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Superbonus, per le villette il governo dà ancora più tempo: verso nuova scadenza al 30 settembre

(ansa)
Proroga di sei mesi per completare le spese e beneficiare dell'agevolazione al 110%. Più tempo per la cessione dei vecchi crediti: nuova scadenza al 30 novembre. Detrazioni spalmate in 10 anni 
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ROMA - La data da cerchiare in rosso è il 30 settembre. È la nuova scadenza su cui il governo sta ragionando per i proprietari delle villette che devono completare le spese per i lavori di ristrutturazione, continuando a beneficiare del Superbonus al 110%. Una proroga di sei mesi, non più di tre, come era stato ipotizzato fino a ieri. L'obiettivo dell'esecutivo è scongiurare il blocco dei lavori in corso perché il termine per effettuare le spese scade tra nove giorni, il 31 marzo. E così molti di questi lavori rischiano di restare incompiuti.

L'allungamento della proroga è in valutazione al ministero dell'Economia. Raccoglie le indicazioni, contenute in alcuni emendamenti, che sono arrivate negli scorsi giorni dai gruppi della commissione Finanze della Camera, dove è in corso l’esame del decreto approvato dal Consiglio dei ministri a metà febbraio per fermare l…

ROMA - La data da cerchiare in rosso è il 30 settembre. È la nuova scadenza su cui il governo sta ragionando per i proprietari delle villette che devono completare le spese per i lavori di ristrutturazione, continuando a beneficiare del Superbonus al 110%. Una proroga di sei mesi, non più di tre, come era stato ipotizzato fino a ieri. L'obiettivo dell'esecutivo è scongiurare il blocco dei lavori in corso perché il termine per effettuare le spese scade tra nove giorni, il 31 marzo. E così molti di questi lavori rischiano di restare incompiuti.

L'allungamento della proroga è in valutazione al ministero dell'Economia. Raccoglie le indicazioni, contenute in alcuni emendamenti, che sono arrivate negli scorsi giorni dai gruppi della commissione Finanze della Camera, dove è in corso l’esame del decreto approvato dal Consiglio dei ministri a metà febbraio per fermare la cessione del credito e lo sconto in fattura. La proroga, però, non è un liberi tutti. Riguarda, infatti, solo le spese relative ai lavori che sono già in stato di avanzamento, almeno al 30% alla data del 30 settembre dell’anno scorso. E questo è un paletto giudicato inamovibile per il Mef, che non è intenzionato a sconfessare il principio che ha guidato lo stop alla cessione dei crediti: contenere la spesa pubblica destinata ai bonus edilizi. Tra le novità potrebbe arrivare anche il recupero della detrazione del Superbonus in dieci anni, invece che in quattro. Una correzione per venire incontro ai redditi bassi, che hanno una capienza fiscale limitata e fanno fatica a recuperare il rimborso sull'Irpef in quattro anni. 

In Parlamento saranno ammesse solo poche modifiche. A sancire il perimetro delle correzioni è stata una lunga riunione che si è tenuta martedì mattina tra il governo e la maggioranza, presieduta a Montecitorio dal sottosegretario all'Economia Federico Freni. Sarà un pacchetto di emendamenti dell’esecutivo a dare forma alle modifiche. Uno di questi ripristinerà la cessione del credito e lo sconto in fattura per i lavori effettuati sugli immobili degli Iacp (case popolari) e delle onlus.

 

Il perimetro delle deroghe si allargherà al sismabonus: le due opzioni per usufruire dell’agevolazione riguarderanno tutti gli immobili che si trovano nei Comuni delle aree terremotate del Centro Italia, il cosiddetto cratere. Novità anche per i lavori in edilizia libera, come l’installazione di caldaie, infissi e pompe di calore: la cessione del credito e lo sconto in fattura saranno ancora possibili. Ma a una condizione: la sottoscrizione di un accordo vincolante tra l’acquirente e l’installatore. Entrambi dovranno presentare un’autocertificazione per dimostrare che l’accordo è stato raggiunto prima del 16 febbraio, data scelta dal governo per lo stop alle due opzioni alternative alla detrazione dei bonus edilizi tramite la dichiarazione dei redditi.

Dal governo arriva il via libera anche alla soluzione per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate della cessione dei crediti relativa alle spese del 2022 e alle rate residue del 2020 e del 2021. I termini per la presentazione della domanda alle Entrate scadono a fine mese: sarà possibile salvare i crediti ricorrendo allo strumento della remissione in bonis, pagando una sanzione di 250 euro e ottenendo un termine più ampio, fino al 30 novembre, per la presentazione della dichiarazione dei redditi.