Evergrande, piano per ristrutturare il maxi-debito del colosso in disgrazia. Ma gli analisti sono scettici
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Evergrande presenta un piano di ristrutturazione. Ma non c'e' molto da festeggiare. Il passo apre la strada alla ristrutturazione del debito offshore di 22,7 miliardi di dollari, parte di un passivo del gigante dell'immobiliare in disgrazia ben più grande di oltre 300 miliardi di dollari. Una mossa a lungo attesa per salvarsi da un collasso disordinato. La firma con i creditori dovrebbe arrivare entro fine marzo e la ristrutturazione potrebbe entrare in vigore dal 1° ottobre.
Il piano della società di Shenzhen prevede due opzioni per gli obbligazionisti: i creditori possono scambiare tutte le loro partecipazioni in nuove obbligazioni con scadenze da 10 a 12 anni, oppure "una combinazione di nuovo debito e strumenti legati alle azioni dell'unità di servizi immobiliari di Evergrande, della sua divisione di veicoli elettrici o del costruttore stesso", come scrive la stessa società. Ciò dovrebbe consent…
PECHINO - Evergrande presenta un piano di ristrutturazione. Ma non c'e' molto da festeggiare. Il passo apre la strada alla ristrutturazione del debito offshore di 22,7 miliardi di dollari, parte di un passivo del gigante dell'immobiliare in disgrazia ben più grande di oltre 300 miliardi di dollari. Una mossa a lungo attesa per salvarsi da un collasso disordinato. La firma con i creditori dovrebbe arrivare entro fine marzo e la ristrutturazione potrebbe entrare in vigore dal 1° ottobre.
Il piano della società di Shenzhen prevede due opzioni per gli obbligazionisti: i creditori possono scambiare tutte le loro partecipazioni in nuove obbligazioni con scadenze da 10 a 12 anni, oppure "una combinazione di nuovo debito e strumenti legati alle azioni dell'unità di servizi immobiliari di Evergrande, della sua divisione di veicoli elettrici o del costruttore stesso", come scrive la stessa società. Ciò dovrebbe consentire all'azienda di concentrarsi sul ritorno alle normali attività. Ma richiederà un finanziamento aggiuntivo di 250-300 miliardi di yuan per "garantire la consegna delle proprietà immobiliari", ha dichiarato la società in un comunicato. Molti analisti sono scettici. Oggi la New Energy Vehicle, filiale auto di Evergrande, ha annunciato che potrebbe dover interrompere la produzione di veicoli elettrici se non dovesse riuscire a ottenere nuovi finanziamenti.
Analisti: "I problemi non sono finiti"
"Se questo piano verrà approvato, temiamo che possa essere un cattivo esempio per altri costruttori che stanno valutando le loro proposte di ristrutturazione e che possa essere ancora più difficile per gli obbligazionisti recuperare i loro investimenti", ha commentato all'agenzia Reuters Sunny Jiang, di Haitong International Asset Management.
"La ristrutturazione non sembra risolvere il problema di generare liquidità attraverso l'attività immobiliare principale", ha dichiarato a Bloomberg Andrew Collier, amministratore delegato di Orient Capital Research. "Pechino sembra non essere disposta a incoraggiare - o costringere - le banche a concedere prestiti a Evergrande. Quindi i loro problemi non sono finiti".
Quando nel 2020 il Partito ha dato un giro di vite al settore immobiliare, Evergrande che per anni aveva contratto prestiti enormi non è riuscita a raccogliere abbastanza liquidità per rimborsare i creditori e i fornitori.
Alla fine del 2021 è stata dichiarata in default da Fitch Ratings sulle sue obbligazioni in dollari, scatenando una crisi nel settore immobiliare cinese che ha contribuito al rallentamento della crescita della seconda economia mondiale. Le vendite di immobili sono scese del 4% su base annua a gennaio e febbraio, anche se il ritmo della contrazione è migliorato dopo che Pechino ha presentato misure di sostegno. Subito dopo il default, il governo è infatti intervenuto per evitare un crollo disordinato dell'azienda.
Se Evergrande non riuscirà a portare avanti il piano di ristrutturazione, l'azienda potrebbe dover affrontare la procedura di liquidazione, già presentata da un investitore di una delle sue unità presso un tribunale di Hong Kong.