Superbonus, svolta sui crediti. Le banche riprendono gli acquisti
di
Giuseppe Colombo
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di Giuseppe Colombo
(ansa)
Giorgetti trova una parziale soluzione per i 19 miliardi di sgravi fiscali incagliati. Al vaglio della Ragioneria due opzioni per sgonfiare la bolla
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ROMA - La moral suasion di Giancarlo Giorgetti è andata a buon fine. E già nei prossimi giorni è pronta a restituire quello che il ministro dell’Economia ha chiesto ai destinatari del suo messaggio nell’ultimo mese: le banche torneranno ad acquistare i crediti legati al Superbonus.
Arriva quindi l’intesa, dopo un braccio di ferro a colpi di numeri. Da una parte quelli tirati fuori dall’Abi per dimostrare l’impossibilità degli istituti di acquisire i crediti incagliati, per l’assenza di spazio fiscale. Dall’altra i dati dell’Agenzia delle Entrate, utilizzati dal governo per sostenere il contrario: c’è uno spazio di 7 miliardi all’anno, fin…
ROMA - La moral suasion di Giancarlo Giorgetti è andata a buon fine. E già nei prossimi giorni è pronta a restituire quello che il ministro dell’Economia ha chiesto ai destinatari del suo messaggio nell’ultimo mese: le banche torneranno ad acquistare i crediti legati al Superbonus.
Arriva quindi l’intesa, dopo un braccio di ferro a colpi di numeri. Da una parte quelli tirati fuori dall’Abi per dimostrare l’impossibilità degli istituti di acquisire i crediti incagliati, per l’assenza di spazio fiscale. Dall’altra i dati dell’Agenzia delle Entrate, utilizzati dal governo per sostenere il contrario: c’è uno spazio di 7 miliardi all’anno, fino al 2026. A cui va sommato quello delle assicurazioni: altri 10 miliardi. Anche loro torneranno a comprare i crediti.
Dal Tesoro trapela "soddisfazione" per "le risposte positive dei maggiori istituti finanziari". Non a caso. Lunedì, infatti, le banche e le compagnie che hanno già anticipato la propria disponibilità, lo faranno anche pubblicamente. Ma l’intervento non basta a sgonfiare la bolla da 19 miliardi dei crediti rimasti nei cassetti fiscali delle imprese edili e nelle tasche delle famiglie che non riescono a cederli. Sono gli “esodati” del Superbonus, che proprio Giorgetti cita, durante il question time al Senato, per annunciare l’arrivo imminente di "notizie positive".
Al vaglio della Ragioneria ci sono due misure, che chiamano in causa le banche: la possibilità di utilizzare gli F24 dei clienti per compensare i crediti e l’acquisto di titoli di Stato utilizzando sempre i crediti. Che, sottolinea il ministro dell’Economia, valgono 120 miliardi, "debito che lo Stato dovrà pagare nei prossimi anni". Un esborso per interventi che "interessano meno del 5% del patrimonio immobiliare esistente". Per il futuro "un dosaggio mirato di percentuali di detrazioni". Prima, però, bisogna sgonfiare la bolla.