Superbonus, Poste e Unicredit riaprono all’acquisto dei crediti
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - La lista è al ministero dell’Economia, sulla scrivania di Giancarlo Giorgetti. È una lista con nomi e numeri. Fondamentali, seppure non sufficienti, a salvare gli “esodati” del Superbonus. I diretti interessati usciranno allo scoperto a partire da lunedì, ma quel che conta per il governo è aver incassato la loro disponibilità a riattivare gli acquisti dei crediti incagliati. Liberando così le imprese edili e le famiglie da un fardello che non riescono a cedere.
ROMA - La lista è al ministero dell’Economia, sulla scrivania di Giancarlo Giorgetti. È una lista con nomi e numeri. Fondamentali, seppure non sufficienti, a salvare gli “esodati” del Superbonus. I diretti interessati usciranno allo scoperto a partire da lunedì, ma quel che conta per il governo è aver incassato la loro disponibilità a riattivare gli acquisti dei crediti incagliati. Liberando così le imprese edili e le famiglie da un fardello che non riescono a cedere.
Unicredit ha rilevato crediti per 5 miliardi prima di fermare le operazioni, lo scorso novembre: ha raggiunto la massima capacità fiscale, senza però andare oltre. Sta gestendo le pratiche attive e parallelamente sta lavorando per avviare la quarta cessione. In questo modo libererà spazio per acquisire nuovi crediti, andando così ad assorbire una parte di quelli rimasti nei cassetti fiscali delle imprese.
Da Banco Bpm arriva "una cauta apertura a nuove operazioni" perché, ricorda l’istituto, sono stati già assunti "impegni all’acquisto di crediti fiscali già sottoscritti". ll plafond è di 4 miliardi, ma tra acquisti (2,5 miliardi) e impegni (1,5 miliardi), lo spazio fiscale è di fatto saturo. Nuove operazioni di acquisto, quindi, saranno di fatto possibili solo se qualcuno ritirerà la pratica.
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