 2008. In questo modo la stragrande maggioranza delle banche Usa ha potuto operare senza grandi controlli da parte della Fed e il fallimento di Svb è il risultato di questa politica di eccessiva deregulation". Per intenderci, dunque, in Europa sarebbe difficile fare quel che ha fatto Svb, "cioé raccogliere quasi 200 miliardi di depositi a breve e investirli a lunga scadenza per guadagnarci di più".

Anche il dg dell'Abi, Giovanni Sabatini, interviene sul Corsera e richiama le regole del sistema bancario. E in particolare Basilea 3, che prevede il rispetto non solo di indici di solidità patrimoniale, ma anche sulla liquidità e sul giusto equilibrio tra attivi e passivi. Per Sabatini, la differenza fondamentale è che gli Usa hanno esentato alcuni istituti dal rispetto di questi requisiti. E infatti Svb non aveva una liquidità sufficiente ad affrontare gli imprevisti. In Italia, invece, l'indice previsto dalle regole sulla liquidità è a quota 160% (su una richiesta di 100%) e quello sulla capacità di equilibrare attività e passività al 130%.

La corsa ai depositi

Altra differenza che molti sottolineano, è il modello. Svb era una banca iper-concentrata come clientela (le società innovative della Silicon Valley) e anche come tipologia degli investimenti (i titoli di Stato svalutati dalle strette della Fed). Con il rincaro del costo del denaro, e la stretta ai capitali, le startup sono andate a ritirare i loro depositi. Il ragionamento degli analisti è che non ci siano banche con un simile modello in Italia e in Europa e che di conseguenza una corsa ai depositi non sarebbe giustificata. La tutela ai depositanti è data, in Italia, dal Fitd -  il Fondo interbancario di tutela dei depositi che garantisce i depositi bancari in caso di liquidazione coatta amministrativa di una banca aderente - fino a 100.000 euro per ogni risparmiatore.