Non è una pensione per donna: 8 su 10 sotto i mille euro
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - L’Italia ha speso 231 miliardi nel 2022 per pagare 17,7 milioni di pensioni, di cui il 13,6 milioni di natura previdenziale (77%) e 4 milioni (23%) di natura assistenziale, - senza cioè avere un corrispettivo di contributi versati - per un importo di 24,4 miliardi. Due pensioni su tre sono sotto i 1.000 euro (11,5 milioni), ma si sale al 79% se si tratta di donne. Il 21% degli assegni è sotto i 500 euro, per le donne siamo al 23,2%. Ecco i nuovi dati dell’Osservatorio Inps.
Le nuove pensioni nel 2022
L’anno scorso l’Inps ha liquidato 1.350.222 nuove pensioni e di queste quasi la metà (46,5%) di natura assistenziale. La nuova spesa è stata di 14,2 miliardi pari al 6,1% della spesa previdenziale complessiva dell’Italia.
Le pensioni previdenziali
Valgono 207 miliardi nel 2022. A conferma del fatto che le lavoratrici vanno in pensione di vecchiaia (con l’età: 67 anni) più che anticipata (con i contrib…
ROMA - L’Italia ha speso 231 miliardi nel 2022 per pagare 17,7 milioni di pensioni, di cui il 13,6 milioni di natura previdenziale (77%) e 4 milioni (23%) di natura assistenziale, - senza cioè avere un corrispettivo di contributi versati - per un importo di 24,4 miliardi. Due pensioni su tre sono sotto i 1.000 euro (11,5 milioni), ma si sale al 79% se si tratta di donne. Il 21% degli assegni è sotto i 500 euro, per le donne siamo al 23,2%. Ecco i nuovi dati dell’Osservatorio Inps.
Le nuove pensioni nel 2022
L’anno scorso l’Inps ha liquidato 1.350.222 nuove pensioni e di queste quasi la metà (46,5%) di natura assistenziale. La nuova spesa è stata di 14,2 miliardi pari al 6,1% della spesa previdenziale complessiva dell’Italia.
Le pensioni previdenziali
Valgono 207 miliardi nel 2022. A conferma del fatto che le lavoratrici vanno in pensione di vecchiaia (con l’età: 67 anni) più che anticipata (con i contributi: 41 anni e 10 mesi), il tasso di mascolinità delle pensioni di vecchiaia è solo del 37,6% mentre sale al 74% per le anticipate. Gli uomini prevalgono anche nelle pensioni di invalidità (64,7%) e inabilità (69,3%). Mentre sono solo il 12,4% delle pensioni ai superstiti.
Le pensioni assistenziali
Valgono 24,4 miliardi nel 2022. Per il 20% sono pensioni e assegni sociali di cui il 37% erogate a uomini. Per l’80% sono prestazioni agli invalidi civili, sotto forma di pensioni e/o indennità, di cui al 42% erogate a uomini. Poiché il 43% delle pensioni e assegni sociali hanno avuto origine da una pensioni di invalidità civile, ne consegue che l’88,5% di tutte le prestazioni assistenziali in Italia va agli invalidi, per un totale nel 2022 di 3,6 milioni.
L’età media alla decorrenza
Per le pensioni di vecchiaia è 64,4 anni (era 59,8 anni nel 2003). Per le pensioni di invalidità: 55 anni. Per le pensioni ai superstiti: 74,7 anni. Per le pensioni assistenziali: 69,2 anni.
La distribuzione territoriale
L’area geografica con la percentuale più alta di pensioni erogata è il Nord (48%), seguita dal Centro (19,3%) e Sud (30,7%). Il restante 2% (358.908 pensioni) pagato a soggetti residenti all’estero.
Gli importi dell’assegno
C’è una forte concentrazione nelle classi basse. Il 55,8% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Questa percentuale che per le donne raggiunge il 67,6% costituisce però solo un misura indicativa della povertà, perché molti pensionati incassano più di una pensione. Se prendiamo l’assegno di vecchiaia, per il 45% degli uomini oscilla tra 1.500 e 3 mila euro. In questa forchetta troviamo invece solo il 15% delle donne.