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I mutui si mangiano il 30% dello stipendio. Stretta sulle imprese

Gli interessi per un prestito al consumo arriveranno a sfiorare il 12%. Qualche beneficio sulle obbligazioni e per chi vincola il denaro in banca
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MILANO - Mutui più salati, subito, ma forse i prossimi rincari saranno meno gravi del previsto. Prestiti alle imprese che voleranno oltre il 4%, col rischio di congelare gli investimenti e far rallentare l’economia nel suo complesso. Le scelte dell’Eurotower ci mettono dai sei ai dodici mesi per calare sull’economia reale ma, giunti alla sesta stretta, i loro effetti si vedono.

Mutui

Se tutto il rialzo deciso ieri a Francoforte si scaricherà sul mercato, e lo sapremo solo nei prossimi giorni, calcola MutuiOnline che - per un variabile da 140mila euro a vent’anni - la rata salirà di altri 30 euro rispetto ad oggi. La rata toccherà quota 819 euro, quando a febbraio 2022 era a 625. Se prima pesava per il 22% del reddito medio, salirà al 30%: ai limiti della sostenibilità. Il costo dei tassi fissi, ora come ora, è allineato ai cugini variabili. Cosa succederà nei prossimi mesi è incerto. Ier…

MILANO - Mutui più salati, subito, ma forse i prossimi rincari saranno meno gravi del previsto. Prestiti alle imprese che voleranno oltre il 4%, col rischio di congelare gli investimenti e far rallentare l’economia nel suo complesso. Le scelte dell’Eurotower ci mettono dai sei ai dodici mesi per calare sull’economia reale ma, giunti alla sesta stretta, i loro effetti si vedono.

Mutui

Se tutto il rialzo deciso ieri a Francoforte si scaricherà sul mercato, e lo sapremo solo nei prossimi giorni, calcola MutuiOnline che - per un variabile da 140mila euro a vent’anni - la rata salirà di altri 30 euro rispetto ad oggi. La rata toccherà quota 819 euro, quando a febbraio 2022 era a 625. Se prima pesava per il 22% del reddito medio, salirà al 30%: ai limiti della sostenibilità. Il costo dei tassi fissi, ora come ora, è allineato ai cugini variabili. Cosa succederà nei prossimi mesi è incerto. Ieri, la Bce non si è legata le mani per il futuro: le crisi bancarie, dalla lontana Silicon Valley alla vicina Zurigo, suggeriscono cautela. E infatti se fino a pochi giorni fa le previsioni per l’Euribor - il riferimento per i mutui variabili - erano state spinte sopra il 4%, ora hanno ritracciato. Il paradosso è, però, che il prezzo di una rata più leggera è un’inflazione che continuerà a mordere più a lungo, il dato Istat su febbraio conferma un +9,1% su base annua seppur in frenata rispetto al +10% di gennaio.

Prestiti 

Per ora, sempre di rincari si parla se si vuole finanziarsi per comprare un’auto o una lavatrice. La Fabi, sindacato autonomo dei bancari, si aspetta che il tasso medio arrivi all’11,9%, quando era all’8,1% nel 2021. Per una macchina da 25mila euro pagata tutta a rate in dieci anni, il costo totale passa da 37.426 euro a 44.065 euro: rispetto a due anni fa è il 18% in più. Il mix di denaro più caro e incertezza si vede anche nell’approccio delle imprese alle banche. L’ultima indagine Bankitalia segnala che termini e condizioni di finanziamento sono stati “inaspriti”. Gli imprenditori dal canto loro chiedono più denaro per finanziare le attività correnti che per guardare al futuro, ovvero fare investimenti. Sta di fatto che il tasso sui nuovi finanziamenti era salito già a febbraio al 3,9%, dall’1,1% di inizio 2022, per le imprese. Un piccolo aiuto ai bilanci delle aziende che importano energia e materie prime arriverà dall’euro più forte ormai nel 2023 stabilmente alla pari del dollaro. 

Depositi e obbligazioni

Non altrettanto rapidamente è salita la remunerazione che le banche offrono a chi affida loro il denaro. Nell’ultimo rapporto Abi si spiega che il differenziale tra il tasso medio sui prestiti e quello sulla raccolta da famiglie e società è salito a 295 punti a febbraio, dai 259 di gennaio. È al top dal 2011. Se un c/c rende in media lo 0,21% (ma le banche rimarcano che è un servizio e non un investimento), cresce l’interesse per i conti di deposito. Attenzione, però: la remunerazione è maggiore solo se si vincola il denaro. Ora come ora - calcola SosTariffe - con i tassi migliori si spunta il 4-4,5%. In crescita sono anche i rendimenti delle obbligazioni: quelle nuove a tasso fisso sono passate dall’1,48% di gennaio 2022 al 5,08% di inizio anno (ieri il Btp decennale chiudeva al 4,2%). E se l’inflazione scenderà davvero, torneranno a remunerare realmente gli investitori.
 
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