Tim, aumentano le tariffe la vecchia rete in rame: ora vale un miliardo in più
di Sara Bennewitz , di Sara BennewitzMilano - In attesa che l’Agcom pubblichi le nuove tariffe sull’affitto all’ingrosso della rete Tim, gli operatori telefonici e gli analisti fanno i conti con l’aumento che verrà. Di ufficiale non c’è ancora niente,l’Agcom non commenta, ma diverse fonti del settore riferiscono che il nuovo listino è stato approvato dall’Authority, sta per essere inviato al vaglio preventivo di Bruxelles, prevede un aumento di alcune voci, anche se inferiore rispetto ai massimi indicati in sede di consultazione.
Fonti finanziarie riferiscono che sarebbe stato deciso un aumento della tariffa della rete che dalla centrale Tim arriva con la fibra fino all’armadietto e con il …
Milano - In attesa che l’Agcom pubblichi le nuove tariffe sull’affitto all’ingrosso della rete Tim, gli operatori telefonici e gli analisti fanno i conti con l’aumento che verrà. Di ufficiale non c’è ancora niente,l’Agcom non commenta, ma diverse fonti del settore riferiscono che il nuovo listino è stato approvato dall’Authority, sta per essere inviato al vaglio preventivo di Bruxelles, prevede un aumento di alcune voci, anche se inferiore rispetto ai massimi indicati in sede di consultazione.
Fonti finanziarie riferiscono che sarebbe stato deciso un aumento della tariffa della rete che dalla centrale Tim arriva con la fibra fino all’armadietto e con il rame nelle case degli italiani nell’ordine del 5,6% al mese a 13,2 euro (dai 12,5 euro attuali, ma meno dei 13,58 euro del massimo della forchetta ipotizzata dall’Agcom in sede di consultazione), e un incremento dell’affitto dell’ultimo miglio di rete spenta in rame di circa il 15% a 6,1 euro,(dai 5,3 euro attuali e inferiore ai 6,55 euro previsti dal massimo della forchetta). La Ue avrà 30 giorni per vagliare il nuovo listino, ma se dovesse confermare quest’aumento delle tariffe - e l’Agcom renderlo effettivo - alcuni operatori telefonici sono già pronti a fare ricorso.
La tesi di alcuni rivali di Telecom Italia, come ad esempio Vodafone e Wind3, è che i nuovi aumenti avvantaggiano solo l’ex monopolista, che è l’unica società ad avere ancora un infrastruttura in rame, caricando di costi i concorrenti, che dati i margini sempre più ristretti del settore, a cascata potrebbero essere costrette ad aumentare le bolletta dei loro clienti di telefonia fissa.
Gli analisti calcolano che l’aumento delle tariffe potrebbe tradursi in 90-100 milioni di canoni in più all’anno da pagare alla Netco di Tim, e soprattutto alla rete secondaria di Fibercop, che è ancora in buona parte composta da rame. Un simile incremento dei ricavi, e in parallelo del margine operativo lordo della rete, secondo gli analisti comporterebbe un aumento del valore dell’infrastruttura di Tim di 900-1.000 milioni.
Alzare le tariffe del rame, con l’idea che così facendo si incentiva i consumatori a migrare verso un’infrastruttura fibra, rischia di essere un boomerang, che potrebbe dissuadere Tim o rallentare il processo di sostituzione del rame con la fibra, che è la tecnologia di futuro.
Ora che la rete di Tim è in vendita, le nuove tariffe, che potrebbero entrare in vigore a maggio, fanno salire il valore di Fibercop di cui Telecom ha il 58%, Kkr il 37,5% e Fastweb il restante 4%. Morale la decisione dell’Agcom per assurdo favorisce l’offerta di Kkr, e costa salata alla cordata guidata da Cdp e partecipata da Macquarie, che per rilevare la rete di Tim rischia di dover pagare più dei 9,5 miliardi stimati per Fibercop a beneficio dei ricavi del fondo americano.