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Credit Suisse, si dimette il presidente della banca saudita che ha scatenato il crollo del colosso svizzero

(afp)
Ammar Al Khudairy, presidente della Saudi national bank, aveva detto: "Assolutamente no" a chi chiedeva se avrebbero potuto iniettare altro capitale in Credit Suisse. Da lì la sfiducia dei mercati e una perdita da 1 miliardo per la sua azienda
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E' in qualche modo il responsabile dell'avvitarsi della crisi del Credit Suisse, che è finita salvata dall'arcirivale Ubs. E oggi paga il conto: difficile non vedere un nesso tra le dimissioni del presidente della Saudi National Banks, il principale azionista dell'istituto elvetico, Ammar Al Khudairy, e quanto avvenuto negli ultimi giorni assai convulsi.

Per chiarire il legame bisogna riavvolgere il nastro al 15 marzo, quando nel flusso di notizie che popolano i monitor dei trader di tutto il mondo arriva l'intervista rilasciata alla televisione di Bloomberg proprio da Al Khudairy. In particolare la sua risposta: "Assolutamente no" alla domanda se mai la Snb avrebbe iniettato altro capitale nella banca svizzera, qualora gli fosse richiesto. Il presidente ha poi argomentato dicendo che c'erano questioni regolamentari a impedire la salita oltre il 10%, oltre al fatto che non credeva ci fosse stato bisogno di equity fresca. Ma ormai il buoi…

E' in qualche modo il responsabile dell'avvitarsi della crisi del Credit Suisse, che è finita salvata dall'arcirivale Ubs. E oggi paga il conto: difficile non vedere un nesso tra le dimissioni del presidente della Saudi National Banks, il principale azionista dell'istituto elvetico, Ammar Al Khudairy, e quanto avvenuto negli ultimi giorni assai convulsi.

Per chiarire il legame bisogna riavvolgere il nastro al 15 marzo, quando nel flusso di notizie che popolano i monitor dei trader di tutto il mondo arriva l'intervista rilasciata alla televisione di Bloomberg proprio da Al Khudairy. In particolare la sua risposta: "Assolutamente no" alla domanda se mai la Snb avrebbe iniettato altro capitale nella banca svizzera, qualora gli fosse richiesto. Il presidente ha poi argomentato dicendo che c'erano questioni regolamentari a impedire la salita oltre il 10%, oltre al fatto che non credeva ci fosse stato bisogno di equity fresca. Ma ormai il buoi sono scappati e la seduta di Borsa del Credit Suisse terminerà con un -24% e nuovi minimi storici per l'azione.

Saudit National Banks è entrata nel Credit Suisse alla fine del 2022, quando la banca svizzera - dopo una teoria di scandali, dimissioni, piani di rilancio e inciampi su investimenti arditi tipo Greensill o Archegos - ha raccolto 4 miliardi sul mercato. In quel frangente la Snb ha messo sul piatto 1 miliardo e mezzo, al suo fianco anche il Qatar. Con quella fiche, la Snb è diventata il primo azionista con il 9,9% dell'istituto elvetico. Peccato che con le parole di Al Khudairy si "sia sparata da sola sui piedi", come ha detto un trader qatariota alla Cnbc.

In effetti, l'avvitarsi della situazione e l'intervento d'urgenza di Ubs, che si è comprata la rivale con un assegno da 3,2 miliardi, ha implicato una svalutazione della quota della Snb: si parla di 1 miliardo volatilizzato per due parole dette male. D'altra parte, quando Snb è entrata con l'aumento di capitale l'azione di Credit Suisse era valutata 3,82 franchi, mentrre il concambio con Ubs pone l'asticella a 0,76 franchi per azione. Sempre meglio che niente, come quel che è toccato ai sottoscrittori dei famosi bond At1 della banca svizzera, completamente azzerati nel processo di salvataggio: ora si aspettano cause legali su questa partita.

Le motivazioni sono arrivate per "motivi personali" e al suo posto salirà il ceo Saeed Mohammed Al Ghamdi. Al Khudairy, classe 1963, ha un curriculum da uomo della finanza saudita. La Snb è controllata al 37% dal fondo sovrano saudita, ma l'ormai ex presidente ha alle spalle molti ruoli di punta nella finanza saudita. E' stato anche presidente per Goldman Sachs e Jp Morgan per l'Arabia Saudita e ha fondato asset manager a Riyad e Dubai.