Bonus edilizi, ecco perché frodi e maxi costi hanno spinto il governo allo stop di cessione del credito e sconto in fattura
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Basta un numero per capire la portata del maxi sequestro di crediti legati ai bonus edilizi da 1,7 miliardi di euro messo in atto oggi dalla Guardia di Finanza di Avellino e Napoli. Secondo i dati presentati il 16 febbraio scorso al Senato dal Capo dell'Ufficio tutela Entrate della Guardia di Finanza Marco Thione, dal 15 novembre 2021 al febbraio 2023 le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro preventivo crediti di imposta per un totale di 3,7 miliardi di euro. Poco più del doppio di quanto vale da sola l'operazione di oggi.
Truffe, maxi costi e contabilità: perché il governo è intervenuto
Numeri colossali e che sono all'origine del brusco stop deciso dal governo all'utilizzo di cessione del credito e sconto in fattura, che avevano dato una spinta sostenziale alla corsa verso i bonus edilizi producendo però un costo enorme per le casse dello Stato. Un problema di sostenibilità per le casse pubbli…
MILANO - Basta un numero per capire la portata del maxi sequestro di crediti legati ai bonus edilizi da 1,7 miliardi di euro messo in atto oggi dalla Guardia di Finanza di Avellino e Napoli. Secondo i dati presentati il 16 febbraio scorso al Senato dal Capo dell'Ufficio tutela Entrate della Guardia di Finanza Marco Thione, dal 15 novembre 2021 al febbraio 2023 le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro preventivo crediti di imposta per un totale di 3,7 miliardi di euro. Poco più del doppio di quanto vale da sola l'operazione di oggi.
Truffe, maxi costi e contabilità: perché il governo è intervenuto
Numeri colossali e che sono all'origine del brusco stop deciso dal governo all'utilizzo di cessione del credito e sconto in fattura, che avevano dato una spinta sostenziale alla corsa verso i bonus edilizi producendo però un costo enorme per le casse dello Stato. Un problema di sostenibilità per le casse pubbliche, visto che ad oggi la mole di crediti che i cittadini vantano con lo Stato sfiora i 110 miliardi di euro, ma anche contabile, ed è il motivo che ha spinto l'esecutivo ad agire con urgenza.
Eurostat, l'istituto europeo di statistica che elabora i dati sui conti pubblici dei Paesi europei, ha infatti deciso di contabilizzare la quota di questi crediti riferibili ad operazione di cessione del crediti, circa 80 miliardi, nell'anno di svolgimento dei lavori e non al loro rimborso da parte dello Stato. Un cambio che ha fatto lievitare i disavanzi negli anni passati, alleggerendo quelli delll'anno in corso e dei prossimi, ma che avrebbe però rischiato di gravare ancora se il governo non avesse deciso lo stop.
I numeri dei sequestri effettivamente realizzati però coprono solo una parte del fenomeno fraudolento legato ai bonus. Come spiegato dal direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini all'inizio del mese "l’attività di analisi e controllo ha consentito all’Agenzia delle entrate e alla Guardia di Finanza di individuare un ammontare complessivo di crediti d’imposta irregolari pari a 9 miliardi".
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Le tipologie di truffe
È ancora Thione nel suo intervento a dettagliare le tipologie classiche di illeciti. Il principale riguarda ovviamente la dichiarazione di lavori fittizi volta solo ad incassare le relative detrazioni ma la Gdf evidenzia anche numerosi casi di interventi su immobili non ricondibili ai beneficiari della detrazioni. Molto significativo il numero di frodi legato alle cosiddette cessioni a catena, poi fortemente limitate dal governo, e che di fatto facendo passare il credito di mano in mano rendeva sempre più difficile una corretta verifica sulla correttezza dei lavori alla base.