New York - Elon Musk ha detto che Twitter vale venti miliardi di dollari. La notizia potrebbe non suscitare particolari reazioni, se non ci fosse un particolare: il sudafricano ha comprato a ottobre il social, pagandolo più del doppio del suo attuale valore, 44 miliardi.
La email che il miliardario ha mandato ai suoi dipendenti rappresenta l’ammissione del grande flop dell’operazione. Nel messaggio interno, che sarebbe dovuto restare riservato, il proprietario di Twitter ha offerto ai dipendenti la partecipazioni agli utili e l’assegnazione di azioni di X Holding, la società attraverso la quale Musk ha acquistato il social. Il programma di “share grant” valuta la piattaforma venti miliardi di dollari, vicino alla capitalizzazione di Snap, 18,2 miliardi, e del social network Pinterest, valutato 18,7.
Musk ha confermato che la compagnia resta in precarie condizioni finanziarie e ammesso che è stato a un passo dal finire senza liquidità. L’agenzia Afp, attraverso la email dedicata ai media, aveva chiesto chiarimenti ma Twitter ha generato unar risposta in automatico, sempre via email, in cui compariva un emoji a forma di escrementi. La scelta poco elegante sarebbe stata dettata dallo stesso Musk, che non ha un buon rapporto con i media.
Se il rischio di una crisi sia dissolto, non è chiaro, considerato che il proprietario del social per mesi ha continuato a magnificare i dati e le interazioni, e parlato di corsa dei gli inserzionisti a comprare spazi pubblicitari sulla piattaforma, quando in realtà le indicazioni indicavano il contario: con l’arrivo del più gronde trollatore della rete, simpatizzante di Donald Trump, di Vladimir Putin, e difensore della libertà d’espressione verso razzisti, haters, novax e cospirazionisti, molte compagnie pubblicitarie hanno sospeso le loro campagne su Twitter.
Musk ha spiegato ai dipendenti che il licenziamento in massa dei lavoratori, passati in pochi mesi da settemila a meno di duemilacinquecento, è stato necessario per salvare i conti. La compagnia, ha aggiunto, rischiava di perdere tre miliardi di dollari l’anno. Ma questo taglio senza precedenti ha finito per decapitare i dipartimenti a cui spettava il controllo della sicurezza della piattaforma, della raccolta dati degli utenti. Da quando Musk ha preso il controllo, Twitter appare un sistema gruviera, perforabile, è andato in tilt numerose volte, moltiplicando i dubbi sulla capacità di Musk di gestire il social. “Twitter - ha scritto il proprietario nella email - si sta riprendendo rapidamente”. Ma non sono molti quelli pronti a credergli.
Il presente, intanto, si presenta oscuro. Twitter ha presentato una denuncia in tribunale contro ignoti, dopo la messa online, l’anno scorso, dei codici base riservati del social. I dati erano stati pubblicitati sulla piattaforma della compagnia GitHub Inc, che poi li ha tolti, ma per mesi, secondo la denuncia presentata al distretto federale del Nord dell California, sono rimasti visibili a chiunque. Musk vuole scoprire chi, tra i suoi manager, o ex, ha messo in piazza quelle informazioni.