Il governo: “L’Ue apra agli e-fuel per salvare i motori termici"
di Diego Longhin , di Diego LonghinTORINO - L’Italia è pronta a dire sì al regolamento che vieta dal 2035 la vendita di auto con motore termici alimentati a benzina e diesel nel 2035 a patto che la Ue inserisca anche i biocarburanti. E non solo gli e-fuel, come chiede il governo tedesco con cui l’Unione Europea sta trattando.
«Non accetteremo l’esclusione dei biocarburanti», scrivono in una lettera al vicepresidente della Commissione Frans Timmermans il vicepremier Matteo Salvini e i ministri dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e dell’Impresa e del Made in Italy, Aldolfo Urso. Missiva mandata nel giorno in cui l’accordo tra Bruxelles e Berlino sembrava cosa fatta.
La Commissione ha ipotizzato la definizione di una nuova categoria di veicoli in grado di funzionare solo con gli e-fuel e non con quelli tradizionali. Un modo per salvare il motore termico e tutta la filiera meccanica anche dopo il 2035. Il ministro tedesco Volker Wissing, partito liberale …
TORINO - L’Italia è pronta a dire sì al regolamento che vieta dal 2035 la vendita di auto con motore termici alimentati a benzina e diesel nel 2035 a patto che la Ue inserisca anche i biocarburanti. E non solo gli e-fuel, come chiede il governo tedesco con cui l’Unione Europea sta trattando.
«Non accetteremo l’esclusione dei biocarburanti», scrivono in una lettera al vicepresidente della Commissione Frans Timmermans il vicepremier Matteo Salvini e i ministri dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e dell’Impresa e del Made in Italy, Aldolfo Urso. Missiva mandata nel giorno in cui l’accordo tra Bruxelles e Berlino sembrava cosa fatta.
La Commissione ha ipotizzato la definizione di una nuova categoria di veicoli in grado di funzionare solo con gli e-fuel e non con quelli tradizionali. Un modo per salvare il motore termico e tutta la filiera meccanica anche dopo il 2035. Il ministro tedesco Volker Wissing, partito liberale Fpd, ha però rifiutato il documento - secondo quello che riporta lo Spiegel - e starebbe lavorando ad una controproposta.
La neutralità tecnologica
Il rischio di finire nell’angolo ha convinto i tre ministri a scrivere a Timmermans, ripetendo il mantra del governo, ripetuto dalla premier Giorgia Meloni ieri in Senato, che la «decarbonizzazione passa dalla neutralità tecnologica, non c’è solo l’elettrico. È finita l’epoca in cui l’Italia subisce i processi».
La trattativa in questi giorni si sta giocando sull’asse Bruxelles-Berlino. E una definizione restrittiva dei carburanti alternativi sintetici metterebbe fuori gioco quelli “bio” con l’Italia diretta interessata visto che Eni un mese fa ha lanciato il primo biodiesel HVOlution derivato dal 100% di materie prime rinnovabili. I tre ministri invocano il “considerando 11” del regolamento.
Un punto sostenuto anche dall’ex ministro alla Transizione energetica del governo Draghi, Roberto Cingolani: nel testo si parla di “CO2 neutral fuel”. «Ci aspettiamo - scrivono Salvini, Pichetto e Urso - che la Commissione lo attui ben prima della revisione del 2026, proponendo un atto giuridicamente vincolante. Un impegno da parte della Commissione, con l’indicazione di una tempistica, sarebbe molto apprezzato. E permetterebbe di concludere positivamente il dossier».
La componentistica
Insomma, l’Italia accenderebbe luce verde. L’obiettivo delle emissioni zero di C02 nel 2035 sarebbe rispettato. E l’industria della componentistica europea, quella che teme di più i contraccolpi e la perdita di mezzo milione di posti, di cui almeno 60 mila in Italia secondo i dati dell’Anfia, tirerebbe un sospiro di sollievo. Soprattutto nel filone della meccanica.
La partita non è così facile. L’obiettivo era chiudere prima del Consiglio europeo, il 23 e 24 marzo, ma oltre al no della Germania, alle richieste dell’Italia, c’è anche la Francia che fa resistenze: non vuole modifiche al regolamento approvato in ultima battuta dal parlamento a metà febbraio.
È in corso un braccio di ferro tra Parigi e Berlino. La Germania, dal canto suo, non vuol sentire parlare di deroghe sul nucleare, tema molto caro al governo francese. Temi che potrebbero trasformarsi in merce di scambio per trovare una quadra.
Investimenti miliardari
Anche se alla fine verranno introdotti carburanti alternativi al solo elettrico, che in Europa ha raggiunto a febbraio una quota di mercato di più del 12%, gli investimenti per sostenere domanda e incentivi che il Paese dovrà adottare, secondo uno studio di Confindustria con Rse, sono pari a 1.120,7 miliardi di euro.
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