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Scontro sul fisco. Giorgetti dimezza il condono penale

(ansa)
Forza Italia voleva un “perdono” più ampio. I timori nella maggioranza per uno stop del Quirinale
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ROMA - Doveva essere più ampio, il condono penale per i reati fiscali. Ancora di più rispetto a quello che alla fine è finito nel decreto Bollette, approvato martedì sera dal Consiglio dei ministri. Almeno così voleva Forza Italia. Gli azzurri lo chiamano "perdono", ma la sostanza cambia poco. E lo spiega il pressing riversato su Palazzo Chigi a poche ore dall’inizio del Cdm. Con la richiesta di allargare le maglie.

Quindi la cancellazione di tre reati, per chi si mette in regola con i pagamenti: l’omessa dichiarazione, l’omesso versamento e la dichiarazione infedele. Una proposta già avanzata a dicembre, con un emendamento pronto a essere inser…

ROMA - Doveva essere più ampio, il condono penale per i reati fiscali. Ancora di più rispetto a quello che alla fine è finito nel decreto Bollette, approvato martedì sera dal Consiglio dei ministri. Almeno così voleva Forza Italia. Gli azzurri lo chiamano "perdono", ma la sostanza cambia poco. E lo spiega il pressing riversato su Palazzo Chigi a poche ore dall’inizio del Cdm. Con la richiesta di allargare le maglie.

Quindi la cancellazione di tre reati, per chi si mette in regola con i pagamenti: l’omessa dichiarazione, l’omesso versamento e la dichiarazione infedele. Una proposta già avanzata a dicembre, con un emendamento pronto a essere inserito dentro la legge di bilancio. Ma allora il tentativo fallì, fermato dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. I parlamentari forzisti, però, non hanno smesso di crederci, confidando di recuperare le misure all’interno di un altro provvedimento, già qualche giorno dopo il via libera alla Finanziaria. Non se ne fece nulla; opzione quindi rimandata al disegno di legge per la riforma fiscale.

La delega è stata approvata, dentro c’è anche una revisione della dichiarazione infedele, tutta da costruire però perché il disegno di legge riporta i principi generali, mentre saranno i decreti legislativi, nei prossimi mesi, a indicare i dettagli. Altra cosa, e si arriva alla richiesta più recente, è un decreto legge, che accelera sensibilmente le volontà reiterate. Per questo il decreto Bollette. Che alla fine, però, non tira dentro le fattispecie care al partito di Silvio Berlusconi.

Dentro, però, finisce comunque uno scudo penale per tre reati tributari: omesso versamento di ritenute, dovute o certificate, per un importo superiore a 150 mila euro all’anno; omesso versamento dell’Iva per un valore superiore a 250 mila euro all’anno; indebita compensazione di crediti non spettanti superiore a 50 mila euro I contorni non sono precisi, a ieri sera la norma non era ancora stata chiusa. Manca ancora un testo. Ma il comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri spiega chiaramente che è arrivato il via libera a "cause speciali di non punibilità" dei tre reati. Chi ripaga il Fisco, versando le somme dovute, non viene perseguito penalmente.

Il governo prova a difendersi. Giorgetti, che si è opposto a qualsiasi ipotesi di dolo, marca la differenza: la misura inserita nel decreto, dice, "è il segnale che se uno si mette a posto, si ravvede e paga quello che doveva pagare, si tratta di evasione dichiarata". Nella maggioranza qualcuno sottolinea che lo scudo esiste già e che il decreto si limita ad allinearlo alla tregua fiscale. Ma questo ragionamento apre a un allargamento del condono penale perché il contribuente infedele avrà più tempo, fino a cinque anni, per saldare il conto con il Fisco, ottenendo la sospensione del processo. Oltre al fatto che oggi lo scudo scatta solo se si ottempera al versamento prima dell’inizio del procedimento.

Sulla difesa del decreto aleggia una grande preoccupazione, che fonti di maggioranza sintetizzano con poche parole: lo stop del Colle. Perché, è il ragionamento, la motivazione dell’urgenza, che giustifica il ricorso al decreto legge, rischia di risultare debole. Ma intanto il condono penale è stato messo nero su bianco.


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