L’Ue insiste: “L’Italia voti il Mes”. Stallo sul nuovo Patto di Stabilità
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - L'Italia ratifichi subito il Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità. Il fondo istituito dall'Ue per affrontare le emergenze finanziarie. In particolare in seguito all'emergenza Covid. Dalla riunione dell'Eurogruppo è arrivato un messaggio molto chiaro al governo del nostro Paese. Ormai l'unico a non aver ancora dato il via libera.
E l'appello è arrivato nel giorno in cui i rischi di un nuovo rovescio finanziario sono alimentati dal fallimento di due banche americane. La ratifica, ha suggerito Pascal Donohe, presidente irlandese dell'Eurogruppo, "sarebbe vantaggiosa per tutti, noi però riconosciamo la sensibilità della questione nel Parlamento italiano e continueremo a lavorare certamente con il Governo italiano per fare progressi. Rafforzerà la capacità dell'Ue di fronteggiare situazioni di dissesto che dovessero verificarsi in futuro". Anche Pierre Gramegna, direttore esecutivo de…
BRUXELLES - L'Italia ratifichi subito il Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità. Il fondo istituito dall'Ue per affrontare le emergenze finanziarie. In particolare in seguito all'emergenza Covid. Dalla riunione dell'Eurogruppo è arrivato un messaggio molto chiaro al governo del nostro Paese. Ormai l'unico a non aver ancora dato il via libera.
E l'appello è arrivato nel giorno in cui i rischi di un nuovo rovescio finanziario sono alimentati dal fallimento di due banche americane. La ratifica, ha suggerito Pascal Donohe, presidente irlandese dell'Eurogruppo, "sarebbe vantaggiosa per tutti, noi però riconosciamo la sensibilità della questione nel Parlamento italiano e continueremo a lavorare certamente con il Governo italiano per fare progressi. Rafforzerà la capacità dell'Ue di fronteggiare situazioni di dissesto che dovessero verificarsi in futuro". Anche Pierre Gramegna, direttore esecutivo del Mes, ha cercato di tendere la mano a Roma: "Cercheremo di fare il nostro meglio per convincere il Governo italiano alla ratifica" del Mes.
L'incontro tra i 27 ministri finanziari, però, segna soprattutto uno stop alla riforma del Patto di Stabilità. La revisione delle regole che riguardano in particolare le modalità di rientro dal debito eccessivo. A dare l'altolà, come già previsto nei giorni scorsi, è stata la Germania. Il testo predisposto e circolatoin queste ultimi giorni non soddisfaceva per niente fin dall'inizio né Berlino né i cosiddetti "frugali" del nord come l'Olanda. "Per noi ha ammonito il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner la comunicazione della Commissione europea sulla revisione della governance economica è un punto di partenza. Indubbiamente, tuttavia, ci sono ancora molte domande senza risposta di cui parleremo".
Soprattutto il governo di Olaf Scholz ritiene che in assenza di un accordo, debbano valere le regole attuali. Che rientreranno in vigore a partire dall'anno prossimo dopo la sospensione scaturita in seguito alla pandemia e alla guerra in Ucraina. "La Germania - ha detto ancora Lindner - è per garantire la stabilità dei conti, mantenere la sostenibilità e la fattibilità delle finanze pubbliche in Europa". Una critica esplicita alla Commissione Ue accusata di aver elaborato le Linee guida di politica economica in base ad un riforma del Patto ancora non approvata: "La Commissione deve lavorare sulla base di una normativa chiara che dovrà essere applicata fino a quando non ce ne saranno altre nuove. Vogliamo un percorso affidabile, credibile, costante a deficit più bassi e debito pubblico più limitato".
La Francia ha invece una lineapiù accondiscendente. "Le regole attuali sono soddisfacenti e appropriate? No - ha evidenziato il ministro di Parigi Le Maire - . Quindi servono nuove regole e prima lo faremo più sicura sarà la zona euro".
La Commissione, attraverso Paolo Gentiloni, cerca di ridimensionare lo scontro: "Le discussioni sulla governance economica procedono in modo molto costruttivo. Oggi ne abbiamo avuta una molto consensuale sugli aspetti specifici della riforma per la zona euro. Domani al Consiglio Ecofin discuteremo le conclusioni sugli aspetti più generali della riforma. Ciò aprirebbe la strada all'adozione da parte della Commissione delle sue proposte legislative nelle prossime settimane. Invierebbe un segnale forte del nostro impegno a raggiungere un accordo su questa importante riforma e a farlo il prima possibile". E anche il titolare italiano dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, si è schierato da parte dell'esecutivo europeo. "L'Italia - è stata la sua posizione - sostiene la Commissione verso una proposta legislativa per una nuova governance economica europea. L'auspicio è arrivare entro l'anno a nuove regole per dotarsi di principi credibili, realistici e coerenti con l'attuale e complessa situazione post Covid".