✕

Superbonus, dalle villette agli interventi sulle barriere architettoniche. Ecco come cambia (di nuovo) la normativa sui crediti

(ansa)
Iniziate le votazioni in commissione Finanze alla Camera, ma su alcuni aspetti c'è ancora del lavoro da fare: a cominciare dalla partita da 19 miliardi per sbloccare i crediti incagliati. Tutte le novità in arrivo
3 minuti di lettura

Rinvio al 30 settembre per effettuare le spese di ristrutturazione sulle villette ed incassare il credito fiscale al 110%, nel caso in cui si fosse già arrivati a completare il 30% dei lavori a settembre del 2022. Ripristino della cessione del credito e dello sconto in fattura per i lavori necessari ad eliminare le barriere architettoniche, ma anche per il sismabonus nell'area del cratere e per le case popolari. Più tempo per comunicare la cessione del credito maturato prima del 16 febbraio, quando il governo ha decretato lo stop alla vendita dei pacchetti, all'Agenzia delle Entrate nel caso in cui la cessione non venga perfezionata entro il 31 marzo: proroga della scadenza al 30 novembre, con il meccanismo della remissione che prevede il pagamento di una sanzione di 250 euro. Governo e Parlamento stanno ancora limando gli emendamenti al decreto sui crediti, ma su questi aspetti l'orientamento è de…

Rinvio al 30 settembre per effettuare le spese di ristrutturazione sulle villette ed incassare il credito fiscale al 110%, nel caso in cui si fosse già arrivati a completare il 30% dei lavori a settembre del 2022. Ripristino della cessione del credito e dello sconto in fattura per i lavori necessari ad eliminare le barriere architettoniche, ma anche per il sismabonus nell'area del cratere e per le case popolari. Più tempo per comunicare la cessione del credito maturato prima del 16 febbraio, quando il governo ha decretato lo stop alla vendita dei pacchetti, all'Agenzia delle Entrate nel caso in cui la cessione non venga perfezionata entro il 31 marzo: proroga della scadenza al 30 novembre, con il meccanismo della remissione che prevede il pagamento di una sanzione di 250 euro. Governo e Parlamento stanno ancora limando gli emendamenti al decreto sui crediti, ma su questi aspetti l'orientamento è definito. Resta invece aperta la questione dello smaltimento dei 19 miliardi di crediti incagliati, per i quali si attende una soluzione nei prossimi giorni. Vediamo come può cambiare, per l'ennesima volta, la normativa sul Superbonus e i crediti fiscali.

 

Le prime votazioni in commissione: edilizia libera e barriere architettoniche

In commissione Finanze alla Camera sono partite le prime votazioni sugli emendamenti e sono arrivati i via libera all'autocertificazione per i lavori in edilizia libera, così come lo sconto e la cessione garantiti per le barriere architettoniche. Nel primo caso significa che il committente e l'impresa potranno dichiarare (con una valenza penale) che lavori come la sostituzione di infissi e caldaie (che non prevedono una certificazione specifica e per questo sono in "edilizia libera") sono partiti prima del 16 febbraio, data di entrata in vigore del decreto che ha stoppato la cessione e lo sconto in fattura. Si possono così salvare sconti e cessioni anche per quegli interventi per i quali non si possono presentare bonifici parlanti, relativi al versamento di acconti. Sul secondo punto invece si interviene salvaguardando la cessione e lo sconto per gli interventi - che danno diritto a una detrazione del 75% - di superamento delle barriere architettoniche in edifici già esistenti. È stata tra l'altro accolta anche la richiesta dell'Ance di consentire l'integrazione della Cilas in caso di variante ai lavori, preservando però il regime di detrazione previsto al momento della presentazione del primo documento.

Il cratere sismico e le case popolari

Non ancora approvata, ma in buona posizione per arrivare alla quadra, è anche la salvaguardia delle cessioni per quel che riguarda i lavori del sismabonus nei Comuni colpiti dai terremoti dal 2009 in avanti e per quel che riguarda gli interventi degli Iacp (case popolari) e delle onlus. Dalla commissione dovrebbe anche arrivare un'interpretazione che mette fine al dibattito sollevato dall'Inps e finito anche in alcuni Tribunali e che riguarda la possibilità di compensare non solo i debiti tributari, ma anche quelli che riguardano i contributi previdenziali.

Le spese del 2022

Accantonato, per il momento, l'emendamento relativo alle spese del 2022. Su questo, come sugli altri nodi ancora da sciogliere, a partire dalla questione dei crediti incagliati, resta un accordo di massima per la presentazione delle proposte del governo entro venerdì sera, con l'avvio delle votazioni a partire da lunedì mattina per arrivare verosimilmente in Aula il 29 marzo. Per quel che riguarda le spese del 2022, l'indirizzo è consentire la comunicazione della cessione alle Entrate, fissata attualmente al 31 marzo, anche prima della conclusione dell'accordo. Un modo per allargare le maglie del termine e consentire di prenotare la cessione anche a chi ha maturato crediti l'anno scorso, ma non ha ancora trovato un acquirente. Si potrà poi accedere alla remissione in bonis, che consente di effettuare la comunicazione fino alla fine di novembre, versando 250 euro.

Sconti in dieci anni

Si attende una soluzione definitiva anche per allungare, da 4 a 10 anni, la fruibilità delle detrazioni sui crediti attivati fino alla fine di marzo (l'opzione va comunicata alle Entrate). La nuova misura dovrebbe operare in due direzioni: da una parte, le banche e le imprese che hanno acquistato i crediti avranno più tempo per spalmare la loro fruizione. Ma si studia l'estensione dell'opzione a dieci anni anche a chi ha maturato un credito e non riesce a cederlo. Visto l'importo dei lavori, oggi molti contribuenti con redditi bassi non avrebbero sufficiente capienza Irpef per cogliere le detrazioni, che invece sarebbero di nuovo sfruttabili ripartendo il credito su più annualità.

Le villette al 30 settembre

Viaggia invece verso il 30 settembre la proroga del termine (attualmente previsto al 31 marzo e ipotizzato in un primo momento al 30 giugno) per completare le spese sulle unifamiliari e sugli edifici indipendenti. Sempre a patto che al 30 settembre 2022 abbiano raggiunto il 30% dei lavori, clausola che ha permesso a questi interventi di conservare la detrazione al 110% anziché scendere - come per tutti i nuovi interventi da quest'anno - al 90%.

FAI LE TUE DOMANDE SUL SUPERBONUS: esperto.casa@repubblica.it

Le opzioni per i crediti incagliati

Sul punto, come detto, c'è ancora incertezza. L'intervento più strutturato è quello della proposta Abi-Ance che consentirebbe alle banche che hanno acquistato i crediti la compensazione via F24 delle imposte dovute dai loro correntisti. Ma il Mef, e in particolare la Ragioneria generale dello Stato, temono contraccolpi sulla liquidità: allo studio criteri più stringenti, che potrebbero portare a una selettività in questa facoltà, riservandola solo agli istituti che hanno già riempito il loro spazio fiscale oltre una certa soglia. Da parte delle associazioni dei costruttori c'è la disponibilità ad essere flessibili: la compensazione verrebbe utilizzata solo nei periodi in cui non creerebbe scompensi di liquidità al Tesoro.