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La minaccia dell'intelligenza artificiale generativa: 300 milioni di posti a rischio nelle maggiori economie mondiali

(afp)
Lo studio Goldman Sachs: un quarto dei posti di lavoro negli Usa e in Europa potrebbe essere automatizzato. Ma la tecnologia porterebbe a una crescita del prodotto interno lordo globale del 7%
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MILANO - L'intelligenza artificiale generativa, cioè la tecnologia che consente all'intelligenza artificiale di produrre contenuti nuovi e originali, testuali o visuali, potrebbe portare all'automazione di un quarto dei posti di lavoro negli Stati Uniti e nell'area euro. È quanto mette in evidenza uno studio realizzato da Joseph Briggs e Davesh Kodnani di Goldman Sachs citato dal Financial Times, secondo cui considerando le principali economie mondiali l'intelligenza artificiale generativa potrebbe colpire fino a 300 milioni di posti di lavoro.

Allo stesso tempo, evidenziano gli autori dello studio, la tecnologia porterebbe a un balzo della produtt…

MILANO - L'intelligenza artificiale generativa, cioè la tecnologia che consente all'intelligenza artificiale di produrre contenuti nuovi e originali, testuali o visuali, potrebbe portare all'automazione di un quarto dei posti di lavoro negli Stati Uniti e nell'area euro. È quanto mette in evidenza uno studio realizzato da Joseph Briggs e Davesh Kodnani di Goldman Sachs citato dal Financial Times, secondo cui considerando le principali economie mondiali l'intelligenza artificiale generativa potrebbe colpire fino a 300 milioni di posti di lavoro.

Allo stesso tempo, evidenziano gli autori dello studio, la tecnologia porterebbe a un balzo della produttività che dovrebbe fare crescere il prodotto interno lordo globale del 7% in un arco di dieci anni.  Nella maggior parte del casi - sottolinea l'Ft  - meno della metà delle mansioni svolte potrebbe essere automatizzata, lasciando comunque più tempo ai lavoratori  per svolgere attività più produttive.

Nel dettaglio, questo tipo di scenario si applicherebbe al 63% della forza lavoro, un 30% resterebbe non toccato, mentre per il 7% dei lavoratori l'intelligenza artificiale generativa potrebbe svolgere più della metà delle loro mansioni. Si tratta, rileva ancora il quotidiano, di stime più prudenti rispetto a quelle di altri studi accademici.

Un documento pubblicato la scorsa settimana da OpenAI, l'azienda proprietaria di GPT-4, ha rilevato che l'80% della forza lavoro statunitense potrebbe vedere almeno il 10% dei propri compiti svolti dall'intelligenza artificiale generativa.