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Usa, le banche minori chiedono due anni di garanzia sui depositi. E parte il pressing su Powell

Secondo uno studio di settore, condotto dal Social Science Research Network, sarebbero 186 gli istituti che potrebbero fallire se solo la metà dei clienti si presentasse agli sportelli e chiudesse il conto corrente
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 New York - Una coalizione di banche americane di media grandezza ha chiesto al governo Biden di assicurare tutti i depositi per i prossimi due anni. Non solo quelli fino a 250 mila euro, ma oltre, in modo da rasserenare i correntisti sempre più in preda al panico. Nella lettera inviata alle autorità di regolamentazione, i membri della Mid-Size Bank Coalition of America chiedono la sospensione temporanea del tetto ai depositi garantiti. «Farlo - scrivono - fermerà immediatamente l’esodo di depositi dalle piccole banche, e stabilizzerà il settore, riducendo enormemente le possibilità di altri fallimenti».

La richiesta riflette la grande paura che il…

 New York - Una coalizione di banche americane di media grandezza ha chiesto al governo Biden di assicurare tutti i depositi per i prossimi due anni. Non solo quelli fino a 250 mila euro, ma oltre, in modo da rasserenare i correntisti sempre più in preda al panico. Nella lettera inviata alle autorità di regolamentazione, i membri della Mid-Size Bank Coalition of America chiedono la sospensione temporanea del tetto ai depositi garantiti. «Farlo - scrivono - fermerà immediatamente l’esodo di depositi dalle piccole banche, e stabilizzerà il settore, riducendo enormemente le possibilità di altri fallimenti».

La richiesta riflette la grande paura che il settore bancario sta vivendo dopo il crac di Silicon Valley Bank, la banca riferimento delle startup americane, che ha prodotto a catena la crisi di Signature Bank e di First Republic Bank. Questo mentre uno studio di settore, condotto da Social Science Research Network, ha evidenziato che negli Stati Uniti sarebbero almeno 186 le banche a rischio, se solo la metà dei correntisti si presentasse agli sportelli per chiedere indietro i soldi. Servono soluzioni immediate, dirette e straordinarie. E si cercano “buoni samaritani” anche in posti insospettabili, tipo Wall Street.

Secondo Bloomberg, l’investitore americano Warren Buffett nei giorni scorsi ha avuto contatti con la Casa Bianca. A 92 anni il miliardario del Nebraska è visto ancora una volta come salvatore della patria, dopo il suo intervento nella crisi del 2008, quando aprì una linea di credito da cinque miliardi di dollari a Goldman Sachs. A Buffett sarebbe stato chiesto di dare una mano alle banche regionali, immettendo denaro fresco. Serve agire in fretta perché tutte le notizie, finora, rientrano nel regno dell’incertezza.

Silicon Valley Bank, ormai commissariata, non ha trovato un acquirente unico, per cui sembra destinata a uno “spezzatino” finanziario. L’autorità di regolamentazione aspetterà offerte entro mercoledì. Chi non è stato ancora colpito dalla bancarotta, guarda con ansia alla prossima decisione della Federal Reserve: un aumento dei tassi tra lo 0,50 e lo 0,75 per cento appare improbabile, ma una aumento, forse solo dello 0,25, resta una possibilità.

I fallimenti hanno provocato nei mercati volatilità e incertezza e un rialzo del costo del denaro potrebbe portare una nuova contrazione del credito. Per il presidente della Fed, Jerome Powell, le riunioni di martedì e mercoledì rappresentano un test chiave. Tra le ipotesi, c’è anche quella di mettere in pausa il rialzo del costo del denaro, proprio per evitare una stretta del credito.

Ma intanto Powell deve registrare l’attacco frontale della senatrice e ex candidata alla Casa Bianca Elizabeth Warren, una delle big del Partito democratico, che in un’intervista a Nbc ha invocato un’indagine indipendente sulla Federal Reserve e accusato il suo presidente di «aver fallito». «Powell aveva due compiti - ha detto la senatrice - uno riguardava la politica monetaria, l’altro la regolamentazione. Ha fallito in entrambi».