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Gli anticorpi ai rischi nei bilanci delle banche europee

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Ora che sui mercati s'intravede il punto di caduta delle crisi bancarie di marzo si può tentare un bilancio che sia anche viatico. Dei nuovi equilibri, turbati dal superpolo svizzero Ubs-Credit Suisse che snobba l'Antitrust e si staglia come "banca dei ricchi" globale: un profilo che può riaccendere le fusioni, sopite nel 2022. Dei rischi di crisi del settore europeo, mai stato così solido nei fondamentali e forte di una raccolta ben più resiliente: ma qualche crisi bancaria, quando la marea della liquidità si ritira, c'è sempre. Dell'approccio delle vigilanze, sorprese dal primo digital bank run della storia, ma determinate nel tamponare ogni falla evitando contagi e perdite sui depositi.

Il superpolo svizzero rilancia le fusioni?

La crisi di Credit Suisse ha avuto l'esito più scontato. In un fine settimana le autorità svizzere hanno arginato la crisi di liquidità e fiducia dei clienti in u…

Ora che sui mercati s'intravede il punto di caduta delle crisi bancarie di marzo si può tentare un bilancio che sia anche viatico. Dei nuovi equilibri, turbati dal superpolo svizzero Ubs-Credit Suisse che snobba l'Antitrust e si staglia come "banca dei ricchi" globale: un profilo che può riaccendere le fusioni, sopite nel 2022. Dei rischi di crisi del settore europeo, mai stato così solido nei fondamentali e forte di una raccolta ben più resiliente: ma qualche crisi bancaria, quando la marea della liquidità si ritira, c'è sempre. Dell'approccio delle vigilanze, sorprese dal primo digital bank run della storia, ma determinate nel tamponare ogni falla evitando contagi e perdite sui depositi.

Il superpolo svizzero rilancia le fusioni?

La crisi di Credit Suisse ha avuto l'esito più scontato. In un fine settimana le autorità svizzere hanno arginato la crisi di liquidità e fiducia dei clienti in uscita dal gruppo. All'altare, con dote statale miliardaria, è arrivata Ubs, che, ha scritto il patron di Algebris Davide Serra, "in una notte ha aumentato il suo Nav del 70%". L'affare della vita: solo l'attività commerciale svizzera della preda, di possibile scorporo dato che il polo avrà il 30% del segmento, è stimata dagli operatori fino a 15 miliardi. Nelle gestioni, poi, GlobalData stima che il gruppo avrà il 6,2% del mercato mondiale degli High net worth con almeno un milione di fondi e gestirà quasi 4.000 miliardi di dollari, un leader in Medio Oriente, Sud Est Asia, Sud America (e terzo in Europa). "Nasce una superpotenza che potrebbe dominare le gestioni globali causando grandi problemi di concorrenza", segnala Andrew Haslip di GlobalData. Dalle mosse di Ubs-Cs in un segmento tra i più lucrosi dipenderanno le risposte dei rivali europee del "club dei 1.000 miliardi" di masse gestite: Amundi, Allianz, Axa, Bnp Paribas, Intesa Sanpaolo (che anni fa l'occhio sul Credit Suisse l'aveva buttato).

Forse verranno nuove concentrazioni, anche per arginare i problemi di qualche intermediario, che a fronte del rialzo brusco dei tassi in molti preconizzano. Le crisi di Svb, Signature Bank, Silvergate, Credit Suisse hanno in comune la carenza di liquidità dopo la carenza di fiducia dei clienti. Ma in Europa i rapporti con i clienti sono diversi, e migliori, malgrado i fondi nazionali di tutela dei depositi si limitano a 100 mila euro, meno dei 250 mila dollari degli Usa. L'Europa è il paradiso della raccolta bancaria, centrata sui piccoli depositi "garantiti" e poco sui grandi, o sui bond. Svb è saltata perché aveva, oltre che un business quasi tutto sulle start up tecnologiche, un 94% di depositi unsecured oltre i 250 mila euro, ritirati con pochi clic forzando la banca a cedere titoli Usa in minusvalenza per i rialzi dei tassi. Anche i facoltosi clienti di Credit Suisse, tutelati fino a 100 mila franchi, hanno levato le tende dopo la pasticciata esternazione dei soci sauditi sul capitale.

In Europa oltre due terzi della raccolta è nei depositi, in gran parte delle famiglie. Il settore ha circa 3 mila miliardi di euro di liquidità oltre i minimi regolamentari, a fronte di circa 12 mila miliardi di depositi e 1.000 miliardi di bond governativi a valore di mercato, liquidabili senza perdite. "Non vediamo rischi di contagio sulle banche europee: non ci sono istituti quotati con modelli di business e raccolta simile alle banche regionali fallite negli Usa, e anche Credit Suisse è una chiara eccezione", ha scritto S&p. Giorni fa Kepler Cheuvreux ha analizzato le reazioni sulla liquidità in Europa dopo la crisi di marzo e il rialzo di 50 punti base dei tassi Bce "Nel complesso non ci sono state modifiche di rilievo, neanche nel passaggio dei rincari ai clienti". Il pass-through rate, che indica la quota dei rialzi di tassi trasmessa ai correntisti, è del 7% medio e con grandi differenze: il 2% per l'Italia, il 15% in Francia, il 28% in Svizzera, oltre il 55% in Svezia e Norvegia. "Nel primo trimestre 2023 stimiamo un passaggio lento dei rincari sui depositi, ciò porta a prevedere un altro risultato forte dei margini d'interesse bancari", conclude Kepler, che mantiene il giudizio "sovrappesare". In Italia, l'Abi ha censito 1.787 miliardi di depositi e 211 miliardi di bond nella raccolta di febbraio, lo 0,6% meno di gennaio e il 25% più di tre anni fa. A febbraio le banche Abi pagavano sui conti correnti lo 0,21% medio, con un tasso Bce al 3,5%. A ciò si aggiungono i "decisi incrementi del capitale bancario dal 2007-2008" e la "qualità degli attivi significativamente migliorata, con Npe ratio medio sotto il 4%" ha scritto Equita in uno studio, secondo cui il settore "è ben equipaggiato per fronteggiare un deterioramento macro". Per Equita, che ha un giudizio "neutrale", il rialzo dei tassi farà convergere le banche italiane su una redditività (Rote) del 10%.

Un caso di scuola per le vigilanze bancarie

Quel che deve preoccupare di più è il nuovo formato delle crisi bancarie: un mix tra tech e social che, pur con tutte le differenze dei sistemi di Usa, Svizzera, Europa (e gli arbitraggi che ne derivano) andrà studiato. Svb era il 16° istituto degli Usa con oltre 200 miliardi di attivi, ma in un solo giorno ha avuto richieste di rimborso per 42 miliardi, tutto per via digitale. Le riflessioni sono partite per conoscere meglio, ha detto il presidente dell'Eba Jose Manuel Campa, "la trasmissione dei tassi ai depositi e la loro mobilità di breve". Le banche centrali dovranno saper discernere meglio il passivo delle banche, tra depositi garantiti e non, conti digitalizzati e giacenze più "dormienti". Per l'Europa, poi, ci sarebbe il famigerato pilastro mancante Edis, chiamato dal 2015 a mutualizzare i rischi sui depositi. Ne hanno richiamato l'utilità sia il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, all'evento di Affari & Finanza, sia il presidente della vigilanza Andrea Enria all'Europarlamento. Ma finché i Paesi del Nord non vorranno dividere i rischi con gli altri, quel pilastro resterà un auspicio.