Isopensione, quando l'azienda paga per mandarti in pensione 7 anni prima
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Tim ha deciso di tagliare ancora la sua forza lavoro, prevedendo 2 mila uscite nel corso di quest'anno. A quanto si apprende, si tratterebbe di uscite solo volontarie, quindi non di licenziamenti. E lo strumento utilizzato dall'azienda di telecomunicazioni per lo scivolo di questo personale sarebbe l'isopensione (noto anche come "esodo dei lavoratori anziani"). Ma cos'è l'isopensione? E come funziona?
Cos'è l'isopensione?
Si tratta di un canale di accesso al pensionamento anticipato, previsto dalla legge Fornero del 2011: uno scivolo pensionistico pagato interamente dall'azienda, in attesa della maturazione del diritto alla pensione. Lo strumento si rivolge dunque non a tutti, ma solo ai lavoratori dipendenti del settore privato.
E può essere usato nelle riorganizzazioni aziendali o in caso di esubero di personale nelle imprese che hanno più di 15 dipendenti in presenza di uno specifico accordo con l…
ROMA - Tim ha deciso di tagliare ancora la sua forza lavoro, prevedendo 2 mila uscite nel corso di quest'anno. A quanto si apprende, si tratterebbe di uscite solo volontarie, quindi non di licenziamenti. E lo strumento utilizzato dall'azienda di telecomunicazioni per lo scivolo di questo personale sarebbe l'isopensione (noto anche come "esodo dei lavoratori anziani"). Ma cos'è l'isopensione? E come funziona?
Cos'è l'isopensione?
Si tratta di un canale di accesso al pensionamento anticipato, previsto dalla legge Fornero del 2011: uno scivolo pensionistico pagato interamente dall'azienda, in attesa della maturazione del diritto alla pensione. Lo strumento si rivolge dunque non a tutti, ma solo ai lavoratori dipendenti del settore privato.
E può essere usato nelle riorganizzazioni aziendali o in caso di esubero di personale nelle imprese che hanno più di 15 dipendenti in presenza di uno specifico accordo con le organizzazioni sindacali. L'accordo viene poi validato dall'Inps che deve verificare il rispetto di tutte le condizioni di legge. Il lavoratore può decidere se aderire o meno.
Ci vuole un accordo quadro tra sindacati e azienda anche a valle di un licenziamento collettivo.
Come funziona l'isopensione?
L'isopensione consente un anticipo dell'età pensionabile fino a 7 anni rispetto ai requisiti Fornero (prima erano 4) per il triennio 2021-2023, allungato fino al 2026 dall'ultimo decreto Milleproroghe (convertito il 24 febbraio nella legge 14/2023).
L'impresa deve impegnarsi, con oneri totalmente a suo carico, a coprire tutti e 7 gli anni di anticipo della pensione e quindi a erogare un assegno di importo equivalente alla pensione (di qui il nome: isopensione, stessa pensione) per l'intero periodo di esodo, fino a quando il lavoratore non raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
Questo significa che l'azienda nel 2023 può mettere in isopensione:
- lavoratori con 60 anni e 9 mesi di età e almeno 20 anni di contributi (anziché 67 anni e 9 mesi, requisito della pensione di vecchiaia previsto per il 2030)
- lavoratrici con 35 anni e 4 mesi di contributi a prescindere dall'età (anziché 42 anni e 4 mesi di contributi, requisito della pensione anticipata previsto per il 2030)
- lavoratori con 36 anni e 4 mesi di contributi a prescindere dall'età (anziché 43 anni e 4 mesi, requisito della pensione anticipata previsto per il 2030).
Quanto vale l'assegno di esodo?
L'assegno di esodo che il lavoratore percepisce per i 7 anni che gli mancano alla pensione ordinaria ovviamente viene calcolato in base ai contributi versati fino al 2023, cioè fino al momento dell'esodo (più basso di quella futuro, al raggiungimento dei requisiti). Questa pensione di esodo non è reversibile (in caso di decesso del beneficiario, ai superstiti viene liquidata la pensione indiretta). E non è perequata in automatico, quindi non viene rivalutata all'inflazione.
Ma l'azienda, nei 7 anni, dovrà versare all'Inps anche i contributi figurativi che mancano al lavoratore per completare la sua copertura pensionistica. L'isopensione non comporta dunque alcuna penalità sulla pensione futura del lavoratore che sarà uguale a quella che avrebbe incassato continuando a lavorare. Ma è una soluzione molto costosa per le aziende che devono anche presentare una fidejussione bancaria all'Inps, per garantire i successivi versamenti dei contributi figurativi. Questo spiega perché viene scelta solo dalle imprese più grandi.
Se poi i requisiti per il pensionamento ordinario - di vecchiaia e anticipato - di spostano più in là per l'aspettativa di vita in miglioramento o per modifiche di legge, in automatico si allunga anche l'assegno di esodo a carico dell'azienda: ma questa eventualità (mai successa finora) deve essere definita nell'accordo tra azienda e sindacati.