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Lagarde versione Draghi. Superliquidità alle banche e frena sui rialzi dei tassi

(ansa)
La presidente all’Europarlamento: "Pronti a strumenti addizionali rispetto a quelli usati per il Covid"
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BRUXELLES - La Svizzera si è mossa bene nella crisi di Credit Suisse. Ma la Bce è pronta a intervenire. Per la stabilità finanziaria dell’euro, per la liquidità delle banche e anche per evitare tensioni sui mercati. La presidente della Banca Centrale europea, Christine Lagarde, cerca di rassicurare gli investitori dopo il crash nel giro di pochissimi giorni di due banche, l’istituto elvetico e l’americana Svb. E lo fa annunciando nel corso di un’audizione al Parlamento europeo la possibilità non solo che i suoi uffici ripristinino gli strumenti già utilizzati in passato ma anche che ne introducano di nuovi. E soprattutto è pronta a rivedere la politica monetaria seguita fin ad ora. Ossia: non si può dare per scontato un ulteriore rialzo dei tassi. Un segnale che le borse hanno raccolto con positività. 

BRUXELLES - La Svizzera si è mossa bene nella crisi di Credit Suisse. Ma la Bce è pronta a intervenire. Per la stabilità finanziaria dell’euro, per la liquidità delle banche e anche per evitare tensioni sui mercati. La presidente della Banca Centrale europea, Christine Lagarde, cerca di rassicurare gli investitori dopo il crash nel giro di pochissimi giorni di due banche, l’istituto elvetico e l’americana Svb. E lo fa annunciando nel corso di un’audizione al Parlamento europeo la possibilità non solo che i suoi uffici ripristinino gli strumenti già utilizzati in passato ma anche che ne introducano di nuovi. E soprattutto è pronta a rivedere la politica monetaria seguita fin ad ora. Ossia: non si può dare per scontato un ulteriore rialzo dei tassi. Un segnale che le borse hanno raccolto con positività. 

Il giudizio favorevole sulle mosse svizzere non implica che Francoforte non si debba attivare per controllare la situazione su cui nessuno ha certezze. "Siamo pronti a rispondere". Il nodo, del resto, è sempre lo stesso. Il ricordo della crisi del 2008 partita dalle banche statunitensi e poi propagatasi nel Vecchio Continente è ancora vivido. E quindi stavolta la Banca Centrale non vuole farsi trovare impreparata. "Il settore bancario dell’area dell’euro - puntualizza - è resiliente, con solide posizioni patrimoniali e di liquidità. In ogni caso, lo strumentario politico della Bce è completamente attrezzato per fornire sostegno di liquidità al sistema finanziario dell’area dell’euro, se necessario, e per preservare l’agevole trasmissione della politica monetaria".

L’attenzione è tale che - come sta facendo anche la Commissione europea - i banchieri centrali sono anche pronti a introdurre nuovi strumenti per arginare eventuali difficoltà: "Siamo preparati anche ad approntare strumenti addizionali rispetto a quelli usati durante il covid e successivamente". O anche a riattivare operazioni come il Tltro (rifinanziamento a lungo termine). Certo, al momento, questa disponibilità è solo teorica ma rappresenta il segno che nessuno si sente al sicuro e che la lezione del passato stavolta - forse - è stata imparata. 

Una flessibilità che sta incidendo anche sui tassi. Fino a pochi giorni fa, non solo era previsto il rialzo stabilito giovedì scorso ma era stato fissato un calendario di aumenti che a questo punto sembra archiviato. Lagarde giustifica il cambio di linea repentino con la circostanza che "le tensioni sulla stabilità finanziaria potrebbero avere un impatto sulla domanda e potrebbero effettivamente svolgere parte del lavoro che altrimenti sarebbe svolto dalla politica monetaria e dai rialzi dei tassi d’interesse 0". Quindi "l’elevato livello di incertezza rafforza l’importanza di un approccio dipendente dai dati per le nostre decisioni sui tassi ufficiali".

Nessun orientamento preventivo, ma valutazione mese per mese. Certo, in primo luogo basata sull’inflazione. Che, al momento, è prevista al 5,3% quest’anno, 2,9 nel prossimo e al 2,1 nel 2025. "Si prevede - ha dunque insistito - che l’inflazione rimarrà troppo alta per troppo tempo". Ma questo elemento dovrà comunque essere esaminato sulla base di quel che avverrà nelle prossime settimane. Con una precisazione che sembra soprattutto volta a non smentire troppo platealmente le dichiarazioni rilasciate dal vertice della Bce fino alla scorsa settimana: "Non c’è alcun compromesso tra la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria dall’altro".

Un modo per precisare che i tassi non dipendono solo dalle crisi bancarie. Sebbene poi abbia ammesso che lo stop agli ulteriori rialzi messo nero su bianco nel comunicato conclusivo del board della Bce è stato concordato proprio per "l’incertezza e le tensioni sui mercati". C’è infine un altro elemento che punta a tranquillizzare gli investitori e a rassicurare Paesi più deboli sulla tenuta dei conti pubblici come l’Italia. La riduzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce è iniziata in via sperimentale fino a giugno. "Decideremo sulla base delle nostre osservazioni sui mercati e della nostra politica di reinvestimento parziale, probabilmente anche prima di giugno". Un piccolo passo per frenare sul nascere eventuali speculazioni su spread e debiti pubblici.

 

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