Nomina di Blangiardo all'Istat: manca il quorum, slitta il voto
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Secondo mandato in salita per Gian Carlo Blangiardo, presidente dell'Istat dal 2019 e riconfermato per altri quattro anni dal Consiglio dei ministri di Cutro. La nomina deve però ottenere il via libera dalle Camere con una maggioranza dei due terzi. E i voti non ci sono: l'opposizione è schierata per il no. La Camera allora decide di far slittare il voto alla prossima settimana. Così anche il Senato. Blangiardo sarà prima ascoltato dalle commissioni congiunte.
Mai nomina rischia di essere così travagliata. Anche perché nasce da un evidente forzatura del governo Meloni, in particolare della Lega, grande sponsor di Blangiardo. Pur di ottenerne la riconferma, il partito di Salvini ha ottenuto di inserire una norma ad hoc, prima nel Milleproroghe (bollinata dalla Ragioneria) poi spostata e quasi nascosta del decreto Pnrr, in cui si deroga alla legge Madia che vieta ai pensionati di ricoprire ruoli di vertice nella Pubblica amminist…
ROMA - Secondo mandato in salita per Gian Carlo Blangiardo, presidente dell'Istat dal 2019 e riconfermato per altri quattro anni dal Consiglio dei ministri di Cutro. La nomina deve però ottenere il via libera dalle Camere con una maggioranza dei due terzi. E i voti non ci sono: l'opposizione è schierata per il no. La Camera allora decide di far slittare il voto alla prossima settimana. Così anche il Senato. Blangiardo sarà prima ascoltato dalle commissioni congiunte.
Mai nomina rischia di essere così travagliata. Anche perché nasce da un evidente forzatura del governo Meloni, in particolare della Lega, grande sponsor di Blangiardo. Pur di ottenerne la riconferma, il partito di Salvini ha ottenuto di inserire una norma ad hoc, prima nel Milleproroghe (bollinata dalla Ragioneria) poi spostata e quasi nascosta del decreto Pnrr, in cui si deroga alla legge Madia che vieta ai pensionati di ricoprire ruoli di vertice nella Pubblica amministrazione, se non gratis e per un anno.
Blangiardo, professore universitario in pensione, ha guidato l'Istituto di statistica gratuitamente (salvo il rimborso di spese e viaggi) per quattro anni. Ma ora non è più disposto a farlo per altri quattro senza incassare il compenso di 240 mila euro. Di qui la norma salva-stipendio, inserita alla chetichella. Il governo però non ha fatto i conti con la politica. I due terzi dei voti - necessari per incassare il parere positivo delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato - non ci sono.
L'opposizione si è messa di traverso. Anche perché Blangiardo non risponde a nessuno dei requisiti previsti per essere nominati presidenti dell'Istat dall'articolo 16 del decreto legislativo 322 del 1989. Il presidente deve essere "scelto tra i professori ordinari in materie statistiche, economiche e affini". Blangiardo è in pensione. Anche il Codice delle Statistiche europee prevede che le procedure di selezione e nomina siano basate solo su criteri professionali".
Un bel guaio per il governo - e la Lega - convinti di avere già la nomina in tasca. Non è così. Quando il relatore alla Camera - Paolo Emilio Russo (Fi) - ha illustrato il curriculum di Blangiardo, la commissione Affari costituzionali ha deciso di audire il candidato la prossima settimana. Così il voto, previsto già domani, slitta. Una mossa per prendere tempo, visto che i due terzi non ci sono: servono 20 voti su 30 e le opposizioni ne hanno 13. Anche al Senato il clima è analogo: la maggioranza conta su 12 senatori, ma ne servono 14.