L'incontro tra governo e sindacati sulla delega per la riforma del Fisco "non è andato bene né sul merito né sul metodo" (Cgil). La proposta dell'esecutivo Meloni "non dà risposte all'esigenza che c'è oggi di un taglio del cuneo fiscale" (Uil). E alla luce di "informazioni sommarie" anche la Cisl apre a una "mobilitazione con Cgil e Uil".
Tra i rappresentanti dei lavoratori, l'appuntamento di martedì pomeriggio ha l'effetto di ricompattare le sigle nelle rimostranze verso il governo. Per questa ragione le parole forse più rappresentative sono quelle del leader della Cisl, Luigi Sbarra, che sottolinea "l'inadeguatezza" del confronto messo in campo dal Governo sulla riforma fiscale e "l'urgenza" di avere risposte. E così, dopo l'incontro di oggi a Palazzo Chigi, dice: "Aggiungo che bisogna accelerare il confronto su previdenza, pensioni, salute e sicurezza, non autosufficienza, rilancio degli investimenti, qualità e stabilità del lavoro. Se il Governo risponde a queste nostre rivendicazioni e a queste nostre priorità, bene, diversamente siamo pronti a valutare insieme a Cgil e Uil le iniziative di mobilitazione da mettere in campo a sostegno delle nostre ragioni". Proprio la Cisl si era invece sfilata dallo sciopero che a dicembra avevano indetto Cgil e Uil contro la manovra.
Da parte del governo, una nota di Palazzo Chigi dice che i rappresentanti all'incontro (Giorgetti, Leo e Mantovano) hanno assicurato alle sigle sindacali presenti "massima apertura al dialogo e al confronto durante tutto l'iter parlamentare di approvazione della delega e dei successivi provvedimenti attuativi". E spiega gli obiettivi della riforma tra i quali c'è anche quello di "semplificare gli adempimenti, favorire la collaborazione con il Fisco e incentivare il rientro dei capitali". Uno "degli obiettivi principali" che il governo "intende perseguire con forza - si legge - è la lotta all'evasione fiscale" sui cui sono "allo studio misure specifiche per incentivare l'adempimento spontaneo dei contribuenti, con lo scopo prioritario di arrivare a un 'Fisco Amico' che dialoghi con il contribuente"
Parole insufficienti però per le sigle. L'incontro con il governo "non è andato bene né sul merito né sul metodo. Oggi c'è stata una descrizione della legge delega a 48 ore dal Consiglio dei ministri, così non va proprio. E' mancato il coinvolgimento e non siamo d'accordo né sulla riduzione delle tre aliquote, perché va a favorire i redditi alti e altissimi, né sulla flat tax, che è fuori dalla dimensione della progressività prevista dalla Costituzione. Non siamo assolutamente contenti e soddisfatti. Non si tratta così un tema che riguarda tutti", le parole della vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, presente all'incontro mentre il segretario Landini è impegnato nella preparazione del congresso del sindacato a Rimini, dove sarà presente - prima volta per un premier da 27 anni - Meloni.
"Il governo si è limitato ad esporci i contenuti della delega fiscale per sommi capi - ha spiegato il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti - Questa delega deve affrontare in via prioritaria una svolta epocale sulla lotta all'evasione, una lotta vera senza la quale non può esserci una vera riforma fiscale. Nel merito la riformulazione delle aliquote Irpef non dà una risposta all'esigenza di taglio del cuneo fiscale, che dobbiamo tagliare di 5 punti adesso, non nell'arco della legislatura" e su cui "si possono possiamo utilizzare i 20 miliardi recuperati quest'anno". Proietti ha rimarcato che bisogna "mantenere la progressività" del prelievo fiscale e che "siamo contro la flat tax". Sul metodo "abbiamo chiesto al governo di iniziare un confronto vero, non solo delle informative ma una interlocuzione di merito. Se il governo farà questo, noi siamo pronti ad avanzare delle proposte che abbiamo già presentato ai governi precedenti e che finora non hanno avuto risposte", ha aggiunto Proietti sottolineando anche che essendo una delega "ci sono 24 mesi per i decreti attuativi quindi il tempo ci sarebbe. Rimane il fatto che il confronto si poteva avviare già da mesi e che ci avrebbe portato a dare un giudizio diverso".
Quanto ai tempi della delega, a chi chiedeva se andrà giovedì in Consiglio dei ministri? "Sì, penso di sì", ha confermato il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Giustizia Tributaria. Sui dubbi espressi dalla Cgil sull'impatto sui lavoratori: "Quando vedrà tutte le norme per il lavoro dipendente abbiamo messo tantissime cose per il lavoro dipendente"