Milano — La Edizione della famiglia Benetton sceglie Andrea Mangoni, come futuro ad del leader europeo delle infrastrutture Mundys. Proprio ieri il presidente della holding Alessandro Benetton nell’annunciare il cambio di nome da Atlantia a Mundys aveva confermato che era già stato individuato un candidato per il «pronto a far parte di questa orchestra» di manager.
«La nascita di Mundys è, da un lato, la conclusione di un anno di lavoro nel quale abbiamo portato avanti un profondo cambiamento e una forte discontinuità dei valori e del business- aveva commentato Alessandro Benetton, che della società che gestisce di autostrade e aeroporti è anche vice presidente esecutivo, - dall’altro è l’avvio di un nuovo capitolo della nostra storia imprenditoriale, che vogliamo scrivere con i nuovi partner di Blackstone e le nuove professionalità che si sono unite al gruppo».
Tra queste mancava la casella dell’ad, la cui ricerca era iniziata la scorsa estate, con le dimissioni di Carlo Bertazzo perfezionate a fine anno. Dopo una lunga selezione di candidati interni ed esterni al gruppo la scelta è ricaduta su Andrea Mangoni, che a breve dovrebbe rimettere le sue deleghe in DoValue, e raggiungere Mundys per iniziare un nuovo viaggio. In realtà il manager e la famiglia Benetton si conoscono e si stimano da tempo.
Mangoni aveva incontrato i Benetton nel 2008, quando in qualità di direttore finanziario al fianco di Franco Bernabè, aveva Edizione tra i soci di riferimento di Telco. Poi le strade del manager e della holding di Ponzano Veneto si sono divise fino allo scorso anno, quando Mangoni è stato invitato - in qualità di consigliere indipendente- a entrare nel cda di Atlantia.
Lo scorso aprile Edizione e il fondo Blackstone hanno poi promosso un’Opa da 18 miliardi di euro per ritirare il gruppo delle infrastrutture dal mercato, il cda di Atlantia si è quindi sciolto e i Benetton insieme a Crt e al fondo Blackstone il 15 gennaio hanno nominato un nuovo consiglio, affidando ad interim le deleghe di amministratore delegato del gruppo che oggi si chiama Mundys al presidente Giampiero Massolo.
Il gruppo che tra le altre cose controlla gli Aeroporti di Roma, ha già in programma 10 miliardi di investimenti a livello organico, da realizzare nei prossimi cinque anni, ma è anche pronto per una nuova fase di rilancio, e non esclude ulteriori acquisizioni. Si guarda a nuove concessioni autostradali - per cui sono in stato avanzato alcune gare in Grecia e a Puerto Rico - ma anche nuovi scali aeroportuali piuttosto che all’investimento in Getlink, la società che gestisce il tunnel della Manica.
Mangoni è un esperto di crediti incagliati, infrastrutture ed energia, in passato è stato amministratore delegato di Acea, Tim Brasil e Sorgenia, ha rilanciato e quotato in Borsa nel 2017 i servizi finanziari di DoBank, che poi hanno cambiato nome in DoValue. Umbro di nascita, romano di adozione, sposato con due figli, è un manager di numeri e di strategia molto riservato e apprezzato dalla comunità finanziaria.