Fisco, il Cdm dà il via libera alla riforma. Spunta una clausola "salva-conti"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge delega per la riforma del fisco. È il primo atto di quella che Giorgia Meloni ha definito "la rivoluzione fiscale", una riforma in 22 articoli che può contare già sul sostegno delle imprese, grandi e piccole, da Confindustria ai commercianti, e degli ordini professionali. Ma che registra la contrarietà dei sindacati: la Cgil chiede al governo di ritirare la delega "per avviare un confronto di merito" e chiama Cisl e Uil alla mobilitazione unitaria.
Una riforma ad ampio respiro, dal riordino dell'Irpef, con l'obiettivo della flat tax per tutti in cinque anni, al taglio dell'Ires per le imprese che impiegano gli utili in investimenti e nuove assunzioni. "Le nuove regole - sottolinea il ministero dell'Economia - vanno nella direzione di semplificare e ridurre la pressione fiscale, favorire investimenti e assunzioni e ins…
ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge delega per la riforma del fisco. È il primo atto di quella che Giorgia Meloni ha definito "la rivoluzione fiscale", una riforma in 22 articoli che può contare già sul sostegno delle imprese, grandi e piccole, da Confindustria ai commercianti, e degli ordini professionali. Ma che registra la contrarietà dei sindacati: la Cgil chiede al governo di ritirare la delega "per avviare un confronto di merito" e chiama Cisl e Uil alla mobilitazione unitaria.
Una riforma ad ampio respiro, dal riordino dell'Irpef, con l'obiettivo della flat tax per tutti in cinque anni, al taglio dell'Ires per le imprese che impiegano gli utili in investimenti e nuove assunzioni. "Le nuove regole - sottolinea il ministero dell'Economia - vanno nella direzione di semplificare e ridurre la pressione fiscale, favorire investimenti e assunzioni e instaurare un rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria nella logica di un dialogo mirato tra le parti secondo le esigenze di cittadini e imprese". Nell'ultima bozza spuntano una clausola "salva-conti" e la cancellazione delle sanzioni penali per l'evasione legata a cause oggettive, che non dipendono dal contribuente.
Gli obiettivi
La riforma fiscale, si legge nella relazione illustrativa della bozza della delega, "costituisce parte integrante della ripresa economica e sociale che si intende avviare anche grazie alle risorse europee" del Pnrr. Tra gli obiettivi anche "lo stimolo alla natalità mediante la riduzione del carico fiscale e l'aumento dell'efficienza dei tributi". Si punta anche a ridurre l'evasione fiscale con il ricorso alle tecnologie digitali e all'intelligenza artificiale.
I tempi
A dettagliare i vari interventi saranno i decreti legislativi che dovranno essere emanati entro 24 mesi dal via libera del disegno di legge da parte del Parlamento. Il governo si prende poi altri due anni per correggerli e integrarli.
La clausola "salva-conti"
Messa a punto dalla Ragioneria generale dello Stato, la clausola prevede che dall'attuazione della delega non dovrà derivare un aumento della pressione tributaria. Inoltre ogni schema di decreto legislativo dovrà essere accompagnato da una relazione tecnica che illustrerà gli effetti sui conti pubblici. Se lo stesso decreto determinerà maggiori oneri, allora dovrà trovare una compensazione al suo interno; in alternativa attingere al Fondo alimentato dalla lotta all'evasione fiscale. Se nessuna delle due strade sarà percorribile, allora il governo, prima di intervenire su una determinata materia, dovrà prima adottare un decreto legislativo per indicare il reperimento della copertura finanziaria.
Irpef, da 4 a 3 aliquote. Flat tax per tutti in cinque anni
La bozza parla di "una revisione organica e complessiva" dell'Irpef che punta a "un sistema ad imposta unica". L'idea dell'esecutivo, che sarà sviluppata nei decreti legislativi, è di partire con la riduzione, da 4 a 3, delle aliquote. Allo studio ci sono due opzioni. La prima prevede l'accorpamento delle aliquote centrali al 27%, mantenendo quella del 23% per i redditi fino a 15 mila euro, passando a quella mediana fino a 50 mila euro, e salendo al 43% per la fascia di reddito più alta. La seconda prevede l'estensione della fascia al 23%, da 15 a 28 mila euro, per poi salire al 33% per i redditi fino a 50 mila euro e mantenere l'aliquota del 43% per quelli superiori. Poi la flat tax incrementale per i dipendenti, con l'aliquota ridotta applicata sui redditi aggiuntivi rispetto a quelli dell'anno precedente, con l'obiettivo di arrivare, entro cinque anni, alla flat per tutti.
Il taglio delle detrazioni
Servono risorse, tra i 5 e i 10 miliardi secondo le prime stime del ministero dell'Economia, per finanziare il riordino dell'Irpef. Allo studio c'è un taglio delle detrazioni: gli sconti si ridurranno all'aumentare del reddito. L'obiettivo è tutelare le agevolazioni di cui beneficiano i redditi medio-bassi.
Ires, taglio al 15% per le imprese. Con due paletti
Il primo gennaio del 2024 entrerà in vigore la global minum tax, l'imposta globale per le multinazionali con aliquota al 15%. Il governo vuole evitare una perdita di competitività delle imprese italiane e per questo nella bozza della delega è stato inserito il taglio dell'Ires, l'imposta sui redditi delle società. L'aliquota, oggi al 24%, potrebbe essere ridotta al 15%, ma a condizione che le imprese impieghino una parte o tutto il reddito in investimenti e nuove assunzioni. Inoltre gli utili non dovranno essere distribuiti o destinati "a finalità estranee all'esercizio dell'attività d'impresa".
Iva, il riordino delle aliquote. Azzerata per pane, pasta e latte
Un trattamento Iva "tendenzialmente omogeneo" per beni e servizi similari, come gli alimentari. In pratica i beni e i servizi di una stessa "famiglia" potrebbero avere la stessa aliquota. La revisione delle quattro aliquote esistenti (22%, 10%, 5% e 4%) potrebbe prevedere anche un'aliquota zero. Tra le ipotesi allo studio c'è l'azzeramento dell'Iva per alcuni beni di prima necessità come il pane, la pasta e il latte.
La cedolare secca per gli immobili commerciali
Tra le norme del disegno di legge figura anche l'applicazione della cedolare secca "agli immobili adibiti ad uso diverso da quello abitativo". Il regime agevolato - un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali, per la parte che deriva dal reddito dell'immobile - sarà quindi esteso agli immobili ad uso commerciale. Attualmente la cedolare secca è riservata solo ai proprietari che affittano un immobile a titolo privato.
Le sanzioni
La bozza della delega prevede una revisione, suddivisa in tre blocchi, delle sanzioni penali ed amministrative. Per quanto riguarda le sanzioni penali, l'obiettivo è cancellarle in caso di "sopraggiunta impossibilità a far fronte al pagamento del tributo" per fatti che non sono imputabili al soggetto inadempiente. Inoltre il giudice sarà obbligato a tenere conto di eventuali accordi raggiunti in sede amministrativa o giudiziale che implicano "l'irrilevanza del fatto ai fini penali": l'esito, in caso di accoglimento, è sempre lo stop alle sanzioni. Potrà, però, anche discostarsi dagli accordi se fornirà una motivazione "congrua".
In arrivo anche sanzioni amministrative più leggere: "Non v'è infatti dubbio - scrive il governo nella delega - che le sanzioni amministrative attualmente previste raggiungano livelli intollerabili, che si discostano sensibilmente da quelle in vigore in altri Paesi, conducendo a una pretesa complessiva di fatto abnorme e in un disincentivo per il contribuente a esperire la tutela giudiziaria in conseguenza del rischio cui un esito negativo lo esporrebbe".
Cambia l'accertamento, incoraggiato l'adempimento spontaneo
La strada è massimizzare i livelli di adempimento spontaneo. Due strade: per le piccole imprese è previsto il concordato preventivo biennale; in pratica un patto con lo Stato, per due anni: si paga quanto pattuito in cambio dello stop ad accertamenti e sanzioni. Per le grandi, invece, il rafforzamento della cooperative compliance, con la riduzione dei tempi per l'accertamento e delle soglie per l'entrata nel regime. Per le imprese che collaborano con il Fisco è previsto un ulteriore alleggerimento delle sanzioni penali.