Lagarde versione Draghi. Superliquidità alle banche e frena sui rialzi dei tassi
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - La Svizzera si è mossa bene nella crisi di Credit Suisse. Ma la Bce è pronta a intervenire. Per la stabilità finanziaria dell’euro, per la liquidità delle banche e anche per evitare tensioni sui mercati. La presidente della Banca Centrale europea, Christine Lagarde, cerca di rassicurare gli investitori dopo il crash nel giro di pochissimi giorni di due banche, l’istituto elvetico e l’americana Svb. E lo fa annunciando nel corso di un’audizione al Parlamento europeo la possibilità non solo che i suoi uffici ripristinino gli strumenti già utilizzati in passato ma anche che ne introducano di nuovi. E soprattutto è pronta a rivedere la politica monetaria seguita fin ad ora. Ossia: non si può dare per scontato un ulteriore rialzo dei tassi. Un segnale che le borse hanno raccolto con positività.
BRUXELLES - La Svizzera si è mossa bene nella crisi di Credit Suisse. Ma la Bce è pronta a intervenire. Per la stabilità finanziaria dell’euro, per la liquidità delle banche e anche per evitare tensioni sui mercati. La presidente della Banca Centrale europea, Christine Lagarde, cerca di rassicurare gli investitori dopo il crash nel giro di pochissimi giorni di due banche, l’istituto elvetico e l’americana Svb. E lo fa annunciando nel corso di un’audizione al Parlamento europeo la possibilità non solo che i suoi uffici ripristinino gli strumenti già utilizzati in passato ma anche che ne introducano di nuovi. E soprattutto è pronta a rivedere la politica monetaria seguita fin ad ora. Ossia: non si può dare per scontato un ulteriore rialzo dei tassi. Un segnale che le borse hanno raccolto con positività.
Una flessibilità che sta incidendo anche sui tassi. Fino a pochi giorni fa, non solo era previsto il rialzo stabilito giovedì scorso ma era stato fissato un calendario di aumenti che a questo punto sembra archiviato. Lagarde giustifica il cambio di linea repentino con la circostanza che "le tensioni sulla stabilità finanziaria potrebbero avere un impatto sulla domanda e potrebbero effettivamente svolgere parte del lavoro che altrimenti sarebbe svolto dalla politica monetaria e dai rialzi dei tassi d’interesse 0". Quindi "l’elevato livello di incertezza rafforza l’importanza di un approccio dipendente dai dati per le nostre decisioni sui tassi ufficiali".
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