Arriva la banca dei crediti per sbloccare il Superbonus
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - A bucare la bolla del Superbonus sarà una banca veicolo. Chi ha a che fare con le operazioni di mercato non ha difficoltà a capire di cosa si sta parlando. Solo che questa volta il veicolo è chiamato ad uscire dal perimetro dell’ingegneria finanziaria, estranea all’economia reale. Perché dentro la bolla ci sono le imprese edili e le famiglie che non riescono a cedere i crediti generati dai bonus edilizi, legati ai lavori per l’efficientamento energetico di condomini e villette. Sono gli “esodati” del Superbonus, che non riescono a liberarsi dei crediti perché nessuno li vuole acquistare.
Come funzionerà la banca dei crediti
È qui che entrerà in gio…
ROMA - A bucare la bolla del Superbonus sarà una banca veicolo. Chi ha a che fare con le operazioni di mercato non ha difficoltà a capire di cosa si sta parlando. Solo che questa volta il veicolo è chiamato ad uscire dal perimetro dell’ingegneria finanziaria, estranea all’economia reale. Perché dentro la bolla ci sono le imprese edili e le famiglie che non riescono a cedere i crediti generati dai bonus edilizi, legati ai lavori per l’efficientamento energetico di condomini e villette. Sono gli “esodati” del Superbonus, che non riescono a liberarsi dei crediti perché nessuno li vuole acquistare.
Come funzionerà la banca dei crediti
È qui che entrerà in gioco la banca veicolo. Ma come funzionerà? Il veicolo, a partecipazione diffusa, potrà contare anche sull’apporto di alcune società pubbliche (al momento solo per la parte equity, cioè per dotare lo strumento del capitale necessario). Sarà collocato nel mezzo della catena delle cessioni dei pacchetti di crediti. La filiera parte dai condomìni e dai cittadini che hanno fatto i lavori; poi i crediti passano alle imprese che li eseguono, operando lo sconto in fattura. A questo punto scatta l’intervento dei cosiddetti “grandi aggregatori”: banche e imprese che analizzano i pacchetti per poi acquistarli, garantendo con la loro analisi anche i successivi cessionari sulla bontà del crediti.
Poi subentra la banca veicolo: compra i pacchetti di crediti pluriennali dalle banche o dalle grandi aziende (che con la loro analisi li hanno appunti resi certi). Non solo. È chiamata a gestire il plafond di quanti, di anno in anno, potranno essere ceduti. Per questo ruolo di intermediario darà vita a una vera e propria piattaforma per incrociare l’acquisto e la vendita degli stessi pacchetti. L’ultimo step, e siamo così alla quarta cessione, prevede infatti l’intervento di aziende private, ma anche di istituzioni finanziarie che si accordano preventivamente con la banca veicolo per acquistare i pacchetti di crediti di loro interesse, anno per anno o in un’unica soluzione, in base alla propria pianificazione fiscale.
Il ruolo delle banche e di Poste
La banca veicolo, però, non basterà a sgonfiare la bolla da 19 miliardi di crediti incagliati. Per questo il governo ha deciso di coinvolgere le banche, le assicurazioni e Poste: chi non ha superato la capienza fiscale riaprirà il proprio cassetto per assorbire una parte degli incagli. E dal ministero dell’Economia è arrivato il via libera anche alla possibilità, per le banche e le assicurazioni che hanno esaurito la capacità, di utilizzare i crediti per sottoscrivere Btp a 10 anni, con un limite del 10% di quanto scontato in ciascun anno.
Freni: "Cessioni riaperte per situazioni di grande interesse pubblico"
Cestinata, invece, l’ipotesi, sempre per le banche, di utilizzare gli F24 dei clienti. "Genererebbe sostanziali e rilevantissimi problemi di cassa" per lo Stato, ha spiegato il sottosegretario all’Economia Federico Freni. E sempre l’attenzione al bilancio pubblico ha orientato il lavoro del Tesoro sulle modifiche proposte dai deputati della commissione Finanze, alla Camera, che ieri sera ha dato il via libera al decreto blocca-crediti. "Abbiamo risolto tante situazioni, riaperto le cessioni per situazioni di grande interesse pubblico e speriamo che in Aula si ripeta lo stesso clima", ha dichiarato Freni.
Tra le novità la proroga, al 30 settembre, della scadenza per completare i lavori sulle villette usufruendo del 110%. E anche la possibilità, per i privati che non cedono il credito, di recuperarlo con la detrazione in 10 anni, invece che quattro.
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