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Superbonus, dal governo proroga per le villette: scadenza al 30 giugno. Tornano sconto in fattura e cessione del credito per le case popolari

(ansa)
In vista delle scadenza del 31 marzo l'esecutivo prepara alcuni correttivi al decreto di febbraio, ma il nuovo termine riguarderà solo le spese relative ai lavori che sono già in stato di avanzamento. Salvi i crediti del 2022: cessione fino al 30 novembre, con sanzione di 250 euro
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ROMA - La missione è scongiurare il blocco dei lavori in corso sulle villette. Perché il termine per effettuare le spese, e beneficiare in extremis del Superbonus al 110%, scade il 31 marzo. Tra nove giorni. E così molti di questi lavori rischiano di restare incompiuti. Per questo il governo corre ai ripari: tre mesi in più, fino al 30 giugno, per effettuare i bonifici da portare in detrazione.

ESPERTO SUPERBONUS. Fai la tua domanda a: esperto.casa@repubblica.it

La decisione è maturata nelle ultime ore al ministero dell’Economia. Raccoglie le indicazioni che sono arrivate negli scorsi giorni dai gruppi parlamentari della commissione Finanze della Camera, dove è in corso l’esame del decreto approvato dal Consiglio dei ministri a metà febbraio per fermare la cessione del credito e lo sconto in fattura.

La proroga, però, non è un liberi tutti. Riguarda, infatti, solo le spese relative ai lavori che sono g…

ROMA - La missione è scongiurare il blocco dei lavori in corso sulle villette. Perché il termine per effettuare le spese, e beneficiare in extremis del Superbonus al 110%, scade il 31 marzo. Tra nove giorni. E così molti di questi lavori rischiano di restare incompiuti. Per questo il governo corre ai ripari: tre mesi in più, fino al 30 giugno, per effettuare i bonifici da portare in detrazione.

ESPERTO SUPERBONUS. Fai la tua domanda a: esperto.casa@repubblica.it

La decisione è maturata nelle ultime ore al ministero dell’Economia. Raccoglie le indicazioni che sono arrivate negli scorsi giorni dai gruppi parlamentari della commissione Finanze della Camera, dove è in corso l’esame del decreto approvato dal Consiglio dei ministri a metà febbraio per fermare la cessione del credito e lo sconto in fattura.

La proroga, però, non è un liberi tutti. Riguarda, infatti, solo le spese relative ai lavori che sono già in stato di avanzamento, almeno al 30% alla data del 30 settembre dell’anno scorso. E questo è un paletto giudicato inamovibile per il Mef, che non è intenzionato a sconfessare il principio che ha guidato lo stop alla cessione dei crediti: contenere la spesa pubblica destinata ai bonus edilizi.

La riunione con Freni

La stessa logica che ha guidato il lavoro sugli emendamenti presentati dai deputati: saranno ammesse solo poche modifiche. A sancire il perimetro delle correzioni è stata una lunga riunione che si è tenuta martedì mattina tra il governo e la maggioranza, presieduta a Montecitorio dal sottosegretario all'Economia Federico Freni. 

Sarà un pacchetto di emendamenti dell’esecutivo a dare forma alle modifiche. Uno di questi ripristinerà la cessione del credito e lo sconto in fattura per i lavori effettuati sugli immobili degli Iacp (case popolari) e delle onlus.

Il perimetro delle deroghe si allargherà al sismabonus: le due opzioni per usufruire dell’agevolazione riguarderanno tutti gli immobili che si trovano nei Comuni delle aree terremotate del Centro Italia, il cosiddetto cratere. Novità anche per i lavori in edilizia libera, come l’installazione di caldaie, infissi e pompe di calore: la cessione del credito e lo sconto in fattura saranno ancora possibili.

Un accordo vincolante

Ma a una condizione: la sottoscrizione di un accordo vincolante tra l’acquirente e l’installatore. Entrambi dovranno presentare un’autocertificazione per dimostrare che l’accordo è stato raggiunto prima del 16 febbraio, data scelta dal governo per lo stop alle due opzioni alternative alla detrazione dei bonus edilizi tramite la dichiarazione dei redditi.

Dal governo arriva il via libera anche alla soluzione per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate della cessione dei crediti relativa alle spese del 2022 e alle rate residue del 2020 e del 2021.

I termini per la presentazione della domanda alle Entrate scadono a fine mese: sarà possibile salvare i crediti ricorrendo allo strumento della remissione in bonis, pagando una sanzione di 250 euro e ottenendo un termine più ampio, fino al 30 novembre, per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

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