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Generali batte le attese nel 2022, crescono utile e dividendo: "Miglior risultato operativo di sempre"

(ansa)
I conti del gruppo: i profitti salgono del 2,3% a 2,91 miliardi, la cedola cresce a 1,16 euro ad azione. Positiva la reazione a Piazza Affari. Donnet: "Piano non cambia, su Svb nessuna esposizione"
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MILANO - Anche Generali sfrutta la crescita dei tassi per confezionare, nel 2022, “il miglior risultato operativo di sempre, con premi e utile netto in ulteriore crescita”, si legge in una nota, e aumenta il dividendo dell’8,4% rispetto al 2021, a 1,16 euro per azione. I risultati sono lievemente migliori delle attese medie degli investitori in termini di redditività e di cedola distribuita, mentre il patrimonio appare in linea con le previsioni. In Borsa il titolo reagisce positivamente in avvio di contrattazioni. 

“I risultati confermano il successo del nostro percorso di trasformazione, con la disciplinata ed efficace implementazione della strategia Lifetime Partner 24: Driving Growth – dice l’ad di Generali, Philippe Donnet -. Grazie a una chiara visione del posizionamento del gruppo come leader globale nel settore assicurativo e nell’asset management, siamo in linea per realizzare gli obiettivi e le ambizioni del nostro piano…

MILANO - Anche Generali sfrutta la crescita dei tassi per confezionare, nel 2022, “il miglior risultato operativo di sempre, con premi e utile netto in ulteriore crescita”, si legge in una nota, e aumenta il dividendo dell’8,4% rispetto al 2021, a 1,16 euro per azione. I risultati sono lievemente migliori delle attese medie degli investitori in termini di redditività e di cedola distribuita, mentre il patrimonio appare in linea con le previsioni. In Borsa il titolo reagisce positivamente in avvio di contrattazioni. 

“I risultati confermano il successo del nostro percorso di trasformazione, con la disciplinata ed efficace implementazione della strategia Lifetime Partner 24: Driving Growth – dice l’ad di Generali, Philippe Donnet -. Grazie a una chiara visione del posizionamento del gruppo come leader globale nel settore assicurativo e nell’asset management, siamo in linea per realizzare gli obiettivi e le ambizioni del nostro piano strategico. Questo ci permette di proporre ai nostri azionisti un dividendo in ulteriore crescita, grazie al costante aumento degli utili e alla forte posizione patrimoniale e finanziaria del Gruppo”.

Il manager francese in conferenza stampa ha risposto, a chi gli chiedeva se la compagnia ritenga di modificare la strategia lanciata nel 2021 a fronte dei nuovi scenari di inflazione e tassi crescenti, ha risposto: "Non c'è motivo di cambiare il piano, perché funziona. Dopo il primo anno di implementazione abbiamo raggiunto risultati di qualità e da record è risultati record. L'inflazione non è cosa nuova per noi, abbiamo già funzionato in un mondo con l'inflazione, che porta a gestire sinistri, costi e tariffazione: non c’è niente di nuovo. Per quanto riguarda i tassi, l'aumento ha impatto positivo sulla marginalità e sul valore del nostro portafoglio Vita, che peraltro anche negli ultimi anni in cui i tassi erano molto bassi aveva funzionato bene".

"Non esposti in Svb, il nostro è un mestiere tutto diverso"

La compagnia ha fatto presente di non essere esposta su Silicon Valley Bank, la banca californiana in crisi che sta sconvolgendo i mercati finanziari globali. "Il modello operativo di un'assicurazione è molto diverso da quello bancario, facciamo un altro mestiere che non c’entra niente con quello delle banche", ha tagliato corto Donnet, spiegando che "il cuore del nostro mestiere è la congruenza, come tipologie e come scadenze, tra le attività e le passività che gestiamo. Noi ne abbiamo realizzata una quasi perfetta, ed è cosa molto diversa dalle banche". Secondo Donnet, in sella da sette anni a Trieste, "Se per caso ci sono dei riscatti sul fronte delle polizze, vanno condivisi con gli assicurati, e se per caso emergono minusvalenze sui riscatti anche queste vanno condivise: quindi, c’è un ammortizzatore forte di questa volatilità di mercato". Il manager francese ha aggiunto: "Nei miei sette anni alla guida di Generali un po' di crisi le ho viste, dalla Brexit al Covid, alla guerra: e direi che il problema di una banca regionale Usa non ci impedisce di dormire la notte: anche se questo non vuol dire che non siamo attenti".

L'andamento della gestione

I premi lordi incassati nell’anno salgono dell’1,5% a 81,5 miliardi, con una forte crescita nei Danni (+9,8%), specie nel settore che non riguarda l’Rc auto. La raccolta netta nel settore Vita, invece, risente proprio dell’effetto tassi e cala di un 36% a € 8,7 miliardi, per le dinamiche che vedono gli investitori concentrarsi sui titoli di Stato (ormai gli italiani decennali rendono oltre il 4,5% annuo, molto più delle polizze tradizionali di ramo I). Difatti Generali aggiunge che nel vita è “interamente concentrata nelle linee unit-linked”, a più alto valore azionario, e “puro rischio e malattia”.

Il risultato operativo sale quindi a 6,5 miliardi (+11,2%), principalmente guidato dal Vita, insieme alla crescita del Danni, anche se qui l’indice di efficienza tecnica . (Combined Ratio) risente dell’aumento dei costi e sale a 93,2% (+2,4 punti percentuali). L’utile netto cresce del 2,3% a 2,91 miliardi.



Il patrimonio netto, proprio a fronte dell’incremento dei tassi Bce, circa triplicati l’anno scorso e che hanno fatto crescere i rendimenti ma diminuire il valore di una fetta rilevante del bilancio della compagnia, è sceso nel 2022 del 44,7%, a 16,2 miliardi, variazione imputata dalla stessa azienda “principalmente alle riserve disponibili per la vendita, in particolare a seguito dell’andamento dei titoli obbligazionari”. L’indice di solidità patrimoniale Solvency ratio, tuttavia, arretra solo del 6% e si attesta al 221%, una posizione definita “estremamente solida”. Il direttore finanziario, Cristiano Borean, ha aggiornato il dato a venerdì 10 marzo, quando l'indice in questione era risalito "intorno al 230%", anche a esito delle modifiche regolamentari intercorse da inizio 2023, "che hanno avuto un impatto positivo nel primo trimestre di circa tre punti, e poi c'è lo sviluppo del business, dei mercati e dei tassi di interesse".