Scontro sul fisco. Giorgetti dimezza il condono penale
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Doveva essere più ampio, il condono penale per i reati fiscali. Ancora di più rispetto a quello che alla fine è finito nel decreto Bollette, approvato martedì sera dal Consiglio dei ministri. Almeno così voleva Forza Italia. Gli azzurri lo chiamano "perdono", ma la sostanza cambia poco. E lo spiega il pressing riversato su Palazzo Chigi a poche ore dall’inizio del Cdm. Con la richiesta di allargare le maglie.
ROMA - Doveva essere più ampio, il condono penale per i reati fiscali. Ancora di più rispetto a quello che alla fine è finito nel decreto Bollette, approvato martedì sera dal Consiglio dei ministri. Almeno così voleva Forza Italia. Gli azzurri lo chiamano "perdono", ma la sostanza cambia poco. E lo spiega il pressing riversato su Palazzo Chigi a poche ore dall’inizio del Cdm. Con la richiesta di allargare le maglie.
La delega è stata approvata, dentro c’è anche una revisione della dichiarazione infedele, tutta da costruire però perché il disegno di legge riporta i principi generali, mentre saranno i decreti legislativi, nei prossimi mesi, a indicare i dettagli. Altra cosa, e si arriva alla richiesta più recente, è un decreto legge, che accelera sensibilmente le volontà reiterate. Per questo il decreto Bollette. Che alla fine, però, non tira dentro le fattispecie care al partito di Silvio Berlusconi.
Sulla difesa del decreto aleggia una grande preoccupazione, che fonti di maggioranza sintetizzano con poche parole: lo stop del Colle. Perché, è il ragionamento, la motivazione dell’urgenza, che giustifica il ricorso al decreto legge, rischia di risultare debole. Ma intanto il condono penale è stato messo nero su bianco.
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