Economia

Pnrr, la relazione della Corte dei Conti. Ritardi per oltre la metà delle misure

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (S), con il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto (D)
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (S), con il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto (D) (ansa)
La relazione dei magistrati contabili: obiettivi 2022 centrati, ma il picco di spesa arriverà nel 2024-2025. Superare il nodo della precarietà del personale
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Guardando il Pnrr dallo spigolo della sua attuazione finanziaria - e quindi in un confronto tra flussi, cronoprogramma finanziario e complesso delle risorse per nuovi progetti - emerge come "oltre la metà delle misure interessate dai flussi mostri ritardi o sia ancora in una fase sostanzialmente iniziale dei progetti". E' quanto rileva la Corte dei Conti nella sua relazione semestrale sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Dalle amministrazioni agli attuatori, versato il 70% delle disponibilità

Un documento che, tra le altre cose, analizza le movimentazioni dei conti di tesoreria accesi ad hoc per i nuovi progetti e "mette in luce come, a febbraio 2023, ammontino a 4,8 miliardi i fondi che le Amministrazioni centrali titolari di interventi hanno trasferito ai soggetti attuatori o ai realizzatori delle specifiche iniziative di spesa. Trattasi di circa il 70 per cento di quanto ricevuto in disponibilità (7 miliardi) dai conti centrali su cui transitano le somme del Fondo di rotazione Next Generation EU-Italia". Considerando anche i trasferimenti diretti "il complesso dei pagamenti dalle contabilità di tesoreria agli attuatori e ai realizzatori raggiunge il totale di 6 miliardi, interessando 97 misure; i destinatari di tali fondi sono stati in larga maggioranza le società pubbliche e gli enti territoriali". Se si guarda invece alle iniziative "in essere", guardando alle voci di bilancio che ne accolgono le risorse, "i dati ancora non definitivi di consuntivo mostrano un livello di pagamenti di competenza di 2,4 miliardi nel 2022, superiore a quello di 1,5 miliardi del 2021. Tale andamento denota un tasso di finalizzazione degli stanziamenti in crescita nel triennio, ma comunque fermo nel 2022 al 41 per cento (dal 20,3 per cento del 2020 e 30,5 per cento del 2021). Particolarmente a rilento l’avanzamento dei pagamenti nelle missioni legate alle politiche agricole, all’istruzione scolastica e agli interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni".

Ripercorrendo il dispiegarsi degli investimenti, la Corte ricorda che il Pnrr ha già previsto uno slittamento di oltre 20 miliardi che sarebbero dovuti atterrare nel 2020-2022 e che invece l'ultima Nadef ha posticipato. Ne viene che "il recupero nel trend di spesa avrà luogo a partire dal 2023, esercizio nel quale è prevista un’accelerazione – rispetto al quadro iniziale – di oltre 5 miliardi; al termine dell’anno in corso, nonostante il recupero, il livello della spesa cumulata dovrebbe rimanere inferiore di quasi 15 miliardi rispetto al quadro finanziario iniziale. Nel successivo biennio 2024-2025 è poi stimato il picco di spesa, con valori annuali che supereranno i 45 miliardi".

Attuazione sotto il 10% per quasi tutte le missioni

Se si prende il complesso del piano e la sua attuazione tracciata dal sistema Regis, la Corte dei Conti stima che la spesa sostenuta dalle Amministrazioni sia a fine 2022 "di oltre 23 miliardi, circa il 12 per cento delle dimensioni finanziarie complessive del Piano (191,5 miliardi). Essa è associabile a 107 delle 285 misure previste, di cui 2 riforme e 105 investimenti. L’accelerazione rispetto al cronoprogramma, che prevedeva nel triennio 2020-2022 un livello di spesa sostenuta di 20,4 miliardi, è dovuta sostanzialmente alla misura dei crediti d’imposta del piano Transizione 4.0 relativi ai beni strumentali innovativi e alle attività di formazione, nonché all’intervento di rafforzamento dell’Ecobonus-Sismabonus; in entrambi i casi si è registrato un livello di spesa molto più elevato di quanto previsto". Se si escludono queste misure, travasate nel Pnrr e di fatto automatiche, come emerso nei giorni scorsi "il livello di attuazione finanziaria scende al 6 per cento". I magistrati spiegano quind che "ad esclusione della missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” (con un rapporto tra spesa sostenuta e totale delle risorse del 16,4 per cento), tutte le altre missioni si attestano ben al di sotto del 10 per cento; tre missioni (4, 5 e 6) non raggiungono nemmeno la soglia del 5 per cento. Tale situazione mette in evidenza l’importante sforzo finanziario richiesto nei prossimi anni per assicurare il pieno utilizzo delle risorse stanziate nel Piano".

La Governance

Nella prima parte della loro vasta relazione, i magistrati contabili analizzano la governance del Pnrr e, tra le altre cose, segnalano che "le modalità di reclutamento del personale dedicato al Pnrr con formule non stabili hanno fatto emergere non poche difficoltà, per le amministrazioni, nel garantire la continuità operativa delle strutture che, al contrario, necessiterebbero di un quadro di risorse certo per tutto l’orizzonte temporale del Piano". Su questa criticità, osserva la Corte, è intervenuto il recente dl 13/2023 che permette di avviare procedure di stabilizzazione delle risorse professionali dedicate. Le innovazioni di governance del decreto 13 del 2023, però, richiedono "un’attuazione senza soluzione di continuità con gli attuali moduli organizzativi" per evitare rallentamenti.

Tra gli appunti dei magistrati, anche quelli sui programmi del Piano complementare che "muovono i loro passi in avanti. Tuttavia, l’esame del progresso nel conseguimento degli obiettivi intermedi previsti nei cronoprogrammi evidenzia criticità e ritardi", dovuti anche alla "difficile situazione di contesto, legata alle tensioni inflazionistiche e al rialzo dei prezzi dei beni energetici", che "ha costituito un ostacolo nell'avanzamento delle procedure nel corso del 2022. Ulteriore elemento di ritardo, secondo quanto rappresentato dalle Amministrazioni responsabili, è stato identificato nei tempi di conseguimento delle autorizzazioni da parte della Commissione europea in tema di aiuti di Stato".