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I prezzi delle case sono aumentati del 3,8%. Rincari maggiori al Nord, record a Milano

I dati Istat per il 2022. Rincari maggior al Nord, record a Milano. Cresce l'interesse degi italiani per le abitazioni con classe energetica più efficiente
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ROMA - I prezzi delle case accelerano, soprattutto per quelle di nuove costruzioni, che godono anche degli effetti della direttiva sull'efficientamento energetico appena approvata dal Parlamento Europeo. L'Istat rileva per il 2022 un aumento del 3,8%, con i prezzi delle abitazioni nuove che fanno registrare un più 6,1% e quelli delle abitazioni esistenti che crescono del 3,4%. Si tratta del terzo aumento annuo consecutivo, dopo l'1,9% del 2020 e il 2,5% del 2021, e anche dell'aumento maggiore da quando l'Istat pubblica questi dati, dal 2010.

Ma si tratta anche di una tendenza che è destinata a rallentare, valutano le organizzazioni dei consumatori, per effetto del rial…

ROMA - I prezzi delle case accelerano, soprattutto per quelle di nuove costruzioni, che godono anche degli effetti della direttiva sull'efficientamento energetico appena approvata dal Parlamento Europeo. L'Istat rileva per il 2022 un aumento del 3,8%, con i prezzi delle abitazioni nuove che fanno registrare un più 6,1% e quelli delle abitazioni esistenti che crescono del 3,4%. Si tratta del terzo aumento annuo consecutivo, dopo l'1,9% del 2020 e il 2,5% del 2021, e anche dell'aumento maggiore da quando l'Istat pubblica questi dati, dal 2010.

Ma si tratta anche di una tendenza che è destinata a rallentare, valutano le organizzazioni dei consumatori, per effetto del rialzo dei tassi d'interesse che scoraggia i nuovi mutui. Secondo l'Unione nazionale consumatori anzi il rialzo dei tassi deciso dalle Bce "produrrà una drastica riduzione dei volumi di compravendita". E in effetti nell'ultimo trimestre 2022 le compravendite frenano del 2,1%, rileva l'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate.

Non solo: in realtà il rallentamento emerge anche dai prezzi: se si considera solo il quarto trimestre, l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie rimane invariato rispetto al trimestre precedente, mentre aumenta del 2,8% nei confronti dello stesso periodo del 2021, leggermente in rallentamento rispetto al 2,9% nel terzo trimestre 2022.

Del resto anche gli aumenti dei prezzi, per quanto siano ai massimi degli ultimi 12 anni, non riescono a far tornare il mercato ai livelli degli anni precedenti. Infatti rispetto alla media del 2010 nel 2022 i prezzi delle abitazioni sono inferiori del 9,5%. Ancora una volta però il calo è dovuto esclusivamente alle abitazioni estenti (meno 17,1%), mentre i prezzi di quelle nuove aumentano del 14,2%.

Anche l'ultimo report della Federazione degli agenti immobiliari (Fiaib) sottolinea come nelle decisioni di acquisto pesi ormai moltissimo (per il 58% degli acquirenti) la classe energetica dell'edificio, attestata dall'Ape. Gli italiani, nonostante la ferma opposizione del governo alla direttiva sulle case green, si stanno già spostando su case e appartamenti più efficienti, in vista dell'entrata in vigore delle norme Ue che fisseranno l'obbligo di raggiungere la classe energetica E entro il 2030 e la D entro il 2033. Anche perché i costi dell'efficientamento si presentano particolarmente onerosi: Silvi Costruzioni Edili calcola circa 60 mila euro a famiglia, per quel 62% di italiani proprietari di case in classe G e F, le classi energetiche più basse.

Nella media del 2022 la crescita dei prezzi è particolarmente sostenuta nel Nord, più contenuta nel Centro e nel Sud e Isole, dove però si registra, per le abitazioni nuove, la variazione tendenziale più alta del paese, del più 7,8%. Mentre se si guarda alle città è in testa Milano, con un aumento su base annua del 7,5%; seguono Roma e Torino. A Milano, sottolinea Assoutenti, sono sempre di meno le famiglie che possono permettersi l'acquisto di una casa: se si considera uno stipendio netto mensile di 1.800 euro, per acquistare una abitazione nel capoluogo lombardo servono oggi 16,8 anni di stipendio, contro i 10,7 anni di Roma e i 6,2  di Torino.