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Mutui, rate, abbonamenti e microprestiti: gli italiani hanno perso il controllo dei propri debiti

Le spese in abbonamenti e per le formule di acquisto "prendi subito paghi dopo" rischiano di far perdere il controllo dei propri conti
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ROMA - Sono tantissimi, ma quantificarli è impossibile: non esistono cifre ufficiali e del resto, chi si trova in questa situazione, a volte fatica a raccontarlo in famiglia, figurarsi ai media. Sono i sovraindebitati: cittadini che si ritrovano con troppe rate da pagare e non riescono a onorare gli impegni presi con banche e finanziarie. Mutui, prestiti per un'auto, un frigo, ristrutturazioni, bollette di luce e gas, ma anche imprevisti della vita.

A questo si aggiungono due zavorre tipiche dell'era digitale: la subscription economy, cioè gli abbonamenti che sottoscriviamo per guardare film, serie Tv, calcio, ascoltare musica e tanto altro; e il "Buy now pay later", microprestiti, spesso a tasso zero e attivabili in pochi secondi, che si usano per comprare soprattutto online.

ROMA - Sono tantissimi, ma quantificarli è impossibile: non esistono cifre ufficiali e del resto, chi si trova in questa situazione, a volte fatica a raccontarlo in famiglia, figurarsi ai media. Sono i sovraindebitati: cittadini che si ritrovano con troppe rate da pagare e non riescono a onorare gli impegni presi con banche e finanziarie. Mutui, prestiti per un'auto, un frigo, ristrutturazioni, bollette di luce e gas, ma anche imprevisti della vita.

A questo si aggiungono due zavorre tipiche dell'era digitale: la subscription economy, cioè gli abbonamenti che sottoscriviamo per guardare film, serie Tv, calcio, ascoltare musica e tanto altro; e il "Buy now pay later", microprestiti, spesso a tasso zero e attivabili in pochi secondi, che si usano per comprare soprattutto online.

In questa giungla di micro-pagamenti e rate più o meno corpose è facile perdere il controllo dei propri conti. E con la Bce che continua ad alzare i tassi di interesse, lo scenario non è dei più rosei.

Alcune informazioni preziose sul fenomeno provengono dal progetto Riparto, promosso dal Movimento consumatori (Mc) e Acli e cofinanziato dal ministero del Lavoro. Concluso da poco, in due anni Riparto ha intercettato quasi 2500 sovraindebitati in tutta Italia tra singoli consumatori e microimprese, spesso risolvendo i loro problemi attraverso piani di ristrutturazione debiti, proposte di concordato minore o liquidazione controllata del debito.

Gli strumenti ci sono, ma bisogna conoscerli. E trovare chi è disposto ad aiutare senza scopo di lucro. "È una sorta di mondo sommerso - spiega il segretario generale di Mc Alessandro Mostaccio - fatto di persone ben note alle finanziarie, a volte alle Caritas, ma non allo Stato. La buona notizia è che la riforma della direttiva Ue sul credito al consumo prevede che l'Italia si doti di un servizio di consulenza sul debito, gratuito e imparziale".

Due anni di sportello hanno consentito di tracciare un identikit del sovraindebitato medio: maschio, tra i 36 e i 55 anni, con un diploma di scuola superiore e residente nelle città del centro-sud. Ma l'aspetto più interessante è forse quello lavorativo: non parliamo di precari né di autonomi (che ci sono, ma restano una minoranza) ma di dipendenti a tempo indeterminato o pensionati. "Può sembrare sorprendente ma non lo è - continua Mostaccio - , stabilizzati e pensionati accedono più facilmente al credito, ma chi si è rivolto a noi aveva comunque salari da 900/1000 euro, magari già con una cessione del quinto in corso".

E non mancano i datori di lavoro che concedono addirittura la cessione del doppio quinto, cioè del 40% del salario. Perché ci si indebita? I dati Mc/Acli dicono che il 60% lo fa per acquistare beni mobili (auto, tv, tecnologia). Seguono a larga distanza (11%) le spese legate alla casa, come affitti o utenze, e i mutui immobiliari (10%). I principali creditori sono banche (33%), finanziarie (22%) e al terzo posto c'è lo Stato con l'Agenzia delle entrate (20%).

Stefano Cherti, responsabile economia per Unione nazionale consumatori e docente di diritto bancario a Cassino, pone l'accento sulle micro-spese fisse: "Basta sommare gli abbonamenti a Spotify, Netflix, Amazon Prime e Dazn per sfiorare i 100 euro mensili. In una famiglia con un mutuo e un paio di prestiti in corso, si fa presto a sovraindebitarsi. E il buy now pay later (Bnpl) utilizzato dalla maggior parte dell'e-commerce non fa che aumentare i rischi".

Secondo Bankitalia, che cita dati Crif, questo prestito facile sta avendo un successo enorme: in Italia il tasso di crescita annuo è del 134%. Il problema è quando il creditore non riesce a restituire la somma in tempo: le commissioni applicate in questi casi raggiungono persino il 25% del valore della merce acquistata. E tra il 2020 e il 2021 in Italia il tasso di insolvenza su prestiti Bnpl è quasi raddoppiato. Erano i primi scricchiolii.