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Superbonus, Brancaccio (Ance): "Risolvere crediti incagliati e voltare pagina. Servono fondi Ue per le case green, mirati per gli Stati con immobili più difficili da efficientare"

(ansa)
La presidente dei costruttori rassicurata dal governo: arriverà la misura che permetterà alle banche di tornare ad acquistare i pacchetti in pancia alle imprese. Sugli errori del passato: "Troppi improvvisati, ma è stata fatta pubblicità ingannevole"
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MILANO - Chiudere la partita sugli arretrati, "e voltare pagina". La presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, si dice "molto ottimista" sul fatto che davvero il governo trovi una soluzione per quei 19 miliardi di crediti incagliati: sono rimasti in pancia alle imprese (e anche a qualche famiglia) che hanno applicato lo sconto in fattura sui lavori edilizi, ma poi non sono riusciti a monetizzare i pacchetti di crediti maturati per la chiusura degli acquisti da parte delle banche. Entrando così in difficoltà sul fronte della liquidità. Ora gli istituti sono pronti a riprendere un po' di flussi d'acquisto, ed entro lunedì l'esecutivo presenterà un emendamento al dl crediti per oliare questo meccanismo.

FAI LA TUA DOMANDA: esperto.casa@repubblica.it

Presidente, con l'Abi avete chiesto di lasciar compensare i debiti dei correntisti con i crediti fiscali delle banche, attraverso gli F24. Per il Mef ci potre…

MILANO - Chiudere la partita sugli arretrati, "e voltare pagina". La presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, si dice "molto ottimista" sul fatto che davvero il governo trovi una soluzione per quei 19 miliardi di crediti incagliati: sono rimasti in pancia alle imprese (e anche a qualche famiglia) che hanno applicato lo sconto in fattura sui lavori edilizi, ma poi non sono riusciti a monetizzare i pacchetti di crediti maturati per la chiusura degli acquisti da parte delle banche. Entrando così in difficoltà sul fronte della liquidità. Ora gli istituti sono pronti a riprendere un po' di flussi d'acquisto, ed entro lunedì l'esecutivo presenterà un emendamento al dl crediti per oliare questo meccanismo.

FAI LA TUA DOMANDA: esperto.casa@repubblica.it

Presidente, con l'Abi avete chiesto di lasciar compensare i debiti dei correntisti con i crediti fiscali delle banche, attraverso gli F24. Per il Mef ci potrebbero esser problemi di cassa, crede si farà?

Sia il Mef che la Ragioneria hanno sollevato alcni dubbi, ma ci hanno anche rassicurato sul fatto che stanno responsabilmente lavorando con banche, assicurazioni e fondi per trovare una soluzione per liberare capacità fiscale e tornare ad acquistare. Sono ottimista perché abbiamo ricevuto la forte rassicurazione sul fatto che ci sia la volontà di risolvere il problema: c'è la consapevolezza di non lasciare a terra famiglie e imprese.

Non dovete fare autocritica anche voi: le imprese hanno dato per scontato di poter cedere crediti, ma come ha detto Giorgetti "non è un diritto"...

La verità sta nel mezzo. Sicuramente sono nate troppe imprese improvvisate. Fin dall'inizio l'Ance sosteneva che i crediti, ovvero soldi pubblici, dovessero andare a imprese esistenti da un minimo di anni. Non è stato fatto, almeno non fin da subito. Inizialmente, e per un anno e mezzo, con il bonus facciate e i primi incentivi era passato il messaggio che fosse tutto molto facile. Sicuramente ci sono stati improvvisati, chi ha fatto il passo più lungo della gamba. Ma in un certo senso è stata fatta una "pubblicità ingannevole" sulla possibilità di cedere sempre e comunque i crediti.

Improvvisati, ma anche truffatori come ci continua a dire la cronaca.

Mi faccia ringraziare Entrate e Gdf, perché le truffe che portano alla luce tutelano il lavoro delle imprese serie e oneste. Ricordiamo però che le frodi sono emerse soprattutto per i bonus che erano nati completamente deregolamentati, in primis quelle delle facciate.

Per la premier Meloni, dopo un "buco da 40 miliardi" per i bonus spegnerli è "responsabile". Cosa risponde?

Discutere ancora di questo è fuori luogo. Cerchiamo di sbloccare i crediti incagliati e finalmente parlare del futuro. La vicenda è diventata scontro politico, mentre io ricevo lettere di lavoratori che non percepiscono lo stipendio perché manca liquidità alle loro imprese. Prendiamoci la lezione per il futuro: servono misure accorte, con la qualificazione delle imprese, sostenibili per lo Stato ma attrattivi per i cittadini, in particolare quelli che non ce la fanno per incapienza o redditi bassi. E' stato un grande esperimento che è servito, anche perché l'Italia era in recessione ed è ripartita.

Alcune stime entusiastiche sugli effetti del Superbonus sono state smontate dall'Upb, per il quale non si ripaga affatto...

Il traino dell'edilizia al Pil dell'ultimo biennio è evidente, così come è vero che il bonus non sono l'unica ragione. Nessuna misura di sostegno può essere a costo zero, noi a partire dai casi empirici abbiamo stimato che un intervento di Superbonus generi un rientro immediato pari al 45% del suo valore. D'altra parte, se le entrate al Fisco sono state costantemente superiori al previsto e hanno consentito di coprire gli interventi sulle bollette, da qualche parte sono arrivate. E siamo certi che l'edilizia abbia avuto un suo ruolo.

In attesa della soluzione sui crediti, sono attese o già concordate altre modifiche. Come le giudica?

Ottime, sapevamo che il decreto crediti - nato anche per l'urgenza di stoppare gli acquisti degli enti locali - sarebbe stato perfezionato. Molto bene salvaguardare lo sconto e la cessione per le aree del sisma e le case popolari, così come il sismabonus acquisti che dà maggiori certezze a chi ha fatto investimenti importanti.

Veniamo al futuro: la Ue ci chiede case green, quali sono le vostre richieste?

Con il Superbonus abbiamo centrato il numero di interventi che ci consentirebbe di arrivare agli obiettivi europei del 2050. Ma sicuramente non è sostenibile farlo con il 110%.

E quindi, come fare?

Ci servono fondi europei, perché a costo zero non si fa la transizione ecologica. Il governo si deve battere, in questa fase di dialogo tra istituzioni Ue, perché vengano previsti fondi che accompagnino gli interventi. E che siano strutturati in modo da dare di più ai Paesi che hanno un patrimonio immobiliare con caratteristiche tali da richiedere maggiori investimenti. Poi serve flessibilità nelle tappe intermedie. E, dal punto di vista interno, il governo deve dare strumenti e regole uranistiche certe: sulla demolizione e ricostruzione, ad esempio, siamo stati fermi per anni.