Genovesi (Cgil): “Sabato saremo in piazza. Il governo smantella le tutele e apre a riciclaggio e corruzione”
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - "Il primo aprile saremo in piazza con la Uil per chiedere modifiche al governo", dice Alessandro Genovesi, segretario generale di Fillea Cgil, la categoria degli edili. "Se non arriveranno risposte, dal primo luglio - quando il nuovo Codice degli appalti entrerà in vigore - siamo pronti ad avviare una stagione di vertenze sindacali e legali a partire dalle responsabilità delle stazioni appaltanti: Comuni, Regioni, Anas, Ferrovie. Qui siamo passati dal fare presto e bene, a spendere a prescindere e non per forza bene".
Segretario, perché non le piace il nuovo Codice degli Appalti?
"Perché questo governo con la mano sinistra mantiene, sulla carta, le tutele conquistate negli anni: la parità economica di trattamento e stesso contratto per lavoratori in appalto e subappalto, il Durc di congruità, il rispetto del contratto nazionale degli edili. Ma con la mano destra di fatto le toglie, allungando senza limiti il su…
ROMA - "Il primo aprile saremo in piazza con la Uil per chiedere modifiche al governo", dice Alessandro Genovesi, segretario generale di Fillea Cgil, la categoria degli edili. "Se non arriveranno risposte, dal primo luglio - quando il nuovo Codice degli appalti entrerà in vigore - siamo pronti ad avviare una stagione di vertenze sindacali e legali a partire dalle responsabilità delle stazioni appaltanti: Comuni, Regioni, Anas, Ferrovie. Qui siamo passati dal fare presto e bene, a spendere a prescindere e non per forza bene".
Segretario, perché non le piace il nuovo Codice degli Appalti?
"Perché questo governo con la mano sinistra mantiene, sulla carta, le tutele conquistate negli anni: la parità economica di trattamento e stesso contratto per lavoratori in appalto e subappalto, il Durc di congruità, il rispetto del contratto nazionale degli edili. Ma con la mano destra di fatto le toglie, allungando senza limiti il subappalto e aumentando il rischio di infiltrazioni".
Perché vede questo rischio?
"Il mercato sarà meno trasparente con l'assegnazione diretta o a inviti degli appalti fino a 5.382.000 euro: si tratta del 70-80% degli appalti di questi anni che saranno assegnati senza bando di gara. La deroga del periodo Covid di fatto diventa la nuova regola. Ma questo significa una cosa sola: tornare alle liste fiduciarie di Tangentopoli. Avere più cartelli, meno concorrenza, più corruzione. A questo poi si aggiunge la liberalizzazione del subappalto".
Con quali conseguenze?
"Il subappalto a cascata, senza limiti, completamente liberalizzato, è un deciso passo indietro a tutta una serie di porcherie che da anni combattiamo nell'edilizia privata e da cui avevamo preservato gli appalti pubblici, anche grazie alle norme rafforzate dal governo Draghi. Se permetti il subappalto del subappalto, senza fine, sarà molto difficile verificare l'applicazione dei contratti e delle norme su sicurezza e salute, la parità di trattamento dei lavoratori.
In altre parole, se allunghi a dismisura la catena, è inevitabile un dumping sui costi: il livello più basso di subappalto proverà a risparmiare su tutto, userà gru vecchie, la calce con la sabbia, non metterà il presidio medico, non applicherà il salario giusto o la congruità".
Il ministro Salvini parla di rivoluzione. Dice che il sistema sarà più semplice e veloce.
"Vorrei capire come sarà possibile far rispettare il piano sicurezza in un cantiere con 7 capi cantieri diversi e lavoratori che neanche si conoscono. Vorrei capire come si limitano le infiltrazioni mafiose. Come si evita il dumping. Come si impedisce il riciclaggio. Come si disincentiva il nanismo delle imprese. Grazie al nuovo Codice, sarà possibile costruire una scuola sotto i 5 milioni con l'appalto integrato (progettista che coincide con l'esecutore), senza bando e subappaltando all'infinito. È questa la semplificazione che il governo vuole?".
Sarete in piazza per questo?
"E per il Superbonus che cancella 100 mila posti di lavoro, diventando una misura per ricchi che potranno usare le detrazioni. Saremo in cinque periferie: dallo Zen di Palermo a Cinecittà a Roma, dalla Falchera di Torino al quartiere Soccavo di Napoli e a La Palma di Cagliari. Chiederemo al governo di "fare la cosa buona"".