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Fondi pensione, rendimenti e previsioni: quanto sono buoni per il risparmiatore

I prodotti che hanno già raggiunto questo arco di tempo spesso hanno rendimenti dimezzati rispetto a quanto avevano fatto guadagnare in dieci anni, soprattutto gli azionari
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Lo scorrere del tempo fa un brutto effetto sui fondi pensione. Gli ultimi dati resi noti dalla Covip mostrano rendimenti in forte calo, per gli azionari e in misura minore per buona parte dei bilanciati, quando si allarga l'orizzonte dagli ultimi 10 agli ultimi 20 anni (a fine 2022). Va detto che la maggior parte dei fondi pensione ha ancora meno di vent'anni, quindi abbiamo per ora solo pochi dati disponibili in un tempo così lungo. Ma quelli che abbiamo sono sorprendenti: i fondi azionari vedono un drastico ridimensionamento dei rendimenti medi annui, a volte più della metà rispetto al dato degli ultimi dieci anni. In qualche altro caso, il crollo è verticale. Con "Rivalutazione azionaria" del fondo Previd-System di Intesa si passa da un rendimento medio annuo del 7,62% a uno del 3,32%. E il Fondo aperto Giustiniano della stessa Intesa passa dall'8,54% al 4,03%. Plurifonds Activities Vita di Itas precipita dal 5,86% degli ultimi diec…

Lo scorrere del tempo fa un brutto effetto sui fondi pensione. Gli ultimi dati resi noti dalla Covip mostrano rendimenti in forte calo, per gli azionari e in misura minore per buona parte dei bilanciati, quando si allarga l'orizzonte dagli ultimi 10 agli ultimi 20 anni (a fine 2022). Va detto che la maggior parte dei fondi pensione ha ancora meno di vent'anni, quindi abbiamo per ora solo pochi dati disponibili in un tempo così lungo. Ma quelli che abbiamo sono sorprendenti: i fondi azionari vedono un drastico ridimensionamento dei rendimenti medi annui, a volte più della metà rispetto al dato degli ultimi dieci anni. In qualche altro caso, il crollo è verticale. Con "Rivalutazione azionaria" del fondo Previd-System di Intesa si passa da un rendimento medio annuo del 7,62% a uno del 3,32%. E il Fondo aperto Giustiniano della stessa Intesa passa dall'8,54% al 4,03%. Plurifonds Activities Vita di Itas precipita dal 5,86% degli ultimi dieci anni al 2,73% degli ultimi 20. Azionario Europa di Sella passa dal 6,32% al 2,98% medio annuo. Dinamica azionaria internazionale di Unicredit-Allianz crolla dal 7,25% a un molto meno brillante 2,74%. Stessa sorte tocca a Formula lavoro previdenza capitalizzata, di Vittoria assicurazioni, un azionario passato da un brillante 6,37% a un modesto 2,57%. Zurich Contribution linea "Dinamica" (azionaria) scende dal 6,61% al 3,58%. L'altro azionario di Zurich, Zed Omnifund, passa dal 6,77% al 2,65% medio annuo.

Dati eclatanti a 20 anni

Per i nuovi Pip assicurativi, che hanno una storia più recente, solo in pochissimi casi si hanno i dati a 20 anni. Ma quei pochi sono eclatanti. Ad esempio, Italiana linea futuro di Compagnia italiana di previdenza precipita da un rendimento medio annuo del 4,92% degli ultimi dieci anni a uno dello 0,97% a vent'anni, assai più basso della maggioranza delle altre tipologie di Pip (bilanciati e obbligazionari), e persino meno dei "garantiti". Per Linea futuro di Reale si passa dal 5,02% medio annuno nel decennio a un troppo modsto 1,08% a venti. La linea azionaria di Genertel, Lva azionario previdenza, mostra una performance simile a quella dei fondi pensione aperti, passando dal 7,39% al 2,96% medio annuo. Per i Fondi pensione negoziali azionari, i dati a 20 anni non sono ancora disponibili. Per quel poco che si vede (un solo azionario) si manifesta lo stesso trend, passando dagli ultimi dieci agli ultimi vent'anni: Espansione di Fondosanità crolla dall'8,31% medio annuo al 3,78%.

La costante sembra essere, a prima vista, il contenuto azionario più o meno elevato. Tanto che, in generale, anche i risultati a vent'anni delle linee bilanciate vedono ridurre il rendimento medio annuo. Ad esempio il Pip bilanciato di Compagnia italiana di previdenza, Italiana linea di equilibrio, passa dal 3,79% negli ultimi dieci anni al 2,07% nei venti. Il fondo chiuso bilanciato (di matrice negoziale) di Fondenergia passa dal 5,20% al 4,00%. Quello di Fondosanità scende dal 4,14% al 2,84%. Tra i fondi aperti, un bilanciato Esg di Amundi cala da 5,47 al 3,87%, un altro dal 6,95 al 4,17%. Alcuni bilanciati hanno perso meno: Arca Rendita sostenibile è calato dal 4,0 al 3,2%. Ma gli altri due bilanciati di Arca hanno perso di più: Crescita sostenibile dal 5,90% al 3,0%; Alta crescita sostenibile dal 7,60 al 2,40. Per quanto riguarda gli obbligazionari, la situazione è più variegata. Di solito nel passaggio dai dieci ai vent'anni c'è un leggero miglioramento: Unicredit Sicura passa dallo 0,58 all'1,20%, Tranquilla dal 2,83 al 2,97%. Un obbligazionario misto di Unipol passa dal 2,6% al 2,86% ma l'altro invece scende dal 3,71 al 2,97%. Un obbligazionario puro di Cattolica, Monetario globale, sale da un modestissimo 0,60% dell'ultimo decennio all'1,15% nei vent'anni. L'altro scende da 2,46 al 2,24%.

Il confronto con il Tfr

Ma troppi fondi pensione rendono davvero poco rispetto al Tfr, che non presenta alcun rischio. Tra il 2001 e il 2021 ha reso in media il 2,3%, mentre non è ancora disponibile il dato Covip che termina al 2022, che certo sarà più alto. Negli negli ultimi cinque anni poi ha battuto ogni singola categoria, dall'alto del suo 3,3% medio annuo dell'ultimo quinquennio. Il miglior risultato lo fanno anche a cinque anni le gestioni azionarie, con un rendimento medio annuo intorno al 2%. Ma stanno anche loro. abbondantemente, sotto il Tfr. Un campanello d'allarme, anche se è vero che 20 anni sono, per i fondi pensione, solo la metà della loro vita.